Differenze tra le versioni di "Alessandro Del Piero"

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[[File:Alessandro Del Piero (11149462915).jpg|thumb|Alessandro Del Piero (2013)]]
 
'''Alessandro Del Piero''' (1974 – vivente), calciatore italiano.
 
*Sono orgoglioso di avere giocato con [[Pavel Nedvěd|Pavel Nedved]] (anche perché me lo ricordo anche da avversario, e vi assicuro che è molto meglio averlo dalla propria parte...). <br /> Sono orgoglioso che domenica scorsa sia stato il mio capitano, di avergli messo al braccio la fascia che indosso da tanti anni. [...] come tutti i grandi campioni, ha chiuso alla grande. Mi legano a lui tanti ricordi, tante vittorie, qualche sconfitta, la scelta di restare alla Juventus anche in serie B per ritornare in alto, insieme. Ma soprattutto mi legano a Pavel tutti quei momenti, anche apparentemente insignificanti, quegli attimi vissuti insieme in questi otto anni, che per me rappresentano la grandezza non solo del calciatore, ma anche dell'uomo, dell'amico.<ref>Da ''[http://www.alessandrodelpiero.com/news/laddio-a-pavel_5.html L'addio a Pavel]'', ''Alessandrodelpiero.com'', 1º giugno 2009.</ref>
[[File:Alessandro Del Piero 2008 cropped.jpg|thumb|Del Piero con la maglia della Juventus (2008)]]
 
*552 partite, con la stessa maglia. I numeri per me significano tanto, tutti i grandi primati che sto raccogliendo in questa fase della mia carriera. Ma non sono tutto. Perché ho sempre pensato che non basta soltanto raggiungerli, i grandi traguardi. Il valore dipende anche da come li raggiungi. <br /> [...] Come [[Gaetano Scirea]]. A volte mi chiedo come mi vedono i ragazzi, i bambini. E penso che vorrei mi vedessero come io vedevo lui. Parlo dell'uomo, non solo dello straordinario giocatore. Perché questo, per me, vuol dire entrare nel cuore della gente, lasciare qualcosa che vada oltre i numeri. <br /> [...] Il mio nome è vicino a quello di Scirea, bellissimo. Mi piace ricordarlo, prima di tornare a guardare avanti.<ref>Da ''[http://www.alessandrodelpiero.com/news/552-partite_2.html 552 partite]'', ''Alessandrodelpiero.com'', 12 aprile 2008.</ref>
*Purtroppo non ho potuto conoscere [[Gaetano Scirea|Scirea]] come persona, ma solo come tifoso. L'ho visto sollevare la Coppa del Mondo e anche per questo era un mio mito. In questi anni ho cercato spesso di imitarlo e sono onorato che qualcuno mi paragoni a lui.<ref>Citato in ''[http://www.juventus.com/site/ita/NEWS_newsseriea_DB8E6126420B4853899BE522CCC3D4B7.asp Torino ha finalmente la sua "Via Gaetano Scirea"]'', ''Juventus.com'', 14 maggio 2008.</ref>
*Io capocannoniere, per la seconda volta consecutiva, per la prima volta in serie A. Se lo avessi immaginato all'inizio della stagione avrei scommesso che, arrivato in cima alla classifica, il primo pensiero sarebbe stato: Io ve l'avevo detto... Rivolto a chi non ci credeva. A chi non ci ha mai creduto. Ma quando ho raggiunto davvero questo traguardo, mi sono reso conto che la prima cosa che ho pensato in realtà e stata: Voi me l'avevate detto.<ref>Da ''[http://www.alessandrodelpiero.com/news/io-capocannoniere_3.html Io capocannoniere]'', ''Alessandrodelpiero.com'', 17 maggio 2008.</ref>
 
