Differenze tra le versioni di "Gaetano Trezza"

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[[File:Via carducci 13, targa a gaetano trezza 2.jpg|thumb|Firenze: lapide in memoria di Gaetano Trezza]]
'''Gaetano Trezza''' (1828 – 1892), scrittore e filologo italiano.
 
===''Confessioni {{sic|d'un}} scettico''===
===[[Incipit]]===
Tu mi domandi la via della vita per camminare più pronta nella vigilia dei sensi. Oh! sai tu che la rivelazione del vero ucciderà le speranze fantastiche nelle quali s'adagia mollemente la tua anima stanca? sai tu che gli Dei si eclisseranno tutti su quella via dolorosa, e che rimarrai soletta cercandoti intorno come chi cerca un paradiso perduto? sai tu quante fraudi, quanti dolori, quante demenze v'ha seminato la natura per trastullarsi nella sua settimana terrestre?<br>O anima superba, tu vuoi la pace dal vero, e ti ribelli se la ragione te lo dà fra le lagrime? le vie della natura son scettiche; guai a chi vi si mette per entro senza conoscerle! vuoi tu meco interrogare la sfinge che ti si pianta dinnanzi? vuoi tu profondarti negli abissi dell'essere e {{sic|inebbriarti}} di spavento sacro nelle visioni terribili dell'infinito? sei ben presta a disfrondare dalla vita ogni speranza adultera d'oltretomba? immolarti con pieno olocausto alle leggi serene dell'universo senza ridomandare a nessun Dio il prezzo codardo del tuo sacrificio? se sei presta a tanto, vieni, ch'io t'insegnerò la via della vita. <!--(cap. I, pp. 7-8)-->
 
===Citazioni===
*Il due novembre intenerisce i pietosi sulle tombe dei morti; vuoi tu chinarti un poco a contemplare la mia tomba di vivo? quanti si traggono con sé il cadavere della memoria e non hanno il coraggio di confessarlo. (cap. I, p. 9)
*Ah! il regno di Dio non è che di pochi, perchè soltanto i pochi se lo conquistano col miglior sangue dell'anima! I più s'abbandonano al torrente della demenza e spariscono dalla vita senza comprenderne il senso divino. (cap. II, p. 14)
*Perché dunque la cappa di piombo della religione ci siede sul collo, e ci vieta di alzare fieramente la testa ed interrogare le cose come sono? perché la servitù detestata del dogma ci logorò le potenze più fresche degli organi, fiaccandole per tanti secoli sotto la sferza papale? perché quella codardìa d'intelletto che non osa affrontare i divini pericoli del vero scientifico? perché l'inerzia disonesta che ci fa chiudere gli occhi alla nostra salute e ci fa così sbigottiti delle nostre stesse conquiste? perché bestemmiamo la verità chiamandola triste, allettiamo speranze nell'oltretomba, e ci ribelliamo al fato reputandolo un giogo che ci schiaccia non una legge divina da riprodurre in noi stessi? (cap. III, pp. 16-17)
*Il [[primavera dei popoli|quarant'otto]] colle sue demenze politiche, colle sue rivoluzioni acerbe, co' suoi disastri colpevoli, comunicò non di meno una scossa titanica all' intelletto moderno. Fu come il voltarsi impaziente dell'Encelado europeo di sotto al giogo enorme che lo aggravava da tanti secoli. Il giogo gli rimase ancora sul collo ma ti annunciava le ribellioni venture che l'avrebbero abbattuto per sempre. (cap. VII, p. 34)
 
==''Saggi postumi''==
===Citazioni===
*Nelle religioni semitiche Dio è tutto, l'uomo nulla; il [[monoteismo]] schiaccia ogni volontà indipendente, ogni iniziativa della ragione, ogni ardimento che si ribelli al suo gioco: quindi produce nell'uomo uno stato intellettuale e morale che lo dispone a quella rassegnazione timorosa ed inerte che fiacca le potenze dello spirito, e deprime ogni abito virilmente efficace. (Il pessimismo, pp. 69-70)
 
*Chi non ha fede nel [[pensiero]] come in uno dei grandi valori cosmici e non ne comprende le divine energie, maledice il più bel dono dell'essere, calunnia quell'ideale che si matura nel suo grembo, e consuma sé stesso in un pessimismo dannoso sempre alla specie umana; sia che lo nasconda e lo simuli colle speranze ascetiche a cui non corrisponde realtà veruna; sia che lo dissolva in querimonie romantiche, od in bestemmie inutili contro le leggi della natura e della storia. (Il pessimismo, pp. 72-73)
 
*La filosofia d'[[Origene]] scientificamente non ha valore alcuno, per noi moderni; storicamente ne ha molto. (La filosofia d'Origene, p. 201)
 
