Differenze tra le versioni di "Friedrich Nietzsche"

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*«Male! male! Come? Se ne sta forse tornando ... indietro?» Sì! Ma lo comprendete male, se vi lagnate di ciò. Arretra, ma a somiglianza di chiunque voglia spiccare un gran salto ... (280; 2007)
*Vivere con immensa e superba imperturbabilità; sempre al di là. (284; 2007)
*Un [[filosofo]]: un uomo, cioè, che costantemente vive, vede, ascolta, sospetta, spera, sogna cose fuori dell'ordinario; che vien còlto dai suoi stessi pensieri quasi dal di fuori, dall'alto e dal basso, come da quel genere di avvenimenti e di fulmini che è ''suo proprio''; e forse è egli stesso una procella che si avanza gravida di nuovi fulmini; un uomo fatale, intorno al quale c'è sempre un brontolio e un rovinio, qualcosa che si cretta e sinistramente accade. Un filosofo: ahimè, un essere che spesso sfugge a se stesso, spesso ha timore di sé – tuttavia è troppo curioso per non "tornare" sempre di nuovo "a sé" [...]. (292; 2007)
*Gli dèi amano motteggiare: pare che nemmeno nelle sacre azioni possano impedirsi di ridere. (294; 2007)
 
*A [[Genova]] me ne sono andato in giro come un'ombra in compagnia solo di ricordi. Quello che un tempo vi amavo, cinque o sei punti prediletti, adesso mi piaceva ancora di più: mi sembrava di una incomparabile ''pallida noblesse'', e assai superiore a tutto quello che offre la Riviera. Ringrazio il mio destino che negli anni della ''décadence'' mi aveva condannato a vivere in questa città dura e cupa: se si esce da lei, ogni volta si è usciti anche da se stessi – la volontà si ''allarga'' di nuovo, non si ha più il coraggio di essere vili. Non sono mai stato colmo di gratitudine come in questo eremitaggio a Genova. – (lettera a Heinrich Köselitz, 7 aprile 1888<ref>''Epistolario 1885-1889. Vol. V'', p. 593</ref>)
*{{NDR|[[Torino]]}} Ma che dignitosa, severa città! Niente metropoli, niente moderno, com'io temevo: una «Residenz»<ref>Piccola capitale. {{cfr}} ''Epistolario 1865-1900'', p. 295.</ref>del Seicento, dove un unico gusto ha imperato su tutto, quello della Corte e della ''noblesse''. La quiete aristocratica è impressa su ogni cosa: non meschini sobborghi; un gusto unitario che si estende fin al colore (tutta la città è gialla e color d'ocra). E per i piedi come per gli occhi un luogo classico! Che sicurezza, che pavimentazione, a non dir niente degli omnibus e dei tram, organizzati e numerosi in modo straordinario. [...] Ma che piazze austere, solenni! E lo stile dei palazzi senza pretese, le strade serie e pulite, tutto molto più dignitoso di quanto mi fossi aspettato; e i più bei caffè che io abbia mai visto. Quei «portici» poi, dato il clima variabile, rispondono ad una necessità; inoltre sono ampi e alti e non opprimono. E la sera il tramonto dai ponti sul Po è cosa stupenda! Al di là del bene e del male! (lettera a Peter Gast, Torino, 7 aprile 1888<ref>''Epistolario 1865-1900'', pp. 295-296</ref>)
*A conti fatti, la [[malattia]] mi ha recato la maggiore utilità: mi ha sciolto da tutti i vincoli, mi ha ridato il coraggio di me stesso... Per istinto sono un animale coraggioso, anzi militare. La lunga opposizione ha esasperato alquanto il mio orgoglio. Se sono un filosofo? [...] Ma questo che importa? ... (lettera a Georg Brandes, Torino, 10 aprile 1888<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 300</ref>)
*{{NDR|Torino}} Ecco una città secondo il mio cuore. Anzi, la sola. Tranquilla, quasi solenne. Terra classica per gli occhi e per i piedi [...]. Un soffio di buon Settecento. Palazzi di quelli che parlano al cuore; non fortezze stile Rinascimento! E poi: scorger le Alpi dal centro della città! queste lunghe strade che sembrano condurre in linea retta verso le auguste cime nevose! Aria serena, limpida in modo sublime. Non avrei mai creduto che una città, grazie alla luce, potesse diventare così bella. (lettera a Karl Fuchs, Torino, 14 aprile 1888<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 301</ref>)
*[...] Sils-Maria, l'Alta [[Engadina]], il mio paesaggio, così lontano dalla vita, così metafisico... (lettera a Karl Fuchs, Torino, 14 aprile 1888<ref>''Epistolario 1865-1900'', p. 302</ref>)