Differenze tra le versioni di "Giovanni Stefano Menochio"

→‎Citazioni: wlink "generale", dico "generale" perché non credo che questa citazione che espone il pensiero dell'autore vada bene per una tematica. Può darsi però che nella fonte ci sia una citazione più pertinente di o su Alfonso Chacón, che dovrebbe essere lo stesso della voce in wikipedia, anche se in bibliografia il titolo dell'opera è un po' diverso o si tratta di altra opera.
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===Citazioni===
*[[Alfonso Chacón|Alfonso Ciaccone]] lib. ''de lignis sanctis s. Crucis'' cap. 30. si sforza di provare, che la [[Vera Croce|Croce del Signore]] fosse di [[Quercia]]. Le ragioni, che egli adduce sono le seguenti. Primo, perche in Terra santa vi sono molti alberi di questa specie, onde spesso nella Sacra Scrittura si fa mentione di quercie, e di boschi di quercie. Secondo, perche questo legno è molto a proposito per quello effetto, per ragione della sua fortezza, e durezza. Terzo, perche la quercia è di grandissima durata, che però insino a nostri giorni si veggono perticelle della Croce di Cristo, che non sono punto tarlate, e guaste dall'antichità. Quarto, perche il legno della quercia è molto pesante, e dall'Evangelio sappiamo, che la Croce di Cristo fu molto grave, onde bisognò imporla a Simeone Cireneo, perche Cristo non poteva più longamente portarla. Quinto, perche conferendo il legno della Croce con altri legni di quercia, pare che sia veramente di quella specie. (da ''Centuria Prima'', p. 7)
*{{NDR|Sulla [[Septuaginta]]}} Al tempo di Tolomeo Filadelfo, il quale visse circa 300 anni avanti di Christo furono li settantadue interpreti chiamati in Egitto da questo Rè, accioche voltassero la Sacra Scrittura del Vecchio Testamento dalla lingua Hebrea nella Greca. [...] Quanto poi tocca al modo di quella tradottione, in alcune cose s'accordano gli Autori, in altre differiscono frà di loro. S'accordano, che li vecchi furono settantadue, sei di chiascheduna delle tribù, tutti intelligentissimi delle due lingue Hebraica, e Greca, e che miracolosamente nello spatio di settanta due giorni compirono la loro interpretatione. Non s'accordano, perche alcuni dicono, che ciascheduno fù rinchiuso nella sua celletta, e che per miracolo riusci la interpretatione di ciascheduno del tutto conforme nel senso, e nelle parole con le versioni degli altri, di modo tale, che furono settandue esemplari ne anco in un sol punto differenti di se. (da ''Centuria Prima'', pp. 30 e 31)
*Ne' tempi antichi prima, che fossero in uso li alloggiamenti pubblici, dove sono li forastieri alloggiati per danari, era molto in uso l'[[ospitalità|hospitalità]], e li palagi de' gran personaggi non erano mai chiusi à quelli, che veggiando capitavano à casa loro. Si potrebbero in confermatione di questo apportare molte prove, ma io voglio restringermi solamente à quello, che ritrovo in [[Omero|Homero]], con toccare alcune usanze di quel tempo, delle quali esso fa mentione. E principalmente mi sovviene un certo [[Assilo]], del quale parla quel Poeta nel lib. 6. dell'Iliade al verso 12. e dice, che egli habitava ad Arisbe, luogo molto bene fabbricato, e che essendo ricco di facoltà, era benigno con tutti, e tutti albergava in casa sua, la quale era situata sopra della publica strada. Nota Eustachio famoso espositore di Homero, che à punto s'era Assilo eletto l'habitatione vicina alla strada per potere più commodamente invitare à se, e dar ricetto ad ogni sorte di passaggieri. Non mancano di quelli, che stimano, che Homero non approvasse quella tanto profusa, indistinta, e liberale hospitalità, perche nel verso 16. soggiunge, che fù ammazzato da Diomede, e quasi che volesse mostrare, che era soverchia quella sua liberalità. (da ''Centuria Prima'', p. 50)