Differenze tra le versioni di "Michail Gorbačëv"

*In quegli anni ho sofferto anch'io come tutti, ma, ogni volta che si accenna alla guerra, subito mi torna alla memoria una scena da incubo. Era la fine di febbraio 1943 e, con altri bambini della mia età, vagando in cerca di trofei, mi aggiravo nella striscia di bosco che separava Privol'noe da un villaggio vicino della provincia di Kuban, Belaja Glina. Ci imbattemmo nei resti dei soldati dell'Armata Rossa che nell'estate 1942 avevano combattuto lì la loro ultima battaglia. Era una scena indescrivibile: i corpi putrefatti con i teschi negli elmetti arrugginiti, le bianche falangi delle mani che spuntavano dalle giubbe e stringevano mitragliatrici, granate e caricatori. Giacevano lì insepolti, nel lerciume e nella fanghiglia delle trincee e dei crateri, osservandoci con le nere orbite vuote degli occhi... (p. 41)
*Ciò che abbiamo sofferto in quegli anni può spiegare perché proprio noi, figli della guerra, decidemmo poi di cambiare il nostro modo di vivere arretrato. Noi bambini, che portavamo sulle spalle il peso della responsabilità della sopravvivenza delle nostre famiglie e del nostro nutrimento, diventammo adulti in un attimo. Gli sconvolgimenti di cui siamo stati testimoni e protagonisti nella nostra vita e nel mondo ci hanno trasportato di colpo dall'infanzia all'età adulta. Abbiamo continuato a rallegrarci della vita come fanno i bambini, a giocare come fanno gli adolescenti, ma sempre guardando a questi giochi con un certo distacco, da adulti. (p. 42)
*{{NDR|Su [[Jawaharlal Nehru]]}} Quell'uomo straordinario, con il suo nobile portamento, gli occhi intelligenti e penetranti e un sorriso buono, disarmante mi turbò profondamente. Riccordo le affettuose parole che rivolse alla nostra ''Alma Mater'' e il augurio che l'università potesse laureare ragazzi e ragazze «dall'intelletto e del cuore grandi», che diventassero «portatori di buona volontà e di pace nel mondo».<br>L'ospite indiano sosteneva che il problema della pace era legato a quello del progresso della civiltà umana e dell'utilizzo delle più innovative conoscenze in campo tecnico e scientifico per il bene di tutta l'umanità e si augurava l'abbattimento di ogni limite e barriera che impedisce l'evoluzione della nostra coscienza e del nostro spirito. (p. 84)
*{{NDR|Su [[Nikita Sergeevič Chruščёv]]}} Ora si levano spesso critiche contro Chruščёv, si scrivono articoli e libri sui suoi errori. Indubbiamente ne commise, ma penso che i suoi meriti siano talmente rilevanti da superare gli errori. Fu l'iniziatore della lotta contro lo stalinismo, promosse con energia una politica di pace, consentì la riabilitazione di milioni di persone innocenti che erano state perseguitate, annullò le disposizioni di Stalin sulla deportazione in Siberia di interi popoli tra cui balkari, karačai, ingusci, ceceni, calmucchi e tatari di Crimea. (p. 99)
*Mi fece l'impressione di un uomo aperto, schietto. Mi colpì il suo atteggiamento democratico, la sua disponibilità verso tutti. [...] Lo stile di Chruščёv era una sorta di marchio personale e molti dirigenti di rango inferiore si sforzavano di imitarlo.<br>Il guaio era che, essendo un'imitazione, e per di più fatta da politici di cultura limitata, un simile stile di leadership assumeva spesso forme volgari. La sua genuinità e il suo tratto popolare, per non parlare poi del turpiloquio e dell'ubriachezza, si trasformavano a volte in autentica cafoneria. (p. 106)
*Malgrado tutte le contraddizioni del suo carattere, Chruščёv rimane per me un leader del tutto coerente con le linee principali del suo operato politico. Certo, non voleva appropriarsi della leadership del partito, intendeva semplicemente modernizzarlo, indebolendo il suo monopolio su ogni cosa. E qui si scontrò con una potente resistenza che alla fine determinò la sua sconfitta. (p. 111)
 
==Citazioni su Michail Gorbačëv==
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