*La filosofia d'Origene non ha che un maestro: la rivelazione di Dio; non ha che un centro: il Cristo degli Evangeli, e specialmente del pseudoevangelo di San Giovanni; non ha che un fine: la salute universale dei figluoli della Grazia. Le leggi della natura non le conosce, anzi le sdegna; il mondo dei fenomeni che costituisce la realtà in cui si esercita la scienza, per lui è l'ombra caduca d'un mondo di spiriti sprigionati dagli organi, purificati dalla peste corporea, e fatti uni con Dio che sarà tutto in tutti. La vita verace è fuor dalla vita, fuori dai sensi, fuori dai fenomeni, campata nell'unità trascendente dell'Essere impervio. (La filosofia d'Origene, p. 203)
 
*La scoperta di [[Charles Darwin|Carlo Darwin]] sull'''Origine delle specie'', ch'è certo la più grande e la più feconda del secolo decimonono, non ci dié soltanto la legge delle formazioni biologiche, ma ci spiega del pari le ''formazioni storiche''. [...].<br>L'aver staccato la [[storia]] dalla natura facendone due creazioni indipendenti e governate da leggi distinte, quasi che ciò ch'è vero scientificamente nel giro dei fenomeni fisici, nol sia nel giro dei fenomeni storici, è uno degli errori ereditati dal vecchio dualismo platonico, e che, pur troppo, domina ancora e corrompe gli studi moderni. (Il Darwinismo e le formazioni storiche, pp. 217-218)
 
*Il [[darwinismo]] potrà correggersi e compiersi, ma il nuovo concetto della natura e della storia che ci viene da lui, costituirà la base dell'avvenire; egli rinnoverà lo studio della storia, come rinnovò quello della natura; ed è qui la parte più difficile e men conosciuta di quella teoria, e tanto più difficile che pochi ancora, son giunti ad un concetto scientifico della storia e delle sue leggi. (Il Darwinismo e le formazioni storiche, pp. 219-220)
 
*[[Davide Lazzaretti|David Lazzaretti]] sentì forse rozzamente in sé stesso la ribellione dello spirito moderno contro la Chiesa papale; ma non avendo {{sic|coltura}} scientifica che lo aiutasse nei problemi contemporanei, improvvisò una specie di buffoneria ascetica, {{sic|spruzzolandovi}} un po' di socialismo male inteso e male effettuato. A quei credenti che aspettano ancora la sua risurrezione, converrebbe insegnare meglio la realtà del mondo e risanarli dall'ignoranza che li corrompe in una fede impossibile. (David Lazzaretti, p. 257)
 
==[[Incipit]] di alcune''La operecritica moderna''===
===''Confessioni {{sic|d'un}} scettico''===
Tu mi domandi la via della vita per camminare più pronta nella vigilia dei sensi. Oh! sai tu che la rivelazione del vero ucciderà le speranze fantastiche nelle quali s'adagia mollemente la tua anima stanca? sai tu che gli Dei si eclisseranno tutti su quella via dolorosa, e che rimarrai soletta cercandoti intorno come chi cerca un paradiso perduto? sai tu quante fraudi, quanti dolori, quante demenze v'ha seminato la natura per trastullarsi nella sua settimana terrestre?<br>O anima superba, tu vuoi la pace dal vero, e ti ribelli se la ragione te lo dà fra le lagrime? le vie della natura son scettiche; guai a chi vi si mette per entro senza conoscerle! vuoi tu meco interrogare la sfinge che ti si pianta dinnanzi? vuoi tu profondarti negli abissi dell'essere e {{sic|inebbriarti}} di spavento sacro nelle visioni terribili dell'infinito? sei ben presta a disfrondare dalla vita ogni speranza adultera d'oltretomba? immolarti con pieno olocausto alle leggi serene dell'universo senza ridomandare a nessun Dio il prezzo codardo del tuo sacrificio? se sei presta a tanto, vieni, ch'io t'insegnerò la via della vita. <!--(cap. I, pp. 7-8)-->
 
===''La critica moderna''===
Come v'è un clima fisico che circoscrive la vita dei corpi, così v'è un clima storico che circoscrive la vita dello spirito. Anzi, a dir proprio, lo spirito non è una cosa che stia di per sé, campata in una specie di milluogo fantastico, ma un fenomeno che si compone il proprio clima e lo porta in se stesso, né può staccarsene senza violare gli organi più fini della sua vita. Il clima fisico è fuori de' corpi, pur non perisce coi corpi; ma il clima storico si sta dentro allo spirito, il quale vi si organizza, vi si compie, vi si fa uno con lui. <!--(Cap. I, Il senso moderno, p. 21)-->