*Non conosco personalmente [[Francesca Schiavone]], ma conosco bene qual è il valore dell'impresa leggendaria che ha compiuto, con la quale entra a pieno diritto nella storia dello sport italiano. La prima donna a vincere il [[Open di Francia|Roland Garros]], un'italiana in cima al mondo, in uno sport straordinario che da decenni non ci vedeva protagonisti a questo livello. Ha vinto con il gioco, con la testa e con il cuore. E come tutte le vittorie così attese e cercate, è ancora più bella. Brava Francesca!<ref>Da [http://www.alessandrodelpiero.com/news/brava-francesca_77.html Brava Francesca!], ''Alessandrodelpiero.com'', 6 giugno 2010.</ref>
*Caro [[David Trézéguet|David]], è arrivato il momento di dirsi ciao. Ho perso il conto delle stagioni che abbiamo giocato insieme e dei gol che abbiamo fatto. [...] Quante formazioni in questi anni finivano così: Del Piero e Trezeguet, Trezeguet e Del Piero. Quante vittorie, quante delusioni (per fortuna, molte meno delle soddisfazioni che ci siamo tolti), quanti abbracci: non c'è altro compagno con cui io abbia giocato di più. Diciassette gol all'anno di media, come il tuo numero di maglia: questo basta per dire che bomber sei. [...] Ritengo sia stato un onore fare coppia in campo con uno dei più grandi attaccanti del mondo, in assoluto. [...] Arrivederci, David.<ref>Da ''[http://www.alessandrodelpiero.com/news/ciao-david_94.html Ciao David]'', ''Alessandrodelpiero.com'', 28 agosto 2010.</ref>
*[[Rivalità calcistica Germania-Italia|Italia-Germania]] è la partita, è come un derby. Quando chiudi gli occhi e sogni di diventare grande e vestire la maglia azzurra, di cantare l'inno, di segnare un gol ai Mondiali, di alzare la Coppa... L'avversario è sempre la [[Nazionale di calcio della Germania|Germania]].<ref>Da ''[http://www.alessandrodelpiero.com/news/sei-anni-dopo_280.html Sei anni dopo]'', ''Alessandrodelpiero.com'', 28 giugno 2012</ref>
[[File:Alex Del Piero Sydney FC 2 cropped.jpg|thumb|Del Piero con la maglia del Sydney FC (2013)]]
 
*Una delle cose più belle dei [[Olimpiadi|Giochi]] è proprio scoprirsi appassionati delle discipline più disparate, tifando da casa per un nostro atleta... E allora "più veloci! più in alto! più forte!". Forza azzurri!!!<ref>Da ''[http://www.alessandrodelpiero.com/news/london-2012_286.html London 2012]'', ''Alessandrodelpiero.com'', 27 luglio 2012.</ref>
*Quello che vorrei condividere con voi, però, non è tanto la soddisfazione per un risultato o per una rete, ma le straordinarie sensazioni che sto provando in questa nuova avventura in A-League. Sapevo che qui si poteva fare bene, che c'era grande voglia di calcio, che il mio arrivo sarebbe stato accolto con grande entusiasmo. Ma non immaginavo che attorno a questo sport al mio sport ci fosse così tanta passione, così tanto calore. Qui c'è voglia di calcio, c'è voglia di agonismo, di competizione. E di fare il tifo per la propria squadra. Tifo per, più che tifo contro. Ogni partita è una festa, anche chi scende in campo percepisce questa atmosfera e vi assicuro che giocare in questo clima è bellissimo.<ref>Da ''[http://www.alessandrodelpiero.com/news/good-vibrations_302.html Good Vibrations]'', ''Alessandrodelpiero.com'', 23 ottobre 2012.</ref>
*Chi conosce la [[Juventus Football Club|Juventus]], sa che dopo che si è vinto, bisogna rivincere. E rivincere ancora.<ref>Da ''[http://www.alessandrodelpiero.com/news/rivincere_351.html Rivincere]'', ''Alessandrodelpiero.com'', 5 maggio 2013.</ref>
*La Juve è dentro la sua storia, che è fatta di vittorie e di mentalità vincente: questa è la sua forza. È una squadra che vince perché ha imparato a soffrire quando non vinceva.<ref>Dall'intervista di Francesco Di Luca, ''Del Piero: «Juve grande perché sa soffrire. Napoli? Un progetto da leader»'', ''Il Mattino''; citato in ''[http://www.pianetazzurro.it/2014/03/29/del-piero-juve-grande-perche-sa-soffrire-napoli-un-progetto-da-leader/ Pianetaazzurro.it]'',{{collegamento interrotto}} 29 marzo 2014.</ref>
*{{NDR|Parlando dello [[stile]]}} È un'attitudine, un modo di essere e direi anche di benessere, perché è sinonimo di essere a posto con se stessi, di emanare positività. La moda e l'eleganza sono importanti, ma in campo e fuori per avere stile ci vuole anche tanto carattere.<ref name=stampa/>
 
