Differenze tra le versioni di "La vita è bella"

→‎Roberto Benigni: Aggiunte citazioni dello storico e consulente Marcello Pezzetti
(→‎Roberto Benigni: Aggiunte citazioni dello storico e consulente Marcello Pezzetti)
*{{NDR|Sulla scelta del titolo}} Questa frase la si trova alla fine dei diari di Trockij, pensa un po', che narrava delle atrocità, degli orrendumi spaventosi che aveva subito nella sua vita, come tutti sappiamo. [...] Io e Vincenzo Cerami siamo rimasti colpiti dalla semplicità di questa frase, perché fra l'altro nel suo diario Trotcij fa una specie di sunto di tutte le sue idee, che erano piuttosto complicate.
*Si riassume in poche parole. Narrasi di una storia d'amore, di un ragazzo, un ragazzo di mezza età, Guido, oramai un ometto come me, che pieno di vita arriva in una città per aprire una libreria insieme a un amico. Questo ometto decide nel mezzo del cammin della sua vita, [...], decide dunque di cambiare la sua vita.
 
===[[Marcello Pezzetti]]===
*[[Roberto Benigni|Benigni]] [...] mi presentò un finale del film in cui nessuno moriva nel campo di concentramento. Io gli dissi che dopo anni di studi non avevo mai trovato una storia di Olocausto con un [[Lieto fine|happy ending]].
*{{NDR|A proposito del film}} Io mi trovai costretto a suggerirgli di decidere comunque, di scegliere fra lui e il figlio, ma di decidere. [...] [[Roberto Benigni|Roberto]] decise di far morire il suo personaggio, Guido, lasciando vincere al figlio il "concorso" con il premio finale del carro armato.
 
===Frasi promozionali===
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