Differenze tra le versioni di "Thomas Mann"

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*Ciò che vedeva era soltanto questo: [[comicità]] e [[miseria]], comicità e miseria. E allora, insieme con la pena e l'orgoglio della conoscenza, venne la [[solitudine]], perché gli riusciva intollerabile la vicinanza degli inetti con lo spirito gaiamente ottenebrato, e il marchio che lui recava sulla fronte li respingeva. (1970)
*Perché quello che si dice non può mai, in nessun caso, essere la cosa più importante, bensì null'altro che la materia, indifferente di per sé, dalla quale si deve ricavare, in un composto dominio di gioco, l'immagine estetica. (1970)
*Se quello che avete da dire vi preme troppo, se il vostro cuore palpita con troppo slancio a suo riguardo, allora potete esser certa di un fiasco completo.<br>Cadrete nel patetico, ne sentimentale; qualcosa di pesante, di goffamente serio, di non dominato, non ironico, scipito, noioso, banale uscirà dalle vostre mani, e per concludere non otterrete che indifferenza tra il pubblico e delusione e desolazione in voi stessa... (1970)
Cadrete nel patetico, ne sentimentale; qualcosa di pesante, di goffamente serio, di non dominato, non ironico, scipito, noioso, banale uscirà dalle vostre mani, e per concludere non otterrete che indifferenza tra il pubblico e delusione e desolazione in voi stessa... (1970)
*Le opere di valore nascono soltanto sotto il premere di una vita cattiva e [...] chi vive non lavora e [...] per essere perfetti creatori bisogna essere morti.
*Un [[artista]], nel suo intimo, è sempre un avventuriero. (1970)