Differenze tra le versioni di "Arto Paasilinna"

+incipit, +note
m (ordine sezioni, minuzie)
(+incipit, +note)
==''Il figlio del dio del Tuono''==
===[[Incipit]]===
 
Il cielo dei [[Finnici]] è un immenso coperchio trapunto di stelle, posato sul perno del mondo, con la stella polare allo zenit. Là regnano i loro dèi e gli spiriti, là abitano i Finnici buoni morti da tempo. Il potere supremo è esercitato da Ukko Yliumala, detto dio del Tuono.
 
===Citazioni===
* Durante gli ultimi cinquecento anni, questa gigantesca macchina divina ha perso colpi. Gli dèi dei Finnici hanno dovuto tristemente riconoscere che il loro popolo era stato completamente fuorviato da religioni stranire e da falsi idoli. (premessa)
 
* Ho l'impressione che tra [[Gesù]] e suo padre non corresse veramente buon sangue. [...] Insomma, questa storia non mi riguarda. Può essere che Gesù fosse così bonaccione da sacrificarsi volentieri. Chi lo sa, con questi dèi stranieri. Un tipo speciale, in ogni caso. (cap. V)
* Durante gli ultimi cinquecento anni, questa gigantesca macchina divina ha perso colpi. Gli dèi dei Finnici hanno dovuto tristemente riconoscere che il loro popolo era stato completamente fuorviato da religioni stranire e da falsi idoli. (premessa)
* Rutja non aveva mai messo piede in un gabinetto di campagna. In migliaia di anni non aveva mai sentito il minimo bisogno di andare di corpo. [...] Evidentemente doveva essere peccato andare al gabinetto, visto il sollievo che se ne traeva. Strano che non se ne parlasse di più nella dottrina [[cristianesimo|cristiana]]. (cap. VI)
* Ho l'impressione che tra [[Gesù]] e suo padre non corresse veramente buon sangue. [...] Insomma, questa storia non mi riguarda. Può essere che Gesù fosse così bonaccione da sacrificarsi volentieri. Chi lo sa, con questi dèi stranieri. Un tipo speciale, in ogni caso. (cap. V)
* Per un attimo, Sampsa si sentì nella stessa situazione di Giuseppe all'epoca. Ma in Finlandia, nessuno avrebbe mai creduto che fosse opera di Rutja, e lo avrebbero accusato di essere padre di un figlio illegittimo. Alla sola idea che per tutta la vita avrebbe dovuto pagare gli alimenti al figlio del dio del Tuono, a Sampsa venivano i brividi. (cap. XI)
* Rutja non aveva mai messo piede in un gabinetto di campagna. In migliaia di anni non aveva mai sentito il minimo bisogno di andare di corpo. [...] Evidentemente doveva essere peccato andare al gabinetto, visto il sollievo che se ne traeva. Strano che non se ne parlasse di più nella dottrina [[cristianesimo|cristiana]]. (cap. VI)
* "Non puoi immaginare, Rutja, come sono attivi questi pazzi. Si potrebbe dire che i migliori cervelli della nazione si nascondono dietro queste cartelle mediche", disse Onni Osmola, vantando il suo elenco di pazienti. "Mi sono spesso detto che se questo paese riuscisse a debellare le malattie mentali – come a suo tempo la tubercolosi e il rachitismo – avrebbe qualcosa da dire al mondo quanto a intelligenza e creatività. [...]" (cap. XXI)
* Per un attimo, Sampsa si sentì nella stessa situazione di Giuseppe all'epoca. Ma in Finlandia, nessuno avrebbe mai creduto che fosse opera di Rutja, e lo avrebbero accusato di essere padre di un figlio illegittimo. Alla sola idea che per tutta la vita avrebbe dovuto pagare gli alimenti al figlio del dio del Tuono, a Sampsa venivano i brividi. (cap. XI)
* In due giorni, Rutja aveva miracolosamente guarito quindici malati. Era più di quanto Gesù avesse fatto in due mesi. Ma Gesù non era finnico, come Rutja. (cap. XXIII)
* "Non puoi immaginare, Rutja, come sono attivi questi pazzi. Si potrebbe dire che i migliori cervelli della nazione si nascondono dietro queste cartelle mediche", disse Onni Osmola, vantando il suo elenco di pazienti. "Mi sono spesso detto che se questo paese riuscisse a debellare le malattie mentali – come a suo tempo la tubercolosi e il rachitismo – avrebbe qualcosa da dire al mondo quanto a intelligenza e creatività. [...]" (cap. XXI)
* Il risultato era allarmante: se l'evoluzione in atto fosse continuata nella stessa direzione, ora di Natale non ci sarebbe rimasto un solo malato di mente nei manicomi finlandesi! (cap. XIV)
* In due giorni, Rutja aveva miracolosamente guarito quindici malati. Era più di quanto Gesù avesse fatto in due mesi. Ma Gesù non era finnico, come Rutja. (cap. XXIII)
* Il risultato era allarmante: se l'evoluzione in atto fosse continuata nella stessa direzione, ora di Natale non ci sarebbe rimasto un solo malato di mente nei manicomi finlandesi! (cap. XIV)
 
