Differenze tra le versioni di "Mateo Alemán"

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:''Débense buscar los amigos como se buscan los buenos libros. Que no está la felicidad en que sean muchos ni muy curiosos; antes en que sean pocos, buenos y bien conocidos.''<ref>II, II, [http://www.cervantesvirtual.com/obra-visor/guzman-de-alfarache-segunda-parte--0/html/ff1a70ce-82b1-11df-acc7-002185ce6064_2.html#I_24_ I], ''Cervantesvirtual.com''.</ref>
 
==={{Intestazione|Traduzione di Barezzo Barezzi===}}
*Commune, e general costume è stato, e è degli uomini, quando sono ricercati, che riferiscano quel, che hanno udito, o veduto, o che vi dicano la [[verità]], e la sostanza d'una cosa, di [[dissimulazione|mascherarla]], e di lisciarla, perche resti sconosciuta, come la faccia d'una donna brutta. (I, I, I, [https://books.google.it/books?id=s9RgAAAAcAAJ&pg=PA6#v=onepage&q&f=false p. 6])
:''Común y general costumbre ha sido y es de los hombres, cuando les pedís reciten o refieran lo que oyeron o vieron, o que os digan la verdad y sustancia de una cosa, enmascararla y afeitarla, que se desconoce, como el rostro de la fea.'' (1996, p. 75)
*Non è [[donna]] di così alta conditione, che non goda d'esser vagheggiata, benche da huomo di molto basso stato. (I, I, II, [https://books.google.it/books?id=s9RgAAAAcAAJ&pg=PA24#v=onepage&q&f=false p. 24])
:''Los que se hubieren de casar, ellos han de tener qué comer, y ellas han de traer qué cenar.'' (1996, p. 521)
 
==={{Intestazione|Traduzione di Fernando Capecchi===}}
*[[Mangiare|Mangiando]], tutti gli affanni passano in seconda linea; dove manca il pane, non c'è bene che s'affacci né male che non sia di troppo, non c'è piacere che duri né soddisfazione che regga; tutti bisticciano senza sapere perché, nessuno ha colpa e ciascuno l'attribuisce all'altro, tutti fanno piani chimerici e tutto allora è repubblica e sofisma (p. 314).
*Le buone opere si pagano con le buone parole, quando non si dispone di altra moneta e il debitore è povero (p. 320).
*Riceve più [[giustizia]] che strilla di più e le cause si vincono il più delle volte a forza di gridare le proprie ragioni (p. 403).
*Il [[tradimento]] può risultar grato, ma non il traditore che lo compie. Operando il male, il malvagio può sì far piacere a chi gli ha ordinato di compierlo, ma non può evitare che nell'animo di costui resti impressa la malvagità e che ne abbia quella consapevolezza che l'induca a non fidarsi del traditore se non in quanto possa venirgliene profitto (p. 404).
*La [[virtù]] non defraud[a] mai il buono del suo premio e il [[Vizi e virtù|vizio]] riserb[a] sempre al malvagio il giusto castigo e l'infamia (p. 405).
*La [[gioventù]] è porta e principio di ogni [[peccato]] (p. 453).
*La [[prudenza]] è figlia dell'[[esperienza]] (''ibidem'').
*Nulla è più pregiudizievole in una [[Politico|persona pubblica]] che il dar mostra di una qualsiasi benché piccola debolezza (p. 467).
*Non osavo più uscire di casa [...] Questa vita ritirata mi fruttò nuovo rispetto da parte di quelli di casa, e all'esterno il languire e l'esaurirsi di tutte le maldicenze: la mia assenza faceva cadere nella dimenticanza i miei casi come se non fossero mai esistiti (p. 470).
*Per raggiungere i loro scopi gli uomini non sanno rifuggire dall'[[inganno]] contro chi si fida, come significa l'emblema del serpe addormentato e del ragno che scende cautamente per mordergli il capo e ucciderlo, il cui motto dice: «Non c'è prudenza che resista all'inganno». È grosso sproposito credere che il [[prudenza|prudente]] possa prevenire l'offesa in agguato (pp. 472-3).
*L'[[imbecillità]] non va mai esente da malizia, e queste due cose insieme sono sufficienti a mandare in malora non dico una casa, ma un'intera repubblica (p. 487).
*Dove c'è la [[forza]] c'è per lo più la superbia e da questa nasce la prepotenza (p. 491).
*Considero uno sproposito che uno, per [[vendetta|vendicarsi]] di un altro, gli tolga la vita, poiché in tal modo lo libera da ogni sofferenza (p. 532).
:*La miglior [[vendetta]], la più proficua e la meno pericolosa, è quella in contanti (p. 538).
*Io considero, infatti, più grave delitto – e senza dubbio lo è – menar vanto del [[male]] che commetterlo (p. 533).
*L'ostentazione del benessere suole essere una parte del capitale per quel che al credito si riferisce (p. 574).
*Anche se il fallimento è un furto, si resta col nome di mercanti e non con quello di briganti (p. 575).