Differenze tra le versioni di "Charles Bukowski"

Modificate e aggiunte citazioni e fonti di "Il Capitano è fuori a pranzo", le citazioni che non ho potuto trovare e aggiornare le ho messe alla fine. Alcune hanno una fonte, altre meno, mi sto attenendo all'ultima edizione, quelle che c'erano già sono tutte della edizione del 2000 perciò le ho contrassegnate tra parentesi tutte per quell'anno ove non vi fosse scritto.
(Aggiunte fonti e citazioni del romanzo "Hollywood, Hollywood!", le citazioni già presenti delle quali non so la pagina sono state messe alla fine.)
(Modificate e aggiunte citazioni e fonti di "Il Capitano è fuori a pranzo", le citazioni che non ho potuto trovare e aggiornare le ho messe alla fine. Alcune hanno una fonte, altre meno, mi sto attenendo all'ultima edizione, quelle che c'erano già sono tutte della edizione del 2000 perciò le ho contrassegnate tra parentesi tutte per quell'anno ove non vi fosse scritto.)
 
==''Il capitano è fuori a pranzo''==
*Preferisco bere da solo. Uno scrittore non deve nulla a nessuno eccetto che alla propria scrittura. Non deve nulla ai lettori se non la disponibilità della pagina stampata. E peggio ancora alcuni di questi bussatori-di-porta non sono nemmeno tuoi lettori. Hanno solo sentito qualcosa in giro. Il miglior lettore e il miglior essere umano sono quelli o quelle che mi premiano con la loro assenza. (28/08/91, 11:28 PM; p. 8)
*I soldi hanno solo due cose che non vanno: o sono troppi o sono troppo pochi. (29/8/91, 10:55 PM; 2000, p. 9)
*La maggior parte della gente non è preparata alla morte, alla propria o a quella di chicchesia. Ne sono scioccati, terrorizzati. È come una grossa sorpresa. Che diavolo, non dovrebbe esserlo. Io mi porto la morte nel taschino. A volte la tiro fuori e le parlo: "Ciao bella, come va? Quand'è che vieni a prendermi? Sono pronto".<br />Nella morte non c'è niente di triste, non più di quanto ce ne sia nello sbocciare di un fiore. La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte. Non fanno onore alla propria vita, la pisciano via. La cagano fuori. Muti idioti. Troppo presi a scopare, film, soldi, famiglia, scopare. Hanno la testa piena di ovatta. Mandano giù Dio senza pensare, mandano giù la patria senza pensare. Dopo un po' dimenticano anche come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello imbottito di ovatta. Sono brutti, parlano male, camminano male. Gli suoni la grande musica dei secoli ma loro non sentono. Per molti la morte è una formalità. C'è rimasto ben poco che possa morire. (12/9/91, 11:19 PM; 2000, p. 13)
*Moriremo tutti, proprio tutti, che circo! Già solo questo dovrebbe farci amare l'un l'altro, ma non è così. Siamo terrorizzati e annientati dalle banalità, siamo divorati dal nulla. (29/08/91 10:55 PM; p. 10)
*Per me scrivere è volare, è accendere un fuoco. Per me scrivere è tirare fuori la morte dal taschino, scagliarla contro il muro e riprenderla al volo. (12/9/91, 11:19 PM; 2000, p. 14)
*La maggior parte delladelle gentepersone non è preparata alla morte, allala propria o a quella di chicchesia.chiunque Nealtro. sonoLi scioccatisciocca, terrorizzatili terrorizza. È come se fosse una grossa sorpresa. Che diavoloDiavolo, non dovrebbe mia esserlo. Io mi portoPorto la morte nel taschino a sinistra. A volte la tiro fuori e le parlo: "Ciao, bellabellezza, come va? Quand'è cheQuando vieni a prendermi? SonoSarò pronto".