Differenze tra le versioni di "José Ortega y Gasset"

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==Citazioni di José Ortega y Gasset==
*Il [[liberalismo]] prima che una questione di più o di meno in politica, è un'idea radicale della vita: è credere che ogni essere umano debba essere libero di soddisfare la propria individualità e il proprio destino intrasferibile. (da<ref>Da ''Lo spettatore'').</ref>
*L'europeo è rimasto solo, senza uno spirito vivo al suo fianco. (citato<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della politica'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2018, p. 250. ISBN 9788858019429)</ref>
*La bellezza che seduce coincide poche volte con la bellezza che fa innamorare.<ref name=diz/>
*Quando si parla di [[Diego Velázquez|Velázquez]] si dice sempre che dipingeva l'aria, l'ambiente, eccetera. Io non credo a nulla di tutto questo e non mi sono mai accorto che si sia chiarito ciò che si intende enunciare con siffatte espressioni. L'effetto aereo delle sue figure è dovuto semplicemente all'indecisione di profili e di superfici in cui le lascia. Ai suoi contemporanei pareva che fossero rimaste "non finite" di dipingere, e a questo appunto è dovuto il fatto che Velázquez non fu popolare ai tempi suoi. Aveva fatto la scoperta più "impopolare": che la realtà si differenzia dal mito, nell'ambito del quale non è mai del tutto "finita". (da ''Velázquez'', 1953<ref>Citato in ''Velázquez'', I Classici dell'arte, a cura di Elena Ragusa, pp. 183-188, Rizzoli/Skira, Milano, 2003.</ref>)
*La scienza consiste nel sostituire im sapere che sembrava ormai certo, con una teoria, ovvero con qualcosa di problematico.<ref name=diz/>
*La secca legge dell'arte è questa: «Ne quid nimis», niente più del necessario. Tutto ciò che è superfluo, tutto quello che possiamo sopprimere senza che la sostanza ne risenta, è contrario all'esistenza della bellezza.<ref name=diz>Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 14603-X</ref>
*Non è la fame, ma, al contrario, l'abbondanza, l'eccesso di energia, a provocare la guerra.<ref name=diz/>
*Non si può dire che il poeta insegua la verità, visto che la crea.<ref name=diz/>
*Quando si parla di [[Diego Velázquez|Velázquez]] si dice sempre che dipingeva l'aria, l'ambiente, eccetera. Io non credo a nulla di tutto questo e non mi sono mai accorto che si sia chiarito ciò che si intende enunciare con siffatte espressioni. L'effetto aereo delle sue figure è dovuto semplicemente all'indecisione di profili e di superfici in cui le lascia. Ai suoi contemporanei pareva che fossero rimaste "non finite" di dipingere, e a questo appunto è dovuto il fatto che Velázquez non fu popolare ai tempi suoi. Aveva fatto la scoperta più "impopolare": che la realtà si differenzia dal mito, nell'ambito del quale non è mai del tutto "finita". (da<ref>Da ''Velázquez'', 1953<ref>. Citato in ''Velázquez'', I Classici dell'arte, a cura di Elena Ragusa, pp. 183-188, Rizzoli/Skira, Milano, 2003.</ref>)
*Saper [[comandare]] a se stessi è la prima condizione per poter comandare agli altri.<ref name="multi">Citato in [[Guido Almansi]], ''Il filosofo portatile'', TEA, Milano, 1991.</ref>
*Se [[insegnare|insegni]], insegna anche a dubitare di ciò che insegni.<ref name="multi" />
*Sorprendersi, stupirsi, è iniziare a capire. (citato<ref>Citato in Giovanni Ricler, ''Aforismi per vivere felici'', Barbera Editore, p. 310).</ref>
*[[Vita]] umana, in senso proprio ed originale, è quella di ognuno, vista dal di dentro; pertanto, è sempre la mia, è personale. (da<ref>Da ''L'uomo e la gente'').</ref>
 
{{Int|Citato in Gabriele Morelli, ''LUDUS gioco, sport, cinema nell'avanguardia spagnola''|Jaca book, Milano, pp. 13-32. ISBN 88-16-95097-8}}
 
