Differenze tra le versioni di "Cartesio"

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*Che cos'è che io sono? Sono una cosa pensante.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della filosofia'', traduzione di Daniele Ballarini e Anna Carbone, Gribaudo, 2018, p. 79. ISBN 9788858014165</ref>
*Come gli attori [...] veston la maschera, così io sul punto di salire su questa scena mondana, [...] mi avanzo mascherato.<ref>Cartesio, ''Frammenti giovanili'', in ''Opere filosofiche'', a cura di E. Garin, G. Galli, Laterza, Roma-Bari, 1994, vol. I, p. 8.</ref>
*Con me tutto diventa matematica.<ref>Da ''[https://fr.wikisource.org/wiki/Page%3aDescartes_-_%C5%92uvres,_%C3%A9d._Adam_et_Tannery,_III.djvu/48 Corrispondenza con Mersenne]'', nota alla riga 7 (1640), p. 36. Citato in ''[http://books.google.com/books?id=9Xh3fVZLCycC&pg=PA532&lpg=PA532&dq=%22Omnia+apud+me+mathematica+fiunt%22+original+zitat&source=bl&ots=CgQOrveRiM&sig=WFHwIK20r5vRZ66FwCaxo857LCU&hl=de&sa=X&ei=_Wf2UcHlJYbfsgaf1IHABg#v=onepage&q=%22Omnia%20apud%20me%20mathematica%20fiunt%22%20original%20zitat&f=false Die Wiener Zeit]'', p. 532 (2008); in ''[http://math.stackexchange.com/questions/454599/where-did-descartes-write-with-me-everything-turns-into-mathematics?noredirect=1#comment978229_454599 StackExchange Math Q/A Where did Descartes write...]''; in AA.VV., ''Il libro della matematica'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2020, p. 148. ISBN 9788858025857</ref>
*Dirò solamente in generale che tutto quel che dicono gli [[ateismo|atei]] per impugnare l'[[esistenza di Dio]] dipende sempre, o dal fingere in Dio affezioni umane, o dall'aver attribuito ai nostri spiriti tanta forza e saggezza da far presumere di determinare e comprendere ciò che Dio può e deve fare. (da<ref>Da ''Meditazioni metafisiche'').</ref>
*È necessario, almeno una volta nella vita, dubitare di tutte le cose.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della filosofia'', traduzione di Daniele Ballarini e Anna Carbone, Gribaudo, 2018, p. 119. ISBN 9788858014165</ref>
*È vero che i sei giorni della creazione sono descritti nella ''[[Genesi]]'' in modo da far pensare che l'uomo ne sia l'oggetto principale: ma si deve anche dire che, poiché la storia della ''Genesi'' è stata scritta per l'uomo, lo Spirito Santo vuole specificare soprattutto le cose che lo riguardano, e non ha parlato di nessuna cosa se non in rapporto all'uomo.<ref>Dalla lettera a Chanut del 6 giugno 1647; citato in Ditadi 1994, pp. 547-548.</ref>
*Ho presto scoperto chiaramente che tutti {{NDR|i movimenti degli [[animale|animali]]}} potevano avere origine dal principio corporeo e meccanico, e da allora in poi ho ritenuto certo e stabilito che noi non possiamo affatto provare la presenza di un'anima pensante negli animali. Non mi preoccupano l'astuzia e l'abilità dei cani e delle volpi, o tutte le cose che gli animali fanno spinti dal desiderio di cibo, sesso o paura; anzi, affermo di poter facilmente spiegare l'origine di tutti loro dalla costituzione dei loro organi.<ref>Dalla lettera a [[Henry More]] del 5 febbraio 1649; citato in Ditadi 1994, pp. 549-550.</ref>
*Io supporrò, dunque, che vi è un certo cattivo genio, non meno astuto e ingannatore che possente, che ha impiegato tutte le sue energie per ingannarmi.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della filosofia'', traduzione di Daniele Ballarini e Anna Carbone, Gribaudo, 2018, p. 120. ISBN 9788858014165</ref>
*La matematica è uno strumento di conoscenza più potente di ogni altro tramandatoci dall'opera umana.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della matematica'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2020, p. 151. ISBN 9788858025857</ref>
*Mi sono reso conto della necessità [...] di ripartire dalle fondamenta se volevo costruire nelle scienze qualcosa che fosse stabile e duraturo.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della matematica'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2020, p. 147. ISBN 9788858025857</ref>
