Differenze tra le versioni di "Marcel Thiry"

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(+"Scacco al tempo")
*{{ndr|Jules Axidan}} L'uomo è talmente assoggettato a questa nozione {{ndr|la Causa}} che, persino nei suoi momenti di diversivo, non fa che giocare alle cause e agli effetti. Mai un istante di libertà, di gratuità... Ha inventato le carte perché l'asso imponga le sue regole su tutte le altre figure, perché la distrazione venga punita e sia ricompensato il ragionamento calcolatore. Ha inventato il gioco degli scacchi perché ogni colpo giocato prolunghi , fino al termine della partita, l'ineluttabile successione delle sue conseguenze. Ha inventato il calcio e il tennis perché le leggi della balistica vengano rigorosamente rispettate, perché il colpo di piede o il colpo della racchetta richiamino inevitabilmente l'esatta traiettoria ''causata''. Ebbene! esiste un altro gioco, solo un altro, che non ha bisogno di cause. Questo gioco si chiama Poesia. È lei che libera gli uomini. (V, p. 42)
*{{ndr|Jules Axidan}} Il calcolo delle probabilità! È lui che regna su questo mondo soggiogato... [...] Ebbene! questa è la vera stupidità umana, è la calamità che pesa sulla nostra razza dal tempo dei tempi... Perché questo sciocco calcolo tralascia qualche cosa, e cioè che il caso è maestro; in tutte le alternative di fronte alle quali ci poniamo delle domande, è il caso a decidere. E sceglie soltanto tra due soluzioni, non una di più. [...] Compri questa sera un biglietto della lotteria; da uomo qual sei, fai il tuo bel calcolo delle probabilità e dici: «Ci sono cinquecentomila biglietti, ho una possibilità contro quattrocentonovantanovemilanovecentonovantanove di vincere il milione». E invece proprio per niente: hai una possibilità su due. Perché dopo l'estrazione ci saranno, per te, soltanto due possibilità. O avrai vinto, oppure avrai perso. Il ''caso'', signore di noi tutti, avrà scelto una di queste due soluzioni, non un'altra... (V, pp. 43-44)
*{{ndr|Gustave Dieujeu}} {{ndr|I personaggi [[re]]gali}} [...] sanno che per loro è impossibile uscire dal seminato della buona creanza, perché la buona creanza consiste nel fare esattamente ciò che fanno. (XIII, p. 122)
*{{ndr|Jules Axidan}} Lo schiavo che soffre un giorno si libererà. Ma chi non conosce la sua [[catena]], come potrebbe mai liberarsi? (XIII, p. 123)
*{{ndr|Gustave Dieujeu}} [...] essere soli o in mezzo alla folla dà la stessa sensazione di [[anonimato]]. (XIII, p. 124)
*{{ndr|Gustave Dieujeu}} [...] a una certa altezza dell'[[amore]], si vedono cadere gli orpelli del romanzesco e del petrarchismo, e rimangono soltanto, nudi e violenti, lo stimolo fisico e la verità dei corpi [...]. (XVII, p. 167)