{{Intestazione2|Da ''[http://www.repubblica.it/2009/03/sport/calcio/del-piero-erede/del-piero-erede/del-piero-erede.html Alex Del Piero si racconta "Il mio erede? Può attendere"]''|Intervista di [[Maurizio Crosetti]], ''Repubblica.it'', 27 marzo 2009}}
*{{NDR|I genitori}} Sono stati fantastici perché non mi hanno mai forzato né gasato. È quello l'errore grande. Il comportamento dei genitori è decisivo, per i figli sportivi.
*{{NDR|Da bambino}} Spesso giocavo da solo: serve tanta immaginazione. Ero un campione della Juve, passavo la palla a [[Antonio Cabrini|Cabrini]], a [[Marco Tardelli|Tardelli]], a [[Gaetano Scirea|Scirea]], duettavo con [[Michel Platini|Platini]].
*[Essere un modello per tanti bambini è] Una responsabilità, però di quelle belle. Ne sono fiero, e so di maneggiare un materiale delicato. Perciò provo a mordermi la lingua, qualche volta, e mantenere il controllo: lo stress offusca la mente.
 
{{Int2|Da ''[http://www.alessandrodelpiero.com/news/i-10-sportivi-del-2009_17.html I 10 sportivi del 2009]''|Da ''Alessandrodelpiero.com'', 30 dicembre 2009}}
*{{NDR|Su [[Usain Bolt]]}} Quando c'è lui, si corre per il secondo posto. Dopo avere stravinto due ori nei 100 e nei 200 ai giochi olimpici di Pechino 2008, si è confermato ai Mondiali 2009 a [[Berlino]] conquistando altri due ori, entrambi con il record del mondo in finale. È l'uomo più veloce del mondo. Io impazzisco per le immagini di sport, e vederlo correre (magari messo a fuoco dagli straordinari mezzi che le tv ci mettono a disposizione oggi) è un'esperienza esaltante.
*{{NDR|Su [[Roger Federer]]}} Durare nel tempo, saper superare le difficoltà, resistere alla concorrenza sempre più agguerrita, non smettere mai di migliorarsi e di porsi nuovi obiettivi senza adagiarsi sul talento e sui risultati già acquisiti: queste sono le caratteristiche di un campione vero. E Roger Federer le possiede tutte. Lo svizzero è riuscito a vincere nell'unico torneo dello Slam che gli mancava il [[Open di Francia|Roland Garros]] e si è confermato a [[Torneo di Wimbledon|Wimbledon]]. Una stagione straordinaria, chiusa ovviamente al numero uno della classifica Atp. Quest'anno ho anche avuto il privilegio di conoscerlo e stare un po' con lui in occasione della Coppa Davis giocata a Genova, dove ci ha battuto con la sua Svizzera. Una leggenda.
*Al primo posto ci metto il grande [[Mike Bongiorno|Mike]], che purtroppo ci ha lasciato. Lo so, non era uno sportivo professionista, ma sono certo che amava lo sport più di tutti. Lo praticava e lo seguiva con enorme passione, in particolare la Juventus. Abbiamo perso un grande tifoso, sì, ma soprattutto un numero uno vero. Merita di stare in testa a tutte le classifiche, di sicuro rimarrà un'icona indimenticabile della televisione e del costume italiano.
 
