Differenze tra le versioni di "Gaetano Trezza"

1 809 byte aggiunti ,  7 mesi fa
+3
(+2)
(+3)
*Tutto ciò che da tre secoli si scoperse di leggi fisiche e storiche, disfece non solo il concetto ascetico del [[cristianesimo]] ma il concetto stesso di religione, come un sistema trascendente di cause e di effetti. Un cristianesimo senza dogmi, cioè senza assurdi, un cristianesimo come forma della ragione, sarebbe impossibile. Provati a gittare un vino spumeggiante e nuovo negli otri vecchi ed ei ti scoppierà in poco d'ora traboccando diffuso per terra. Il mondo contemporaneo è piu grande del cristianesimo, ei l'ha già oltrepassato per sempre. Chi lo mantiene convertito in un simbolo più o meno romantico, può ben ingannarti col nome, ma il cristianesimo senza un Dio individuale, senza apocalissi messianiche, senza redenzione dal peccato, senza predestinazione di grazia, senza rinascita della carne, senza oltretomba, senza chiesa, e senza Bibbia, non è che un'ironia superstite di sè stesso. ([[s:Confessioni d'un scettico/X|cap. X]], pp. 55-56)
*La [[vita]] non è tua ma di tutti; non si ferma in te solo ma va pellegrina nel tempo echeggiando di cervello in cervello, si trasmette moltiplicata negli organi, e si fa eterna rivelandosi nell'ideale ch'è la forma più vera della vita stessa. In quell'ideale che ti pare un sogno tu ripensi te stessa, ti comprendi, ti esalti, t'infuturi. ([[s:Confessioni d'un scettico/XI|cap. XI]], pp. 61-62)
*Un viaggio scettico per l'infinito: ecco la storia del mondo. Chi non comprende che le leggi dell'essere sono scettiche non ne comprende la storia, la quale non è l'effetto d'una virtù creatrice che la predisponga ad un fine trascendente ma si produce dall'esperienza sempre più vasta dei gruppi meccanici nello spazio e nel tempo, e si rivela senz'altro fine che di rivelarsi. La natura è scettica e per ciò non ode le ribellioni stolte del sentimento che si fa centro alle cose misurandole tutte da sé. Forse ch'ella si cura di noi, dei nostri dolori, delle nostre speranze, del nostro orgoglio? si cura dei pensieri che ci desta, dei sogni con cui ci lusinga, delle ebbrezze in che ci esalta? ([[s:Confessioni d'un scettico/XXIV|cap. XXIV]], pp. 134-135)
*Tu il vedi son scettico perché la realtà non è che un gruppo di relazioni senz'alcun fine trascendente; son scettico perché contemplo le cose dalle cime olimpiche della ragione conscia di sé, son scettico perché veggo l'ironia dell'essere eterno che si traveste nelle forme caduche di sé stesso, a guisa di fanciullo che scherza coi dadi, come diceva [[Eraclito]]. ([[s:Confessioni d'un scettico/XXIV|cap. XXIV]], pp. 135-136)
 
===[[Explicit]]===
Eppure il sogno ed il vero sono i due poli intorno ai quali s'aggirerà sempre la vita. Per ciò l'illusione è anch'essa uno stato del cervello; ei la risuscita nei centri nervosi, la propaga per tutti i meandri delle sue cellule, la traveste con mille forme secondo che i suoi gruppi meccanici, spostando le loro relazioni, ascendono ad una vita più vasta. L'universo riflettendosi nel cervello come in un prisma organico vi si cangia e vi si colora continuamente nell'ideale di se stesso.<br>
Eterno è il sogno come eterno è l'essere che lo crea raggiandolo dal suo seno infinito. Addio. <!--(cap. XXVII, p. 151)-->
 
==''Saggi postumi''==
 
==Bibliografia==
*Gaetano Trezza, ''[https[s://archive.org/details/confessionidunsc00trezuoft/page/n6Confessioni d'un scettico|Confessioni {{sic|d'un}} scettico]]'', Drucker & Tedeschi, Librai-editori, Verona - Padova, 1878.
*Gaetano Trezza, ''[https://archive.org/details/lacriticamodern00trezgoog/page/n8 La critica moderna]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1880<sup>2</sup>.
*Gaetano Trezza, ''[https://archive.org/details/saggipostumi01trezgoog/page/n11 Saggi postumi]'', Drucker & Tedeschi, Verona - Padova, 1885.