Differenze tra le versioni di "Demone"

622 byte aggiunti ,  7 mesi fa
nessun oggetto della modifica
m (Automa: Sostituzioni normali automatiche di errori "tipografici".)
Etichette: Modifica da mobile Modifica da web per mobile Modifica da mobile avanzata
 
 
*Al demone non occorrono neanche orecchie, neppure voce o sussurro; penetra il senso interno, come si è detto. In questa maniera inviano [[sogno|sogni]]; fanno ascoltare voci, provocano visioni non solo, ma anche a chi è sveglio inculcano determinati pensieri a stento attribuibili a un altro, talvolta mediante enigmi, talvolta insinuando la verità mediante più precisi sensi, talaltro ingannando forse. ([[Giordano Bruno]])
*Tutte le religioni e la mitologia sono pieni di riferimenti a demoni o creature spirituali. Le persone che hanno visto queste creature descrivono il loro incontro come un'entità che assume la forma delle tue peggiori paure o della tua più profonda tristezza o un lutto. Hanno tante forme diverse. C'è Aka Manah, ci sono i Daeva dell'antica leggenda zoroastriana. C'è Surgat delle antiche credenze occulte cristiane che faceva sì che le donne incinte immaginassero i loro figli sotto forma di creature diverse come aragoste o ragni. C'è la Huli-jing in Cina, c'è il Puca della mitologia celtica. (''[[Bird Box]]'')
*Un metodo semplice per reprimere i demoni sta nell'astenersi dall'aggrapparsi mentalmente a qualunque cosa. Questo è illustrato da un antico racconto, in cui uno strano personaggio era solito vagabondare attorno al territorio dell'eremo di un certo maestro di meditazione. A volte appariva sotto forma di santo buddista, a volte di re celeste, a volte irradiava una luce straordinaria, a volte proferiva strane sentenze. Questo andò avanti per dieci anni, poi si concluse. Il maestro di meditazione disse ai suoi discepoli: "Un demone celeste veniva qui a importunarmi, ma quale che fosse l'aspetto da lui assunto io facevo in modo di non guardarlo e di non ascoltarlo. Le manifestazioni del demone sono finite, ma il mio non guardare e non ascoltare non hanno fine." ([[Musō Soseki]])