Differenze tra le versioni di "Andrea De Carlo"

Quando avevo ventitré anni una tipa di nome Enrica Rivatti con le labbra pallide e gli occhi acquosi e i capelli fritti color paglia mi ha telefonato una sera tutta concitata per dirmi di chiamare al più presto il suo amico Damiano Diamantini che cercava un esperto di rock per una collana di libri sulla musica. L'avevo conosciuta all'università, e dovevo essere l'unica persona associabile al rock che le era venuta in mente, per come manifestavo estraneità tutto il tempo e per come ogni tanto mi portavo dietro una brutta chitarra acustica giapponese con le corde troppo alte e la suonavo nei chiostri tra una lezione e l'altra.
 
==[[Explicit]] di ''Trenoalcune di panna''opere==
===''Treno di panna''===
Ho guardato in basso, e di colpo c'era la città, come un immenso lago nero pieno di plancton luminoso, esteso fino ai margini dell'orizzonte. Ho guardato i punti di luce che vibravano nella distanza: quelli che formavano un'armatura sottile di paesaggio, fragile, tremante. Quelli in movimento lungo percorsi ondulati, lungo traiettorie semicircolari, lungo linee intersecate. C'erano punti che lasciavano tracce filanti, bave di luce liquida; punti che si aggregavano in concentrazioni intense, fino a disegnare i contorni di un frammento di città e poi scomporli di nuovo, per separarsi e allontanarsi e perdersi sempre più nel buio. Li guardavo solcare gli spazi del tutto neri che colmavano inerti il vuoto, in attesa di assorbire qualche riflesso nella notte umida.
===''Pura vita''===
E il loro viaggio insieme è già quasi finito, a parte qualche centinaio di chilometri che tra un giorno cominceranno a essere un ricordo destinato a perdersi in una sovrapposizione di mille altri ritorni e partenze, collegamenti neutri di asfalto e guard-rail tra un punto e un altro e un momento e un altro e uno stato d’animo e un altro. Lui si gira a guardarla a intervalli, e pensa a quanti errori ha fatto rispetto a lei e rispetto a M. e rispetto alle altre donne della sua vita e rispetto ai suoi amici e parenti e conoscenti e animali e luoghi e lavori e rispetto alla vita in generale. Poi pensa che il filo così imperfetto che c’è tra loro è forse la cosa più sorprendente che gli sia capitata. Non sa come si modificherà nel tempo; ma pensa che è una delle pochissime indicazioni certe che riuscirebbe a dare, se qualcuno gli chiedesse il senso della strada che ha fatto fin qui.
 
==Note==
Utente anonimo