===[[Explicit]]===
 
Così, il popolo finnico ha ancora tutti i suo difetti. È peccatore impenitente, avido, con ogni sorta di cattiveria.
 
 
===Citazioni===
* Che succederebbe, cara signorina, se nelle [[banche]] vigesse l'usanza di versare da qualche parte nelle paludi o sulle colline i risparmi e gli interessi dei loro clienti? (cap. XXI)
* Il prefetto non permise di chiudere la finestra. Disse che era la prima volta che sentiva l'ululato di un vero [[lupo]] selvaggio. [...] <br /> Il commissario dovette ammettere che effettivamente, ascoltando meglio, pareva anche a lui che fosse proprio Huttunen a ululare laggiù.<br /> Il prefetto esplose. Secondo lui, era assolutamente incredibile: si permetteva che l'uomo seminasse a piacimento il terrore in tutta la regione! Perché non si era subito pensato di arrestarlo? (cap. XXXIII)
 
== ''Lo smemorato di Tapiola'' ==
* Che succederebbe, cara signorina, se nelle [[banche]] vigesse l'usanza di versare da qualche parte nelle paludi o sulle colline i risparmi e gli interessi dei loro clienti? (cap. XXI)
* Il prefetto non permise di chiudere la finestra. Disse che era la prima volta che sentiva l'ululato di un vero [[lupo]] selvaggio. [...] <br /> Il commissario dovette ammettere che effettivamente, ascoltando meglio, pareva anche a lui che fosse proprio Huttunen a ululare laggiù.<br /> Il prefetto esplose. Secondo lui, era assolutamente incredibile: si permetteva che l'uomo seminasse a piacimento il terrore in tutta la regione! Perché non si era subito pensato di arrestarlo? (cap. XXXIII)
 
== ''Lo smemorato di Tapiola'' ==
 
===[[Incipit]] ===
 
La Finlandia intera entrava nella stagione estiva. Le acque si erano liberate, gli umani risvegliati. Il sole splendeva raggiante, una brezza leggera turbinava nell'aria. Dalle parti di Lestijärvi, in campagna, una madre di famiglia sfornava brioche alla cannella, a Kokkola, sulla costa, un automobilista ubriaco provocava un incidente mortale. Insomma, era cominciata l'[[estate]].
 
===Citazioni===
* Quando il nodo della cravatta fu finalmente a posto, salì senza tante cerimonie nel taxi e si sistemò comodamente sul sedile posteriore. Sollevato, chiuse gli occhi.<br />"Dove vuole che andiamo?" chiese Sorjonen.<br />"Avanti."<br />Partirono. (cap. 1)
 