==[[Incipit]] de ''L'uomo e la gente''==
Si tratta di questo: gli uomini, oggi, parlano continuamente di diritti e di leggi, di stato, di nazione e internazionalismo [...], pacifismo e bellicismo [...]. giustizia e ingiustizia sociale [...], autoritarismo, individualismo ecc. E non solo parlano, ma discutono. E non solo discutono ma, per le cose che quelle parole significano, combattono. E accade che combattendo s'ammazzino gli uni con gli altri a centinaia, a milioni.<brref>Citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993.</ref>
{{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}}
 
==''La ribellione delle masse''==
*Definirsi di destra o di sinistra è uno dei modi che un uomo ha per autoproclamarsi imbecille.
:''Ser de la izquierda es, como ser de la derecha, una de las infinitas maneras que el hombre puede elegir para ser un imbécil''.
*È stato l'[[individualismo]] che ha arricchito il mondo e tutti gli uomini del mondo.
*Essere della sinistra è, come essere della destra, una delle infinite maniere che l'uomo può scegliere per essere imbecille: ambedue, in effetti, sono forme dell'emiplegia morale.
*L'anima volgare, riconoscendosi volgare, ha l'audacia d'affermare il diritto alla volgarità e lo impone dovunque.
*La cosa importante è la memoria degli [[errore|errori]], che ci consente di non commettere sempre gli stessi.
*La filosofia non ha bisogno né di protezione, né di attenzione, né di simpatia da parte delle masse. Cura il suo aspetto di perfetta inutilità; e con ciò si affranca da ogni soggezione all'uomo-medio. Sa di essere per essenza problematica, e abbraccia allegramente il suo libero destino di uccello del buon Dio, senza chiedere a nessuno che l'accetti, senza raccomandarsi né difendersi.
*La [[libertà]] ha sempre significato in Europa una franchigia per essere chi autenticamente siamo.
*La missione del così detto «intellettuale» è, in un certo modo, opposta a quella del politico. L'opera intellettuale aspira, frequentemente invano, a chiarire un poco le cose, mentre quella del politico suole, al contrario, consistere nel confonderle più di quanto non lo siano.
*La salute delle democrazie, qualunque siano il loro tipo e il loro grado, dipende da un misero particolare tecnico: il procedimento elettorale. Tutto il resto è secondario.
*La storia della [[corrida]] è legata a quella della Spagna, tanto che senza conoscere la prima è impossibile capire la seconda.
:''La historia del toreo está ligada a la de España, tanto que sin conocer la primera, resultará imposible comprender la segunda.''
*Le città sono piene di gente. Le case piene di inquilini. Gli alberghi pieni di ospiti. I treni pieni di viaggiatori. I caffè pieni di consumatori. Le strade piene di passanti. Le anticamere dei medici piene di ammalati. Gli spettacoli pieni di spettatori [...] La moltitudine, improvvisamente, s'è fatta visibile [...] Prima, se esisteva, passava inavvertita, occupava il fondo dello scenario sociale; adesso c'è avanzata nelle prime linee, è essa stessa il personaggio principale. Ormai non ci sono più protagonisti: c'è soltanto un coro.
*Non c'è modo di sloggiare l'ottuso dalla sua ottusità [...] L'ottuso lo è a vita e senza respiro. Per questo diceva Anatole France che un imbecille è più funesto d'un malvagio: perché il malvagio qualche volta si riposa, l'imbecille mai.
*La filosofia non ha bisogno né di protezione, né di attenzione, né di simpatia da parte delle masse. Cura il suo aspetto di perfetta inutilità; e con ciò si affranca da ogni soggezione all'uomo-medio. Sa di essere per essenza problematica, e abbraccia allegramente il suo libero destino di uccello del buon Dio, senza chiedere a nessuno che l'accetti, senza raccomandarsi né difendersi.
*La salute delle democrazie, qualunque siano il loro tipo e il loro grado, dipende da un misero particolare tecnico: il procedimento elettorale. Tutto il resto è secondario.
 
==''Meditazioni del Chisciotte''==
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