Differenze tra le versioni di "Utente:SunOfErat/Sandbox2"

 
*Attraverso le puntate di Twin Peaks i motivi musicali non solo costituiscono dei principi costruttivi, ma accompagnano la messa in scena dell’inquietudine creata attraverso il perverso, osceno e distorto dramma gestuale. Attraverso l’inserimento di una retorica onirica, Lynch non solo certifica la propria appartenenza alle forme di rappresentazione del male, ma si avvicina con l’aiuto della musica, alla costruzione scenica di qualcosa che si ripete nel radiatore di Eraserhead – La mente che cancella, sul palcoscenico di Velluto Blu o nel Cabaret Silenzio di Mulholland Drive. (Ivan Pintor Iranzo, "[http://www.officinasedici.org/2017/05/26/fuoco-cammina-con-me-la-costruzione-dello-spettatore-nella-serie-twin-peaks3-di-ivan-pintor-iranzo/ Fuoco, cammina con me: la costruzione dello spettatore nella serie Twin Peaks/3]", 26/05/2017)
 
*David Lynch ha affermato di essere passato dalla pittura al cinema attraverso l’orecchio. Fin dagli esordi egli ha sempre esercitato un profondo controllo su tutti gli aspetti della stratificazione sonora dei suoi film, dalla composizione alla post-produzione, passando attraverso l’ingegneria e il missaggio. Da circa vent’anni è, come è noto, protagonista del celebre sodalizio con il compositore Angelo Badalamenti. Tuttavia, ciò che più colpisce nella produzione di questo autore è che il suono assume il ruolo di ‘detonatore’ a vari livelli di lettura dell’opera filmica: livello narrativo, linguistico ed estetico. I confini tra musica, effetto sonoro, rumori e voci da un lato, e immagini, colori, quadri e movimento dall’altro, vengono resi fluidi mediante un approccio che sarebbe appropriato definire ‘compositivo’. Ciò fa di Lynch un significativo caso di studio nell’ottica della ridefinizione dell’analisi audiovisiva in epoca contemporanea. (Maurizio Corbella, "[http://www-3.unipv.it/philomusica/annate/2007/comunicazione_audiovisiva/corbella/index.html «Il Club Silencio». Alcuni aspetti dell’uso del sonoro nel cinema di David Lynch]", in Philomusica Online, vol. 6, n. 3, 2007.)
 
*In effetti, l’analisi audiovisiva di un qualsiasi film di Lynch presenta difficoltà paragonabili a quelle che si trovano con la musica concreta, poiché il fenomeno acustico con la sua spazialità, il suo timbro, la sua morfologia sfugge alle capacità descrittive della parola. Avvalendosi dei metodi dell’analisi di Chion, si può perlomeno indagare il nesso tra suono e immagine e la problematizzazione che l’autore vi innesta. (Maurizio Corbella, "[http://www-3.unipv.it/philomusica/annate/2007/comunicazione_audiovisiva/corbella/index.html «Il Club Silencio». Alcuni aspetti dell’uso del sonoro nel cinema di David Lynch]", in Philomusica Online, vol. 6, n. 3, 2007.)
 
*In questo segmento si manifestano due tra gli elementi portanti del modo di procedere di Lynch: la colonna sonora e gli effetti sonori. Angelo Badalamenti racconta che egli è solito fornire al regista frammenti di materiale sonoro registrato, amorfo dal punto di vista dell’identità musicale, costituito ad esempio da pedali orchestrali o tappeti realizzati al sintetizzatore. Tale materiale, chiamato dal compositore e dal regista firewood (legna da ardere), passerà in sede di ingegneria del suono attraverso vari processi di metamorfosi (rallentamenti, rovesciamenti, equalizzazioni, segmentazioni ecc.). Si tratta di una tipologia di fonte degli effetti sonori. Accanto ad essa, in una situazione di compenetrazione reciproca difficile da sciogliere, stanno poi le elaborazioni di suoni naturali o tecnologici (vento, fuoco, condutture idrauliche, traffico automobilistico ecc.). (Maurizio Corbella, "[http://www-3.unipv.it/philomusica/annate/2007/comunicazione_audiovisiva/corbella/index.html «Il Club Silencio». Alcuni aspetti dell’uso del sonoro nel cinema di David Lynch]", in Philomusica Online, vol. 6, n. 3, 2007.)
 
*L’effetto sonoro può essere usato come evento isolato, per esempio per sottolineare un movimento di macchina o uno stato d’animo del personaggio, o come bordone (drone), rumore di fondo, a costituire la ‘sostanza acustica’ di un’ambientazione. Il bordone ha un ruolo determinante e presenta caratteristiche abbastanza omogenee in tutta la filmografia lynchana:
:- ha un’identità specifica all’interno di ogni lungometraggio, tanto da incarnarne la qualità timbrica (in Mulholland Drive è il traffico automobilistico, come tratto timbrico più riconoscibile di Los Angeles);
:- è legato ad una fonte sonora intuibile diegeticamente (le riprese dall’alto delle strade di Los Angeles) o si può particolareggiare in un dettaglio, in tal caso diventando diegetico a tutti gli effetti (il rumore di un’auto singola);
:- può infine assumere caratteristiche acustiche astratte, non più riconducibili per associazione a oggetti reali.
Ognuna delle polarizzazioni descritte può in realtà coesistere all’interno di una stessa manifestazione, così come coesiste nella realtà della percezione uditiva (di fatto il cervello umano seleziona in condizioni diverse solo alcune informazioni sonore e grazie all’uso di tecnologie di ripresa e riproduzione può anche scegliere quale aspetto morfologico privilegiare). Ora, la scelta del regista di presentare allo spettatore un determinato tipo di conformazione acustica del bordone diventa un elemento di comunicazione che influenza tanto il visibile quanto il verbale. (Maurizio Corbella, "[http://www-3.unipv.it/philomusica/annate/2007/comunicazione_audiovisiva/corbella/index.html «Il Club Silencio». Alcuni aspetti dell’uso del sonoro nel cinema di David Lynch]", in Philomusica Online, vol. 6, n. 3, 2007.)
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