Differenze tra le versioni di "Nikita Sergeevič Chruščёv"

*{{NDR|Su [[Lavrentij Pavlovič Berija]]}} Da principio mi riuscì simpatico. Per un bel po' facemmo chiacchierate amichevoli e scherzammo perfino insieme, ma gradualmente riuscii a mettere bene a fuoco i suoi connotati politici. Mi colpì la sua ipocrisia sinistra, bifronte, calcolatrice. (p. 111)
*{{NDR|Su Lavrentij Pavlovič Berija}} La sua arroganza e la sua perfidia crescevano in diretta proporzione col crescere continuo della sua potenza. (p. 114)
*{{NDR|Su [[Georgij Maksimilianovič Malenkov]]}} Essenzialmente egli era il tipico impiegato amministrativo imbrattacarte. Questo tipo di gente può diventare molto pericolosa se viene investita di un determinato potere e può bloccare e uccidere ogni essere vivente che oltrepassi i limiti burocraticamente assegnatigli. (p. 267)
*Malenkov, nella sua veste di segretario del Comitato centrale, aveva accesso a tutte le informazioni destinate a Stalin. Egli poteva quindi manipolare i fatti in modo da suscitare il sospetto e l'ira di Stalin. (pp. 269-270)
*Anche se un uomo aveva sbagliato, Lenin si sforzava di aiutarlo a ritrovare le giuste posizioni: prima neutralizzando le sue componenti negative e reinserendolo poi nella lotta attiva per l'edificazione del nuovo sistema socialista. Ma la lezione di Lenin fu dimenticata: entrati nell'epoca stalinista, ci lasciammo tutti terrorizzare dalla politica irrazionale di un uomo malato. (pp. 301-302)
*Il temperamento di Stalin era brutale e l'indole dura; ma la sua brutalità non sempre implicava cattiva disposizione verso quelli che trattava così rudemente. La sua era una sorta di brutalità innata. Era rozzo e prepotente con chiunque. (p. 305)
*Non appena Stalin si era ammalato, Beria cominciò a vomitare odio contro di lui, a schernirlo alla presenza di tutti. Starlo a sentire era semplicemente intollerabile. Ma, cosa abbastanza interessante, appena Stalin mostrò di aver ripreso conoscenza, facendo così pensare a una possibile guarnigione, Beria si gettò in ginocchio accanto a lui, gli prese la mano e cominciò a baciarla. Quando Stalin perse di nuovo conoscenza e chiuse gli occhi, Beria si alzò in piedi sputando. Ecco il vero Beria, traditore anche verso Stalin, che tutti pensavamo ammirasse e perfino adorasse, e su cui ora sputava. (p. 338)
*Avevo cominciato a considerarlo uno che si era scavato la sua via nel partito come un verme. [...] Beria era un lupo travestito d'agnello, che si era conquistato astutamente la fiducia di Stalin ed era riuscito ad assicurarsi, con l'inganno e il tradimento, un'elevata posizione. (p. 339)
*Sapevo che Malenkov non aveva mai avuto una posizione o un ruolo autonomi e non era altro che un fattorino. Stalin nelle sue conversazioni con la cerchia intima, soleva dire: «Questo Malenkov è un buon impiegato. Può trascrivere un ordine rapidamente, gli si possono affidare delle responsabilità, ma non è capace di iniziative personali.» (pp. 344-345)
*{{NDR|Su Lavrentij Pavlovič Berija}} Già da molto tempo avrei dovuto sapere che egli non era comunista. Lo consideravo uno sleale opportunista che non si sarebbe fermato di fronte a nulla pur di ottenere ciò che voleva. Dal punto di vista ideologico la sua non era una posizione da comunista. Era un macellaio ed un assassino. (p. 345)
*Consideravo Molotov un esperto di politica internazionale. Spesso trattava in mia presenza problemi di politica estera, dimostrando sempre competenza, logica e vigore. (p. 328)
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