Differenze tra le versioni di "Friedrich Dürrenmatt"

(-W (sfid), +citazioni, paragrafo)
===''Il tunnel''===
Un ventiquattrenne, grasso per non esser troppo vicino a quanto di orribile vedeva nascondersi dietro le quinte (e questa era una sua virtù, forse l'unica) e che preferiva tappare ogni buco della propria carne – attraverso questi buchi, appunto, le mostruosità avrebbero potuto penetrare in lui – sicché fumava sigari (Ormond Brasil 10), sopra gli occhiali ne portava un secondo paio – occhiali da sole – e nelle orecchie aveva dei batuffoli di cotone, questo giovane, ancora dipendente dai genitori e occupato in nebulosi studi presso una Università raggiungibile con un viaggio in treno di due ore, saliva una domenica pomeriggio sul suo solito treno – partenza alle 17.50 arrivo alle 19.27 – per assistere l'indomani a un seminario che già aveva deciso di bigiare.
 
===''La caduta''===
Dopo il buffet freddo, a base di uova ripiene, prosciutto, toast, caviale, acquavite e champagne, che il segretario politico era solito consumare nel salone delle feste, prima della seduta, N si presentò per primo nella sala di riunione.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
 
===''La panne''===
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