*Non mancano dolcezze nell'[[amore|amare]] qualcuno senza osare di dichiararglielo.<ref>Citato in [[Dino Basili]], ''L'amore è tutto'', Tascabili economici Newton, febbraio 1996, p. 37.</ref>
*Ora, le due regole dipendono evidentemente dal semplice fatto che Dio è immutabile e che, agendo sempre nello stesso modo, produce sempre lo stesso effetto. Infatti, supponendo che, fin dal primo istante della creazione, Dio abbia messo in tutta la materia in generale una certa quantità di movimenti, bisogna ammettere che ne conservi sempre esattamente altrettanta: altrimenti non si crede che Dio agisca sempre nello stesso modo. Supponendo inoltre che fin da quel primo istante le diverse parti della materia, nelle quali questi movimenti si sono trovati diversamente distribuiti, abbiano cominciato a conservarli o a trasmetterli dall'una all'altra, in proporzione alla loro forza, bisogna necessariamente pensare che Dio fa sí che esse continuino a compiere sempre la stessa cosa. E questo è ciò che stanno a significare queste due regole.<ref>Da ''Il Mondo'', 1959, p. 64; citato in Koiré 1979, p. 334</ref>
*Prima che ci accingiamo alla conoscenza delle cose particolari, bisogna almeno una volta nella vita aver ricercato diligentemente di quali cognizioni l'umana ragione sia capace.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della filosofia'', traduzione di Daniele Ballarini e Anna Carbone, Gribaudo, 2018, p. 123. ISBN 9788858014165</ref>
*{{NDR|A proposito della geometria}} Problemi che si possano costruire solo per mezzo di cerchi e linee rette.<ref>Da ''La geometria''. Citato in AA.VV., ''Il libro della matematica'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2020, p. 146. ISBN 9788858025857</ref>
*Quando qualcuno dice: «Io penso, dunque sono o esisto» deduce la sua esistenza con una semplice intuizione della mente.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della filosofia'', traduzione di Daniele Ballarini e Anna Carbone, Gribaudo, 2018, p. 122. ISBN 9788858014165</ref>
*Questa regola poggia sullo stesso fondamento delle altre due, e anche essa dipende esclusivamente dal fatto che Dio conserva ogni cosa mediante un'azione continua, e che quindi non la conserva affatto come poteva essere qualche tempo prima, ma esattamente come è nell'istante in cui la conserva. Ora, di tutti i movimenti ''l'unico perfettamente semplice, e la cui natura è contenuta in un solo istante, è quello rettilineo''. Infatti, per concepirlo è sufficiente pensare che un corpo compia l'azione di muoversi verso una certa direzione, cosa che si riscontra in ogni istante determinabile durante il tempo in cui si muove. Mentre per concepire il movimento circolare, come qualsiasi altro, è necessario considerare almeno due istanti, o meglio due parti del movimento stesso, e il rapporto fra loro sussistente. (da<ref>Da ''Il Mondo'', 1959, p. 64; citato in Koiré 1979, p. 336).</ref>
*Spero che i posteri mi giudicheranno con benevolenza, non solo per le cose che ho spiegato, ma anche per quelle che ho intenzionalmente omesso, così da lasciare ad altri il [[piacere]] della [[scoperta]]. (da<ref>Da ''La geometria'').</ref>
*Suppongo che il corpo non sia altro che una statua o macchina di terra che Dio forma espressamente per renderla il più possibile simile a noi: per modo che non solo dia ad essa all'esterno il colore e la figura di tutte le nostre membra, ma vi metta anche all'interno tutti i pezzi che si richiedono per fare sì che cammini, mangi, respiri e imiti infine tutte quelle nostre funzioni che si può immaginare procedano dalla materia e non dipendano che dalla disposizione degli organi. (da<ref>Da ''Opere scientifiche'', ''L'Uomo'').</ref>
 
{{Int|''Lettera al Marchese di Newcastle''|23 novembre 1646; citato in Ditadi 1994.}}
 
===Attribuite===
*La natura ha orrore del vuoto. (citato<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 87-88).</ref>
:''Natura abhorret vacuum''.
 
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