Differenze tra le versioni di "Giovanni Stefano Menochio"

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*[[Plutarco]] ancora nella via di Lucullo, dice, che egli cacciò dall'Asia li [[pubblicano|Publicani]], come Harpie, che delle facoltà de' paesani honestamente guadagnare, e possedute fecero preda. Hor questi Publicani, come detto habbiamo, particolarmente odiati dagli Ebrei, e l'Abulense sopra 'l prologo di [[San Girolamo|S. Girolamo]] in Evangelia, dice, che la causa di ciò era, perche l'ufficio di Publicano difficilmente poteva esercitarsi senza peccato. Il Giansenio nel capo 13. della sua concordia Evangelica, perche erano avari, ingiusti, e rapaci. Il Cardinal Baronio nel tomo primo de' suoi annali all'anno di Christo trent'uno, perche gli Ebrei stimavano di dovere essere esenti da' tributi, contributioni, e gabelle, le quali erano da' Publicani riscosse. (da ''Centuria Seconda'', p. 292)
*Il modo di [[Molitura|macinare]] degli antichi, e di cavare la farina dal grano, era al principio il romperlo pistando ne' mortari: al quale poi succedettero le mole, che girare à mano, ò da giumenti, più speditamente, e meglio facevano l'effetto. Le mole à mano erano per ordinario girate da' schiavi, ò dalle schiave, & era ministerio molto faticoso, e vile, che però come di tale se ne fà mentione nel c. II dell'Esodo, mentre si dice: ''Morietur omne primogenitum à primogenito Pharaonis usque ad primogenitum ancille, quaesi ad molam''. Così Sansone fatto prigioniero, e trattato da schiavo da' Filistei, fù condannato alla mola. Homero nel lib. 7. dell'Odissea dice, che Alcinoo Rè de' Feaci haveva nella sua famiglia cinquanta schiave, alcune delle quali attendevano alla macina. (da ''Centuria Seconda'', p. 296)
*E noto assai, e celebre il fatto di [[Sansone]], che fatto prigione da' Filistei, privato del lume degli occhi, in varie maniere maltrattato, e schernito, alla fine dalla rovina del Tempio di Dagon da lui procurata con scuottere le colonne, insieme con gl'inimici del suo pupolo rimane oppresso. Habbiamo quest'historia nel cap. 16. del libro de' Giudici, dove si racconta che essendo per tradimento di Dalida fatto prigione, e tenuto per qualche tempo in carcere, occupato in girare la mola da mano, con la quale si macinava il formento, finalmente un giorno solenne, nel quale havevano fatto sacrifici al loro idolo Dagon, e poi convito, venne loro voglia di far condurre alla presenza de' convitati il loro prigione, e pigliarsi piacere di vederlo in quello stato, e fargli anco degli insulti per vendetta de' danni, che da lui havevano ricevuti. Sansone colà condotto, accostandosi a due colonne principali, che sostenevano l'edificio, di tal maniera le scosse, che rovinò il Tempio con morte di molti, frà quali fù anco l'istesso Sansone autore di quella rovina. (da ''Centuria tErzaTerza'', p. 307)
 
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