<br />Nella morte nonNon c'è nienteda dipiangere triste,per nonla morte più di quanto cenon neci sia nelloda sbocciarepiangere per la crescita di un fiore. LaCiò cosache è terribile non è la morte in sé, ma le viteesistenze che la gente vive o non vive fino allaal momento della morte. Non fannoonora onore allala propria vita, lapiscia piscianosulla viapropria vita. La caganocaga fuorivia. MutiStolti idioticazzoni. TroppoSi presiconcentrano atroppo sullo scopare, sui film, soldisul denaro, sulla famiglia, scoparesul fottere. Hanno la testamenti pienagonfie di ovatta. Mandano giùInghiottono Dio senza pensare, mandano giùinghiottono la patria senza pensare. DopoBen unpresto po'si dimenticano anche come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello imbottitogonfi di ovatta. Sono brutti, parlanodicono malecose brutte, camminano male.in Glimodo brutto. suoniSuonagli la grande musica dei secoli mae loro non sentono.riusciranno Pera moltisentirla. laLa morte di quasi tutte le persone è una formalitàfarsa. CNon c'è rimasto benpiù poco cheniente possada morireuccidere. (12/909/91, 11:19 PM; 2000, p. 13)
*La cosa migliore è essere [[Solitudine|soli]] ma mai veramente soli. (13/9/91, 5:28 PM; 2000, p. 16)
*Scrivere è quando volo, scrivere quando accedo fuochi. Scrivere è tirare fuori la morte dal taschino a sinistra, scagliarla contro il muro e riprenderla al volo quando rimbalza. <br/ >Questi tizi pensano che devi essere sempre sulla croce e sanguinare per dimostrare di avere anima. Ti vogliono mezzo pazzo, che ti sbrodoli la camicia davanti. Ne ho avuto abbastanza di quella croce, ne ho già il serbatoio pieno. Se riesco a rimanere giù dalla croce, ne ho in abbondanza per andare lontano. Anche troppo. Lascia che siano loro a salire sulla croce, gli farò i complimenti. Ma il dolore non crea scrittura, lo scrittore sì. (12/9/91, 11:19 PM; p. 14)
*Sapere che c'è una via d'uscita ti aiuta a restare dentro. Mi spiego? Altrimenti sarebbe la follia. (13/9/91, 5:28 PM; 2000, p. 17)
*La cosa migliore è essere [[Solitudine|soli]], ma mainon veramentedel solitutto. (13/9/91, 5:28 PM; 2000, p. 16)
*Chi ha inventato la [[scala mobile]]? Gradini che si muovono. Poi si parla di pazzi. Gente che va su e giù per le scale mobili, negli ascensori, che guida automobili, le porte dei garage che si aprono schiacciando un pulsante. Poi vanno in palestra per smaltire il grasso. Fra quattromila anni non avremo più le gambe, strisceremo direttamente sul culo, o forse rotoleremo come matasse di rovi. (26/9/91, 11:36 PM; 2000, p. 28)
*DevSapere che c'essereè stranouna viverevia cond'uscita ti aiuta a restare medentro. ÈMi stranospiego? perAltrimenti mesarebbe la follia. (1513/109/91, 125:5528 PM; 2000, p. 5317)
*La gente mi svuota. Devo starne alla larga per ricaricarmi. Io sono la mia miglior cura, stravaccato su una poltrona, a fumare un beedie e a guardare questo schermo sputare parole. (21/09/91 09:27 PM, p. 21)
*A volte mi sento come fossimo tutti prigionieri di un film. Sappiamo le battute, sappiamo dove metterci, come recitare, manca solo la macchina da presa. Però non possiamo uscire dal film. Ed è un brutto film. (31/10/91, 12:27 AM; 2000, p. 63)
*Chi ha inventato lale [[scala mobile|scale mobili]]? Gradini che si muovono. PoiRimanendo siin parlatema di pazzipazzia. Gente che va susale e giùche perscende lecon scale mobili, negli ascensori, che guida automobili, lecon portesaracinesche dei garage che si aprono schiacciandoal tocco di un pulsante. Poi vanno innei centri palestrabenessere per smaltire il grasso. Fra quattromila4000 anni non avremo più le gambe, strisceremoscodinzoleremo direttamentegirando sul culo, o forsemagari rotoleremo come matasserovi nel deserto. Ogni specie si autodistrugge. Ciò che ha ucciso i dinosauri è che hanno mangiato tutto quello che trovavano in giro e poi hanno dovuto mangiarsi fra loro e questo ha portato alla sopravvivenza di roviuno solo e quel figlio di puttana alla fine è morto di fame. (26/9/91, 11:36 PM; 2000, p. 28)
*Il fatto è che prendere il culo e portarlo un po' fuori da qui mi costringe a guardare l'Umanità e quando guardi l'Umanità devi PER FORZA reagire. È tutto troppo, un horror show continuo. Sì, laggiù mi annoio, sono terrorizzato, ma per il momento mi sento anche una specie di studioso. Uno studioso dell'inferno. (31/10/91, 12:27 AM; 2000, p. 64)
