Differenze tra le versioni di "Mustafa Kemal Atatürk"

 
*Ataturk (che probabilmente era un ateo convinto) poteva accreditarsi da sé come laico proprio perché aveva sconfitto ignominiosamente tre invasori cristiani. Eppure, per decenni, gli stati occidentali hanno febbrilmente cercato un altro Mustafa Kemal, qualcuno in grado di dare la scossa alla modernizzazione d'una comunità musulmana in suo nome. Per un po', pensarono che il modello avrebbe potuto essere [[Gamal Abd el-Nasser]]. Poi c'era lo [[Mohammad Reza Pahlavi|Scià d'Iran]]. Hanno persino preso in considerazione personaggi come [[Saddam Hussein]], [[Zulfiqar Ali Bhutto]] e altri personaggi che vivranno nell'infamia. Ma nessuno si è mai avvicinato ad Ataturk per autorità e autenticità. Durante il suo regno, fu abolito il grande califfato, e l'antico regime del celestiale e del sublime fu ridotto a un sogno per il quale solo pochi visionari ascetici e settaristi dimostrarono un vero interesse. Fino a tempi recenti, la Turchia moderna mostrava tutti i segni di evolversi in uno stato capitalista standard nella periferia europea. ([[Christopher Hitchens]])
*In effetti, Kemal Atatürk nel mondo islamico era assurto a mito; il suo nome era noto a tutti come quello di un condottiero che voleva liberare e ricostruire il suo paese. ([[Anwar al-Sadat]])
*{{NDR|Sul [[genocidio armeno]]}} Kemal Atatürk non fu personalmente coinvolto nella vicenda, ma i «giovani turchi», a cui egli apparteneva, avevano importanti responsabilità di governo. E anche questo spiega perché la Turchia d'oggi non voglia ammettere le colpe di ieri. ([[Sergio Romano]])
*Una rivoluzione kemalista è possibile solo in paesi come la Turchia, la Persia, l'Afghanistan, dove non vi è o quasi non vi è un proletariato industriale, e dove non vi è una possente rivoluzione agraria contadina. La rivoluzione kemalista è una rivoluzione dello strato superiore, una rivoluzione della borghesia commerciale nazionale, sorta nella lotta contro gli imperialisti stranieri e diretta, in sostanza, nel suo ulteriore sviluppo contro i contadini e gli operai, contro le possibilità stesse di una rivoluzione agraria. ([[Stalin]])
 
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