Differenze tra le versioni di "Persia"

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*Su qualsiasi mappamondo o carta geografica la Persia è sempre chiaramente segnata. Si tratta di un territorio più grande dell'Alaska, vasto due volte il Texas: la sua superficie supera quelle messe insieme di Francia, Svizzera, Italia, Spagna, Portogallo, Belgio, Lussemburgo e Olanda. La nostra posizione geografica è tale che per migliaia d'anni abbiamo funzionato da crocevia alle strade del mondo. Ciò avveniva al tempo delle grandi carovane e séguita ad avvenire oggi, nell'era dei reattori e dei missili teleguidati.
*Venticinque secoli fa, la monarchia iraniana, facendo la sua comparsa sulla scena mondiale, inaugurò una nuova era nella storia dell'evoluzione della civiltà umana.
 
===[[Italo Pizzi]]===
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*Gli Antichi [...] fecero quasi tutti lodi grandissime degl'Irani. Ne lodavano l'alta e bella persona e l'aspetto dignitoso e nobile. Erodoto parla di certo loro portamento decoroso e grande; Eschilo ne nota le belle e folte chiome; Diodoro si compiace del descrivere la virile bellezza d'alcuno di loro. Gli Arabi del Medio Evo solevano dire che chi desidera aver figli valenti e animosi, deve pigliarsi in moglie una donna di Persia. E, del resto, in tutta quella forte predilezione che gl'Irani, al dire degli scrittori greci e romani, hanno sempre avuto per tutto ciò che è cavalleresco, nobile, eletto, come sono nobili cavalli, nobili mute di cani, giuochi ed esercizi nella palestra e nella caccia, palazzi e giardini sontuosi, drappi, gemme, profumi, ornamenti sontuosissimi, null'altro si manifesta che un sentire alto ed elevato, quale di chi onestamente e nobilmente gode dei beni di quaggiù. Lo stesso libro sacro attribuito a Zoroastro, l'Avesta, comanda e ordina ad ogni uomo pio di godere onestamente della vita e de' suoi beni, pur che non si ecceda in nulla, come di un dono prezioso del Creatore. Lo stesso libro proclama arte sovrana fra tutte l'agricoltura, e gl'Irani furon sempre, e sono tuttora, dei più solerti e diligenti agricoltori dell'Asia.
*Noi, lungamente allevati nelle idee della cultura classica, perché sappiamo che i Greci sconfissero i Persiani a Maratona, alle Termopili, a Salamina, ci siamo anche avezzati a considerar questa gente come un branco di codardi menati al macello dall'ambizione di un tiranno, mentre è pur noto che essi, in quelle battaglie, combatterono da valorosi. Erodoto stesso ne fa, con le lodi, bella e aperta testimonianza, né, si badi anche a ciò, erano tutti persiani o irani i soldati che Dario e Serse menavano allora con sé; era, invece, uno stuolo infinito, male ordinato, di genti fra loro lontane e diversissime. Alessandro, è vero, tolse il regno a Dario Codomanno, ma e Dario e il popolo suo, pur cedendo, cedettero da valorosi; e gli Arabi che nel VII secolo dell'Era nostra invasero l'Iran e distrussero nel 650 l'antico impero, non entrarono certamente senza colpo ferire nel ricco e glorioso paese, anche se il regno era lacerato dalle discordie intestine e cadente omai per forze esauste e per decrepitezza.
*Non vi ha forse in tutto il mondo paese più ricco della Persia in leggende eroiche.
*Se fu detto giustamente che l'India al mondo ha dato i sacerdoti, e che la Grecia e Roma hanno dato l'uomo civile, non meno giustamente si può dire che la Persia ha dato invece il tipo dell'uomo che crede, che lavora, che combatte.
*Se non pur gli Arabi, i Musulmani tutti, di qualunque nazione fossero, ebbero il vanto nel Medio Evo di finezza e di splendore nella vita, di abilità ricercata in tutto ciò che tocca il fasto e il lusso, dai palazzi fantasticamente lavorati alle essenze e ai profumi più delicati, di tutto cotesto essi vanno debitori ai Persiani dai quali lo tolsero e se l'appropriarono per mandarlo attorno per tutti i confini del vastissimo impero. Anche la scienza che ci venne d'Asia nel Medio Evo, in grandissima parte fu persiana; e persiani sono quasi tutti i filosofi, i medici, gli astronomi, i matematici, di cui leggiamo i nomi nelle pagine dei nostri dell'età di mezzo, quali Agazel e Alrasi, Albatenio, Avicenna, Alfarabi. Scrissero in lingua araba le loro opere, essendo questa la lingua dotta dell'impero musulmano; e noi perciò, con manifesto errore, li abbiam detti arabi e tali tuttavia li reputiamo.
 
===[[Amir Taheri]]===
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