*Agli scrittori piace annusare solamente la propria merda. Io sono uno di loro. Non mi piace neppure parlare agli scrittori, guardarli o, ancor peggio, ascoltarli. E la cosa peggiore è bere insieme a loro, si sbavano addosso, sono davvero pietosi, come se stessero cercando l'ala protettiva della madre. <br/ > Preferisco pensare alla morte piuttosto che agli scrittori. Molto più piacevole. (30/09/91 11:36 PM; p. 33)
*Non amo particolarmente la gente. Più lontano ne sto e meglio mi sento. (3/11/91, 12:48 AM; 2000, p. 69)
*Il [[capitalismo]] è sopravvissuto al comunismo. Bene, oraAdesso si divoradistrugge da solo. (03/10/91 11:56 PM; p. 43)
*Deve essere strano vivere con me. È strano anche per me. (15/10/91, 12:55 PM; p. 55)
*A volte mi sentosembra come se fossimo tutti prigionieriintrappolati diin un film. Sappiamoconosciamo le battute, sappiamocome dove mettercimuoverci, comecosa recitarefare, manca solo lanon macchinac'è dala presacinepresa. PeròEppure non possiamo uscire dal film. Ed è un brutto film. (31/10/91, 12:27 AM; 2000, p. 6365)
*Il fatto èCredo che prendereportare il culo e portarlo un po' fuori da quiquesta stanza mi costringecostringa a guardare l'Umanitàil Genere Umano e quando guardi l'Umanitàil deviGenere PERUmano FORZADEVI proprio reagire. È tuttodavvero troppo, ununo horrorspettacolo showdell'orrore continuo. Già, laggiù mi annoio, sono terrorizzato, maquando persono illà, momentoanche mise sentofinora anchesono stato una specie di studioso. Uno studioso dell'inferno. (31/10/91, 12:27 AM; 2000, p. 6466-67)
*Non amomi piace particolarmentetanto la gente. Più lontano neci sto ealla larga, meglio mi sento. (3/11/91, 12:48 AM; 2000, p. 6971)
*Poi, di colpo, la sera è diventata è diventata notte. A volte non ci sono avvisaglie. Le cose succedono nel giro di pochi secondi. Tutto cambia. Sei vivo. Sei morto. E le cose vanno avanti comunque. <br /> Siamo carta velina. Tiriamo avanti grazie a colpi di fortuna nel mezzo delle percentuali, temporaneamente. E questa è la parte migliore e la parte peggiore, il fattore temporale. E non ci puoi fare niente. Puoi stare seduto in cima a una montagna e meditare per decenni e non muterà mai niente. Puoi cambiare te stesso e accettarlo, ma forse anche questo è sbagliato. Forse pensiamo troppo. Dobbiamo sentire di più e pensare di meno. (9/12/91 1:18 AM; p. 79)
*L'autostrada ti ricorda sempre ciò che la maggior parte gente è. È una società competitiva. Vogliono che tu perda, così loro possono vincere. È una cosa innata e in autostrada si manifesta. I guidatori lenti vogliono bloccarti, quelli veloci vogliono superarti. Io mi tengo sui 110, quindi sorpasso e vengo sorpassato. Quelli veloci non mi danno fastidio. Mi scanso e li lascio andare. Sono quelli lenti che mi innervosiscono, quelli che vanno a 90 all'ora nella corsia veloce. E a volte puoi rimanere inscatolato. (18/01/92 11:59 PM; p. 83)
*Essere vicini alla morte è energizzante. Ho tutti i vantaggi. Vedo e sento cose che ai giovani sono nascosti. Sono passato dalla potenza della giovinezza alla potenza dell'età. Non ci sarà declino. (23/06/92 12:34 AM; p. 105)
*La razza umana esagera su tutto: isui proprisuoi eroi, i proprisuoi nemici, la propriasua importanza. (24/808/92, 12:28 AM; 2000, p. 105109)
*Non ho mai trovato unveramente veroun amico. Con le donne, ognic'era voltasperanza eracon unaogni donna nuova speranza, ma quello succedeva i primisolo tempiall'inizio. LoGià capiiallora subitol'avevo capito, smisiavevo smesso di cercare la "ragazzaRagazza dei sogni"Sogni; me ne bastavavolevo soltanto una che non fosse un incubo. (6/11/92 12:08 AM; p. 129)
*Perché ci sono così poche persone interessanti? Su tanti milioni, perché non ce n'è almeno qualcuna? Dobbiamo continuare a vivere con queste specie monotone e sciatte? Sembra che il loro unico atto sia la Violenza. Sono così bravi in quello. Fioriscono veramente. Fiori di merda, che intasano le nostre opportunità. Il problema è che devo continuare a interagire con loro. (27/02/93 12:56 AM; p. 139)