{{Intestazione2|Da ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/15-10-2012/del-piero-rimango-bianconero-ma-juve-passato-ormai-912920111950.shtml Del Piero: "Rimango bianconero, ma la Juve è il passato ormai"]''|Dall'intervistaIntervista al programma televisivo ''Undici'', Italia 2; citato in ''Gazzetta.it'', 15 ottobre 2012}}
*Al mio passato a Torino, ogni giorno, penso tanto e poco: tanto perché 19 anni non si scordano facilmente, poco perché qui l'ambiente ti porta a concentrarti sul presente, sul momento. Rimango un tifoso bianconero, non vedo come potrebbe essere diversamente, ma ormai la Juventus è il passato.
*Seguo la Juventus, la serie A e naturalmente la Champions League. Non so quando potrei tornare allo [[Allianz Stadium (Torino)|Juventus Stadium]], ora è una domanda che non mi pongo.
*Io provengo da un ambiente semplice, mio padre ha sgobbato sempre, mio fratello passava i vestiti dismessi a me, ai cuginetti o ai vicini di casa, perché al paese si usa così, ci si aiuta l'uno con l'altro. [...] Ricordo, al paese, che tutti si costruivano la loro casetta, faticando ogni giorno per due o tre ore dopo il lavoro. Ci si scambiava le competenze: mio padre elettricista dava una mano al vicino e gli preparava l'impianto, e magari questo vicino era muratore e gli tirava su una parete. A me sembra un [[Comunità|modello sociale]] bellissimo. E i [[sacrifici]] di mio padre li ho compresi nel tempo. (cap. ''La resistenza'', p. 46)
*Non ho mai pensato che il [[cervello]] e il [[cuore]] vengano dopo i muscoli: è la [[testa]] a comandare, è lei la nostra unica e vera padrona, lì dentro puoi trovare energie che neppure immaginavi di possedere. Eccolo, il "[[doping]] naturale" che tutti gli uomini hanno come patrimonio: la forza di [[volontà]]. [...] Un [[atleta]] vive ogni giorno questo dialogo continuo tra [[mente]] e [[fisico]], ed è dal loro equilibrio che dipendono risultati e forma. (cap. ''La resistenza'', pp. 52-53)
*Quando penso al massimo esempio di [[lealtà]] che mi sia mai capitato di vivere in tanti anni di sport, mi viene subito in mente la [[sconfitta]] di [[Perugia]], nel maggio del 2000, quando ci venne tolto dalle circostanze be', forse non solo dalle circostanze... uno scudetto già vinto. Mancavano una decina di minuti alla fine, ed eravamo in svantaggio di un gol [...] quando il guardalinee assegna una rimessa laterale alla Juventus in azione d'attacco. Toccherebbe a [[Gianluca Pessotto]] battere [...], ma lui dà la palla al [[Associazione Calcistica Perugia Calcio|Perugia]]. Lo fa perché sa benissimo che il pallone l'avevamo buttato fuori noi, dunque era giusto così. Giusto, però non facile, assolutamente. [...] Eppure, nessuno di noi si sorprese per quanto accaduto, perché Gianluca è fatto proprio così. Ogni sua decisione era legge insindacabile, a noi bastava che l'avesse presa lui. (cap. ''La lealtà'', p. 57)
*Non dimentico la [[Calciopoli|retrocessione in B]] [...]. Dovrò farci i conti perché è accaduto, non è stato un brutto sogno. In futuro, mi chiederanno dov'ero in quelle due stagioni, e io dirò: ero nella Juve, e ho vinto quello che ho vinto con pieno merito. [...] Però non si può fare finta di niente. In pochi mesi, come in un film dell'assurdo, sono passato dalla Coppa del Mondo al debutto in B a [[Rimini]] [...], dentro quell'aria che odorava di piadine, ce l'ho ancora nel naso. Ma la [[coscienza]] è sempre stata a posto, perché non abbiamo vinto una sola partita grazie ad aiuti esterni. [...] È stato il [[destino]], è stato qualcosa che non ho mai del tutto chiarito. Ma una cosa non si discute: quei due scudetti furono legittimi, furono totalmente nostri. (cap. ''La lealtà'', pp. 62-63)
*Può sembrare assurdo, ma lo spirito di squadra ha molto a che fare con l'[[egoismo]]. Direi che se ne nutre. Per dare il meglio agli altri devi cercare il meglio in te, devi pensare prima di tutto a te. A volte, un calciatore s'impunta per ricoprire un preciso ruolo in campo, quello e non un altro: un occhio superficiale potrebbe accusarlo di essere egoista, ma lui sta pensando al meglio per sé e, quindi, per i compagni. Lo spirito di squadra non è solo un generico "mettersi a disposizione": troppo comodo, troppo poco. No, una squadra ha sempre bisogno della perfetta sintesi delle individualità. (cap. ''Lo spirito di squadra'', p. 77)