Alessandro Bausani: differenze tra le versioni

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*L'[[Avestā|Avesta]] è, confessiamolo, uno fra i meno leggibili dei grandi libri sacri delle differenti religioni; da un punto di vista estetico si salva solo qualche Yasht e qualche parte degli Yasna: non si dimentichi però che quel che di essa ci resta era appunto ciò che era più necessario per le cerimonie liturgiche e il culto.<ref name="zendavesta"/>
*Secondo la concezione mazdaica anche la materia è creazione buona di [[Ahura Mazdā|Ōhrmazd]] e non radicalmente cattiva e l'anima non è una triste prigioniera di un lurido corpo, anelante alla separazione e alla liberazione dal medesimo, bensì si è con libera scelta incarnata allo scopo di combattere contro la malvagità introdotta da Ahriman nel mondo. E il mazdeismo è, ancora, religione nazionale, per la quale i non-irani sono esseri demònici.<ref name="zendavesta"/>
*Le religionereligioni totalmente naturalistiche hanno una mitologia in cui le varie forze della natura vengono personificate, il vento, la luna, il sole man mano divengono dèi, si sale dalla terra verso il cielo. Nel mazdeismo sembra, almeno in parte, avvenire il contrario: concetti astratti e trascendenti si personificano man mano, anzi si angelificano, per usare un termine più òstico ma più preciso. Leggendo sia l'Avesta che i testi pahlavici che ce ne ridanno le parti perdute non si può sfuggire nemmeno alla strana impressione che [[Zarathustra]] stesso sia sentito fin dal principio, anzi più in principio che dopo, come un essere metaumano, un angelo egli stesso che vaga e conversa con gli angeli, in «terre di visione».<ref name="zendavesta"/>
 
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