*PensatePensa a tuttetutta lela personegente viva che in vita loro non hannoha mai sentitoascoltato musica decente. Non c'è da meravigliarsistupisce che le loroabbiano facce cadano a pezzicascanti, non c'è da meravigliarsistupisce che uccidano senza pensarci due volte, non c'è da meravigliarsistupisce che non abbiano cuore. (27/202/93, 12:56 AM; 2000, p. 137141)
*Non è una gara. Non ho mai desiderato la fama o i soldi. Desideravo buttar giù le parole come volevo io, tutto qua. E dovevo buttarle giù, se no mi prendeva qualcosa che era peggio della morte. Le parole non come qualcosa di prezioso, ma come qualcosa di necessario. (23/6/92, 12:34 AM; 2000, p. 99)
*Per essere uno scrittore istintivamente fai ciò che nutre te e le parole, che ti protegge contro la morte in vita. Per ognuno è una cosa diversa. E per ognuno è una cosa che cambia. Per me una volta significava bere tantissimo, bere fino a uscire pazzo. Mi affilava le parole, le portava fuori. E avevo bisogno di pericolo. Avevo bisogno di mettermi in situazioni pericolose. Con gli uomini. Con le donne. Con le automobili. Con il gioco. Con la fame. Con qualsiasi cosa. Nutriva le parole. Per decenni è stato così. Ora è cambiato. Ora ho bisogno di qualcosa di più sottile, di più invisibile. È una sensazione nell'aria. Parole dette, parole sentite. Cose viste. Qualche bicchiere mi serve sempre. Ma ora cerco le sfumature e le ombre. Le parole mi vengono da cose di cui sono quasi inconsapevole. Va bene. Ora scrivo porcherie di genere diverso. Qualcuno se n'è accorto.<br />"Hai sfondato il muro," è ciò che mi dicono quasi sempre.<br />Capisco perfettamente quello che sentono. Lo avverto anch'io. Le parole sono diventate più semplici ma allo stesso tempo più calde, più scure. Mi alimento a nuove fonti. La vicinanza con la morte rinvigorisce. Ho tutti i vantaggi. Riesco a vedere e sentire cose che ai giovani sono nascoste. Sono passato dall'energia della gioventù a quella della vecchiaia. (23/6/92, 12:34 AM; 2000, ppp. 100-101)
*La razza umana esagera tutto: i propri eroi, i propri nemici, la propria importanza. (24/8/92, 12:28 AM; 2000, p. 105)
*Lo sapevate che i gatti dormono venti ore su ventiquattro? Non c'è da stupirsi che abbiano un aspetto migliore del mio. (24/8/92, 12:28 AM; 2000, p. 106)
*"Mi scusi," ha detto, "lei è Charles Bukowski?"<br />"Charles Darwin," ho risposto e l'ho piantato lì. (21/2/93, 12:33 AM; 2000, p. 132)
*Perché le persone interessanti sono così poche? Con tanti milioni, perché sono così poche? Dobbiamo continuare a vivere con questa specie noiosa e monotona? Sembra che il loro unico gesto sia la Violenza. In quello sono bravissimi. Brillano. Luccicore di merda, che ci ammorba ogni possibilità. Il problema è che devo continuare a interagire con loro. Almeno se voglio che le luci continuino ad accendersi, che mi riparino il computer, se voglio tirare lo scarico del cesso, se devo comprare le gomme nuove, farmi togliere un dente o farmi tagliare la pancia, devo continuare a interagire. Ho bisogno di quegli stronzi per le piccole necessità, anche se loro, in sé, mi fanno inorridire. E inorridire è una parola gentile.<br />Ma mi martellano la coscienza con i loro fallimenti in aree vitali. Tutti i giorni, per esempio, mentre vado alle corse continuo a sintonizzare la radio su stazioni diverse in cerca di musica, musica decente. È tutta brutta, piatta, senza vita, stonata, fiacca. Eppure alcune di queste composizioni si vendono a milioni e i loro creatori si considerano veri "artisti". È porcheria, porcheria orribile che entra nella testa dei giovani. A loro piace. Cristo, dagli merda e mangeranno merda. Non sono capaci di distinguere? Non sono capaci di ascoltare? Non sentono che è sciacquetta, roba vecchia? (27/2/93, 12:56 AM; 2000, p. 135)
