Differenze tra le versioni di "Uovo"

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Herbert William Conn
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(Herbert William Conn)
*La società ha senza dubbio il diritto di proteggersi contro i protoplasmi antisociali; ma bisogna bene che sappia che, quando crede di punire un uomo, non punisce mai che un uovo o delle circostanze. ([[Jean Rostand]])
*Le galline hanno la sfortuna di servire agli umani in doppio modo: per la propria carne e per le uova. Oggigiorno esistono tecniche standardizzate di produzione su larga scala per ottenere tutti e due questi prodotti. ([[Peter Singer]], ''[[Diritti animali, obblighi umani]]'')
*Nell'ultimo secolo alcuni naturalisti sostennero che nell'uovo v'era già presente un animale in miniatura esattamente uguale all'adulto fuorché nelle dimensioni, e che lo sviluppo dell'uovo era la crescita<ref>Nel testo: "cresciuta".</ref> di questo piccolo individuo. Lo sviluppo dell'uovo era così solo l'accrescimento o ''evoluzione'' di un individuo già contenuto nell'uovo dal principio. Questa idea dello sviluppo fu chiamata ''evoluzione'', termine che significava quindi a quel tempo qualche cosa di interamente differente dal suo significato attuale. ([[Herbert William Conn]])
*Qualunque sia l'importanza della "grazia germinale", bisogna guardarsi da un giansenismo biologico che supporrebbe l'essere predeterminato nell'uovo che gli dette origine. L'ambiente interviene possentemente nella realizzazione umana. Ed è per ciò che sarebbe abusiva la pretesa di apprezzare, anche grossolanamente, il valore nativo degli individui, in una società come la nostra, dove infierisce una tale diversità di condizioni. Quanti esseri ben concepiti hanno avuto la fortuna di nascere male! L'uomo nasce differente dall'uomo, è vero, ma finché l'uomo non sarà trattato come l'uomo, sarebbe fuori luogo riferire le inuguaglianze apparenti alle inuguaglianze originali. Evitiamo di giudicare l'uovo dall'adulto. ([[Jean Rostand]])
*Quando mi trovai ad assistere all'attività di deposizione delle uova in un grande allevamento e vidi galline ormai vecchie giunte al termine della loro vita produttiva, fui presa dall'orrore. Le galline, allevate in modo da garantire la produzione massima di uova e l'indice di conversione alimentare più efficiente, erano nervose carcasse a cui era caduto metà del piumaggio a forza di sbattere le ali contro la gabbia... Quanto più imparavo riguardo all'industria delle uova, tanto più cresceva il mio disgusto. Alcune delle pratiche ormai considerate «normali» erano manifestamente crudeli. La crudeltà era divenuta normale. I produttori di uova erano divenuti insensibili alla sofferenza. ([[Temple Grandin]])
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