Differenze tra le versioni di "Charles Bukowski"

Aggiunte fonti e citazioni del romanzo "Hollywood, Hollywood!", le citazioni già presenti delle quali non so la pagina sono state messe alla fine.
m (Ho eliminato quella che sarebbe dovuta essere una nota a pagina 27 di Donne, la prossima volta la aggiungo.)
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(Aggiunte fonti e citazioni del romanzo "Hollywood, Hollywood!", le citazioni già presenti delle quali non so la pagina sono state messe alla fine.)
 
==''Hollywood, Hollywood!''==
*Gli dei continuavano a spingermi verso la mannaia, poi, all'ultimo secondo, mi toglievano la testa dal ceppo. Molto strani, questi dei. (p. 33)
*Scivolai in uno dei miei patetici momenti di isolamento. Spesso, con gli esseri umani, buoni o cattivi, i miei sensi si spengono, si stancano, rinuncio. Sono educato. Annuisco. Fingo di capire perché non voglio offendere nessuno. Questa è la debolezza che mi ha causato più problemi. Volendo essere gentile con gli altri mi ritrovo spesso con l'anima sminuzzata in una specie di pasta spirituale. Non importa. Il mio cervello si spegne. Ascolto. Rispondo. E gli altri sono troppo cretini per capire che non sono presente. (p. 37)
*L'intero processo mi sembrava lento da morire: casa dopo casa, morte dopo morte. Dieci generazioni, dieci case. Poi sarebbe bastata una sola persona per giocarsele tutte con le scommesse, o per raderle al suolo con un fiammifero per poi ritrovarsi in mezzo a una strada con una mano davanti e una di dietro. (p. 48)
*C'era qualcosa che mancava totalmente a quei poveracci e per un istante mi si strinse il cuore, ed ebbi l'istinto di abbracciarli, per consolarli, abbracciarli come un Dostoevskij qualunque, ma sapevo che non sarebbe servito a nulla se non a umiliare e a ridicolizzare me stesso oltre che loro. Il mondo aveva oltrepassato ogni limite, e la gentilezza autentica non era così a portata di mano. Era qualcosa per cui dovevamo lottare ancora. (p. 50)
*Il cattivo gusto forgia più milionari del buon gusto. Alla fine si riduceva tutto a chi otteneva più consensi. Nel paese delle talpe la talpa è re. (p. 92)
*Quando si è stati poveri per tanto tempo si nutre un certo rispetto per il denaro. Non si vorrebbe mai e poi mai ritrovarsi di nuovo senza soldi. Questo vale per i santi e per gli sciocchi. Uno dei miei successi nella vita è stato che, nonostante tutte le pazzie che avevo fatto, ero ancora perfettamente normale: sono stato sempre io a scegliere di fare quelle cose, non loro a scegliere me. (p. 148)
*Capitava spesso che in quelle stanze in affitto e in quegli appartamenti pulciosi non ci fosse niente da fare quando si era senza un soldo e si moriva di fame e si era ridotti all'ultima bottiglia. Non si poteva fare altro che ascoltare quelle litigate selvagge. Faceva capire che non eravamo i soli a essere più che sconfortati dal mondo, non eravamo i soli a scivolare verso la pazzia. (p. 160)
*Dovevo essere proprio pazzo. Barba lunga. Canottiera piena di buchi di sigarette. Il mio unico desiderio era di avere più di una bottiglia sul comò. Non ero adatto a questo mondo, e questo mondo non era adatto a me. E ne avevo trovati altri come me, e la maggior parte erano donne, donne che la maggior parte degli uomini non avrebbe neanche voluto nella stessa stanza, ma che io adoravo, che mi ispiravano; giocavo-recitavo, bestemmiavo, mi pavoneggiavo in mutande dicendo quanto fossi grande, anche se ero ''io'' il solo a crederci. Loro urlavano soltanto “Ma vaffanculo, va'! Versami da bere!”. Quelle donne venute dall'inferno, quelle donne sprofondate nell'inferno con me. (p. 163)
*La [[semplicità]] è il segreto di sempre, per una verità profonda, per fare qualunquequalsiasi cosa, si faccia: per scrivere, per dipingere, sta nella [[semplicità]]. La vita è profonda nella sua semplicità. (p. 196)
*La poesia qualcosaha valevalore, credetemi. Impedisce di impazzire delcompletamente. tutto(p. 207)
*In quanto a me, la mia aspirazione massima nella vita era di evitare il maggior numero di persone possibile. Meno gente vedevo, meglio stavo. (p. 226)
*"Anche Hank gioca," disse Sarah. "Punta sui cavalli. Ci va ogni volta che corrono."<br />François mi guardò. "Ah, i cavalli! E vinci?"<br />"Mi va di crederlo..."
*I soldi sono come il sesso, [...] sembrano molto più importanti quando non ce n'è.
*La poesia qualcosa vale, credetemi. Impedisce di impazzire del tutto.
*La verità profonda, per fare qualunque cosa, per scrivere, per dipingere, sta nella [[semplicità]]. La vita è profonda nella sua semplicità.
 
==''Il capitano è fuori a pranzo''==