*Pensate a tutte le persone che in vita loro non hanno mai sentito musica decente. Non c'è da meravigliarsi che le loro facce cadano a pezzi, non c'è da meravigliarsi che uccidano senza pensarci due volte, non c'è da meravigliarsi che non abbiano cuore. (27/2/93, 12:56 AM; 2000, p. 137)
*A uccidere i dinosauri fu il fatto che si mangiarono tutto quello che avevano intorno, poi si mangiarono fra di loro e quando ne restò uno solo quel figlio di puttana semplicemente morì di fame. (p. 30)
*L'autostrada ti ricorda sempre un po' com'è la gente. È una società competitiva. Vogliono che tu perda così possono vincere loro. E una questione innata e in autostrada viene fuori. Quelli che vanno piano vogliono bloccarti, quelli che vanno forte vogliono superarti. (p. 85)
*Io mi tengo sui centodieci, così sorpasso e vengo sorpassato. Quelli che vanno forte non sono un problema. Gli faccio strada e li lascio andare. Sono quelli lenti che mi irritano, quelli che si piantano a novanta all'ora sulla corsia di sorpasso. E a volte non c'è verso di passare. (p. 85)
*Insomma, non sono riuscito ad ammazzarmi a forza di bere. Ci sono andato vicino, ma non ci sono riuscito. Ora merito di vivere con quello che resta. (p. 104)
*Posso sempre scrivere delle corse, quel grande buco vuoto di niente. (p. 105, 2000)
*Nella prossima vita voglio essere un [[gatto]]. Dormire venti ore al giorno e aspettare che ti diano da mangiare. Starsene seduti a leccarsi il culo. Gli umani sono dei poveretti, rabbiosi e fissati. (2000)
*Agli [[scrittura|scrittori]] piace soltanto la puzza dei propri stronzi.
*Non mi fido molto delle [[statistica|statistiche]], perché un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore statisticamente ha una temperatura media. (2000)
*Il [[capitalismo]] è sopravvissuto al comunismo. Bene, ora si divora da solo.
*Il [[mondo]] vivrebbe molto più facilmente senza libri che senza fogne. E ci sono posti sulla terra dove ce ne sono pochi degli uni e poche delle altre. Io naturalmente preferirei vivere senza fogne, ma io sono malato. Eppure mi alzo e mi sento un guscio vuoto. (2000)
*Il miglior lettore e il miglior essere umano sono quelli che mi fanno la grazia della loro assenza.
*Certe volte questa stanza è l'unico posto dove voglia stare. Eppure mi alzo, e mi sento un guscio vuoto. (2000)
*Nella prossima vita voglio essere un [[gatto]]. Dormire venti ore al giorno e aspettare che ti diano da mangiare. Starsene seduti a leccarsi il culo. Gli umani sono dei poveretti, rabbiosi e fissati.
*Non so gli altri, ma io al mattino quando mi chino per allacciarmi le scarpe penso: Cristo Onnipotente, e ora? La vita mi fotte, non ce la intendiamo. Devo prenderla a piccole dosi, non tutta assieme. (2000)
*Non ho mai trovato un vero amico. Con le donne, ogni volta era una nuova speranza, ma quello succedeva i primi tempi. Lo capii subito, smisi di cercare la "ragazza dei sogni"; me ne bastava una che non fosse un incubo.
*Tutti dobbiamo morire, tutti quanti, che circo! Non fosse che per questo dovremmo amarci tutti quanti e invece no, siamo schiacciati dalle banalità, siamo divorati dal nulla.
*Non mi fido molto delle [[statistica|statistiche]], perché un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore statisticamente ha una temperatura media.
*Il [[mondo]] vivrebbe molto più facilmente senza libri che senza fogne. E ci sono posti sulla terra dove ce ne sono pochi degli uni e poche delle altre. Io naturalmente preferirei vivere senza fogne, ma io sono malato. Eppure mi alzo e mi sento un guscio vuoto.
*Certe volte questa stanza è l'unico posto dove voglia stare. Eppure mi alzo, e mi sento un guscio vuoto.
*Non so gli altri, ma io al mattino quando mi chino per allacciarmi le scarpe penso: Cristo Onnipotente, e ora? La vita mi fotte, non ce la intendiamo. Devo prenderla a piccole dosi, non tutta assieme.
 
==''L'amore è un cane che viene dall'inferno''==