Differenze tra le versioni di "Giovanni Stefano Menochio"

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*Per conclusione di questo capitolo soggiungerò una bellissima consuetudine, che mi è stata riferita da persona degna di fede, pratticata già nella Città di [[Bertinoro]], che è situata nella Romagna in questa materia, che trattiamo dell'[[ospitalità|hospitalità]]. Mi diceva quell'amico, che nella piazza della città, & in altri luoghi publici erano fitti nel muro certi uncini, ò anelli di ferro, disposti sparsamente in quei luoghi, per commodità de' passaggeri, che con le loro cavalcature arrivavano à quella Città, e che li cittadini più commodi de' beni di fortuna si havevano frà di loro distribuiti quelli anelli in modo, che ogn'uno sapeva quale fosse il suo, e che quando alcun forastiero attaccava il cavallo ad alcuno di essi, quello di cui era quel tale anello invitava il forastiero, ancorche da lui non fosse conosciuto, ad albergare in casa sua, e gli usava, come se fosse amico, e conoscente di molto tempo, molta cortesia. (da ''Centuria Prima'', pp. 52-53)
*Il secondo luogo è pigliato dagli Atti degli Apostoli cap. 19. 12. dove si racconta, che ''Pauli semicinstia'' facevano miracoli, e che con il tatto loro si curavano le infermità. Rispondo, che ''semicinstium'' non era altro, che quello, che in italiano chiamiamo [[grembiule|grembiale]], che à punto, secondo l'etimologia della voce, e un drapo, che cinge per la metà il corpo, e s'adoperava da S. Paolo mentre s'esercitava nella sua arte di far padiglioni, come fanno anco gli altri artefici, che per non imbrattare le vesti si mettono il grembiale, mentre s'affaticano nelle loro opere manuali, e mecaniche. (da ''Centuria Prima'', p. 92)
*Teofilatto, & Eutimio, parlando di questi sette demonii, sono di parere, che si ponga il numero settenario certo, e determinato in luogo di un numero indefinito, & incerto, e che tanto sia dire, ''septum demonia'', come ''multa demonia''. Si fondano questi dottori nel costumo, della Scrittura, nella quale questo numero di sette si usa à questo modo, e tanto è dire sette volte, quanto molte volte. (da ''Centuria Prima'', p. 127)
*Così quella veste che noi dimandiamo [[Piviale]], & in latino ''Pluviale'', era propriamente ordinata à difendersi dalla pioggia, ma anco serviva, come serve hoggidì, nel ministerio dell'altare. (da ''Centuria Prima'', p. 93)
*S. Gregorio nell'homilia 33. sopra gli Evangelii, Beda, Teofilatto, & Eutimio, parlando di questi sette demoni, sono di parere, che si ponga il numero settenario certo, e determinato in luogo di un numero indefinito, & incerto, e che tanto sia dire ''septem demonia'', come ''multa demonia''. Si fondano questi dottori nel costumo, della Scrittura, nella quale questo numero di [[sette]] si usa à questo modo, quanto molte volte. (da ''Centuria Prima'', p. 127)
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