Differenze tra le versioni di "Miguel de Cervantes"

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===[[Incipit]]===
====Originale====
''En un lugar de la Mancha, de cuyo nombre no quiero acordarme, no ha mucho tiempo que vivía un hidalgo de los de lanza en astillero, adarga antigua, rocín flaco y galgo corredor. Una olla de algo más vaca que carnero, salpicón las más noches, duelos y quebrantos los sábados, lantejas los viernes, algún palomino de añadidura los domingos, consumían las tres partes de su hacienda. El resto della concluían sayo de velarte, calzas de velludo para las fiestas, con sus pantuflos de lo mesmo, y los días de entresemana se honraba con su vellorí de lo más fino.''<ref>Da ''[https://cvc.cervantes.es/literatura/clasicos/quijote/edicion/parte1/cap01/default.htm Centro Virtual Cervantes]''.</ref>
 
====Anonimo====
====Seconda parte====
*Ognuno è come Dio l'ha fatto e spesso spesso è magari peggio. (IV; 2007)
*{{NDR|Sancho}} [...] chi non sa godere della [[fortuna]] quando gli si presenta, non si deve lamentare se poi gli sfugge. (V; 2007)
*Il miglior condimento che ci sia è la [[fame]]. (V; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} [...] non fa felice il possessore delle ricchezze il possesso di esse ma lo spenderle, e non già lo spenderle comunque, ma il saperle bene spendere. (VI; 2007)
*Orbene, a tutto c'è rimedio meno che alla [[morte]], sotto il giogo della quale tutti si deve passare, per quanto, quando la vita finisce, ci dispiaccia. Questo mio [[padrone]] ho visto da mille prove che è un matto da legare, e anche io, del resto, non gli rimango punto indietro, perché, se è vero il proverbio che dice «dimmi con chi vai e ti dirò chi sei» e l'altro «non donde nasci, ma donde pasci», sono più matto di lui perché lo seguo e lo servo. (X; 2007)
*{{NDR|Sancho}} — Signore, la [[malinconia]], in verità, non fu fatta per le bestie, ma per gli uomini; se però gli uomini si fanno troppo prendere da essa, {{Sic|doventano}} bestie. (XI; 2007)
*{{NDR|Don Chisciotte}} Né crediate, signore, che io qui chiami volgo solamente la gente plebea ed umile, perché chiunque sia ignorante, sia magari signore e principe, può e dev'essere annoverato tra il volgo. (XVI; 2007)
*— Insomma, Sancio — disse don Chisciotte — si vede bene che sei un contadino e di quelli che dicono: Viva chi vince! (XX; 2007)
*Due soli lignaggi ci sono nel mondo, come diceva una mia nonna, cioè, l'avere e il non avere. (XX; 2007)
*Dio sopporta i [[cattiveria|cattivi]], ma non poi sempre sempre. (XL; 2007)
*Il sangue si eredita, ma la [[virtù]] si acquista, e la virtù vale di per sé quel che il sangue non vale. (XLII; 2007)
*[...] egli {{NDR|Don Chisciotte}} svariava soltanto quando lo toccavano sulla cavalleria, mentre negli altri ragionamenti mostrava di aver chiara e libera l'intelligenza: cosicché ogni momento le sue azione smentivano il senno e il suo senno smentiva le sue azioni.
*Abbi il passo lento, parla pacatamente, ma non in modo che paia che tu ascolti te stesso: ogni affettazione è cattiva. (XLIII; 2007)
*{{NDR|Sancho}} — Signora, dove c'è [[musica]] non ci può essere cosa cattiva. (XXXIV; 2007)
*Miguel de Cervantes, ''[https://www.liberliber.it/mediateca/libri/c/cervantes/don_chisciotte_della_mancia_bur/pdf/cervantes_don_chisciotte.pdf Don Chisciotte della Mancia]'', traduzione di Alfredo Giannini, Rizzoli, Milano, 2007.
*Miguel de Cervantes Saavedra, ''[https://www.liberliber.it/mediateca/libri/c/cervantes/don_chisciotte_della_mancia/pdf/cervantes_don_chisciotte_della_mancia.pdf La storia di don Chisciotte della Mancha]'', Edoardo Perino editore, Roma, 1888.
*{{es}} Miguel de Cervantes, ''[https://cvc.cervantes.es/literatura/clasicos/quijote/default.htm Don Quijote de la Mancha]'', studio preliminare di Fernando Lázaro Carreter, testo critico e direzione di Francisco Rico, note di Joaquín Forradellas, Instituto Cervantes, 1998. ISBN 84-689-5988-X
*Miguel de Cervantes, ''Il dottor Vetrata'', in ''Novelle esemplari'', traduzione di Paola Gorla, Einaudi, Torino, 2002. ISBN 88-06-16206-3
*Miguel de Cervantes, ''[https://www.liberliber.it/mediateca/libri/c/cervantes/novelle/pdf/cervantes_novelle.pdf Novelle]'', traduzione di Alfredo Giannini, Laterza, Bari, 1912.
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