Differenze tra le versioni di "Camillo Benso, conte di Cavour"

(→‎Citazioni su Camillo Benso, conte di Cavour: Francesco Ruffini: Cavour e la scienza)
*L'unico grande diplomatico del secolo XIX è stato Cavour e anche lui non ha pensato a tutto.<ref>Giudizio dato da Dostoevskij in relazione alla modestia dello stato unitario italiano rispetto alla sua storia.</ref> ([[Fëdor Dostoevskij]])
*La teoria del gradualismo nelle conquiste sociali e politiche venne da lui delineata con estrema chiarezza quando aveva appena diciannove anni. ([[Italo de Feo]])
*La verità è, che dei primitivi suoi studi di matematica egli sempre si lodò, come di quelli da cui aveva derivato l'{{sic|impostatura}} incrollabile del suo ragionamento e la connessura impeccabile del suo argomentare, ma che le scienze morali fin da giovinetto preferì massimamente perché aveva compreso che esse sono le più adatte a formare l'uomo di Stato moderno e a fornirgli lo strumento per governare gli uomini. Onde fin da studente a Plana<ref>Giovanni Plana (1781 – 1864), matematico, astronomo, geodeta e senatore italiano.</ref>, che lo eccitava a darsi alle matematiche e ad emularvi la gloria di un Lagrange<ref>[[Joseph-Louis Lagrange]].</ref>, egli avrebbe risposto: "Non è più tempo di matematiche: bisogna occuparsi di economia politica: il mondo progredisce". ([[Francesco Ruffini]])
*La vita di un uomo come Camillo di Cavour può essere il risultato di una serie di coincidenze che, unite insieme, produssero un genio di cui è difficile trovare l'eguale. ([[Italo de Feo]])
*Passando noi vicini al Varignano, sito prima prescelto per l'erezione del nostro principale arsenale marittimo, per la cui costruzione eransi già spesi parecchi milioni, mi feci lecito osservare all'illustre ministro, come quel luogo non ammettendo ampliamento per essere addossato ad un monte, non fosse il meglio adatto allo stabilimento di un arsenale militare d'una grande marina; e come per trovarsi in una punta estrema del golfo, fosse poco difendibile dal lato del mare. Egli in un subito, probabilmente già prevedendo coll'acutezza del suo pensiero l'unità d'Italia, decise che l'arsenale s'ergesse a San Vito, nel piano cioè fra Spezia e Marola, ove ora sorge, oso dire, il più splendido d'Europa, sacrificando ad un vantaggio assai maggiore le non lievi somme già spese al Varignano.<br>Tali sono i beni che la nazione ricava da un vasto intelletto che le tocchi in sorte; laddove l'ingegno ristretto, non essendo capace di elevarsi all'altezza della bisogna, crede, facendo risparmi, di operare bene, mentre in realtà non di rado, ben lungi dall'economizzare, spreca il pubblico denaro. ([[Carlo Pellion di Persano]])
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