* Quando la terra tremò, una piacevole fitta di dolore attraversò il loro cuore. Per un istante fugace tornò alla mente di Rytkönen l'esplosione di un deposito di munizioni del nemico a Lotinapelto, nel 1943. (cap. 15)
* Quando il nodo della cravatta fu finalmente a posto, salì senza tante cerimonie nel taxi e si sistemò comodamente sul sedile posteriore. Sollevato, chiuse gli occhi.<br />"Dove vuole che andiamo?" chiese Sorjonen.<br />"Avanti."<br />Partirono. (cap. 1)
* Quanto al consigliere agrimensore Taavetti Rytkönen, nell'interrogatorio non ricordò assolutamente nulla dell'accaduto. (cap. 17)
* Quando la terra tremò, una piacevole fitta di dolore attraversò il loro cuore. Per un istante fugace tornò alla mente di Rytkönen l'esplosione di un deposito di munizioni del nemico a Lotinapelto, nel 1943. (cap. 15)
* {{NDR|Esito dell'inchiesta per la distruzione della fattoria}} Lo stato finlandese non deve richiedere alcun indennizzo. Al contrario, i suddetti proprietari meriterebbero di ricevere, in appropriata occasione, un'onorificenza concreta, per esempio la «medaglia al merito [[agricoltura|agricolo]]» o qualche altra decorazione del genere per i servizi resi alla patria. (cap. 19)
* Quanto al consigliere agrimensore Taavetti Rytkönen, nell'interrogatorio non ricordò assolutamente nulla dell'accaduto. (cap. 17)
* {{NDR|Esito dell'inchiesta per la distruzione della fattoria}} Lo stato finlandese non deve richiedere alcun indennizzo. Al contrario, i suddetti proprietari meriterebbero di ricevere, in appropriata occasione, un'onorificenza concreta, per esempio la «medaglia al merito [[agricoltura|agricolo]]» o qualche altra decorazione del genere per i servizi resi alla patria. (cap. 19)
 
==''Il migliore amico dell'orso''==
* Il discorso pastorale fu più muscoloso del solito. Huuskonen sottolineò il carattere sacro del vincolo matrimoniale e rafforzò il peso delle sue parole strofinando la facia dello sposto contro un cespuglio di ortiche. (cap. 2)
 
* Vasili Leontev aggiunse poi che era pronto a versare al reverendo il salario intero di un marinaio di coperta, ma che l'orso doveva accontentarsi della qualifica di mozzo. (cap. 18)
* Il discorso pastorale fu più muscoloso del solito. Huuskonen sottolineò il carattere sacro del vincolo matrimoniale e rafforzò il peso delle sue parole strofinando la facia dello sposto contro un cespuglio di ortiche. (cap. 2)
* Alla fine di settembre si pose fine al corso di ballo come gli agli altri insegnamenti: l'orso ormai sbadigliava e non ce la faceva più a ballare il casaciok o a fare il maître per servire ai ricevimenti. Riusciva ancora, per forza d'abitudine, a fare il segno della croce, ma la sua fede appariva ormai alquanto superficiale. (cap. 23)
* Vasili Leontev aggiunse poi che era pronto a versare al reverendo il salario intero di un marinaio di coperta, ma che l'orso doveva accontentarsi della qualifica di mozzo. (cap. 18)
* "Sono le ore 20,33, ora locale, e da parte della compagnia desidero ringraziare tutti i viaggiatori e il personale di bordo per l'ottima riuscita della crociera!" urlò immerso fino alla cintola nell'acqua oleosa. (cap. 33)
* Alla fine di settembre si pose fine al corso di ballo come gli agli altri insegnamenti: l'orso ormai sbadigliava e non ce la faceva più a ballare il casaciok o a fare il maître per servire ai ricevimenti. Riusciva ancora, per forza d'abitudine, a fare il segno della croce, ma la sua fede appariva ormai alquanto superficiale. (cap. 23)
* "Sono le ore 20,33, ora locale, e da parte della compagnia desidero ringraziare tutti i viaggiatori e il personale di bordo per l'ottima riuscita della crociera!" urlò immerso fino alla cintola nell'acqua oleosa. (cap. 33)
 
==''L'allegra apocalisse''==
 
==''Sangue caldo, nervi d'acciaio''==
 
===[[Incipit]]===
 
Quando una [[Sciamano|sciamana]] cade in trance sul mare in tempesta, la natura intera pare smarrirsi nella sua vertigine. I gabbiani precipitano in picchiata sulle onde e le sterne singhiozzano.
 
===Citazioni===
 
*Antti ascoltava con grande interesse gli insegnamenti del padre, ben deciso ad applicare quegli scaltri principi in età adulta. Chi aiuta i poveri si arricchisce. (cap. 8)
 
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Emilia l'elefante''===
Gli elefanti nascono con la proboscide in avanti.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
 
===''Prigionieri del Paradiso''===
Il più formidabile nemico dei finlandesi è la malinconia, l'introversione, una sconfinata apatia. Un senso di gravezza aleggia su questo popolo sfortunato, tenendolo da migliaia di anni sotto il suo giogo, tingendone lo spirito di cupa seriosità. Il peso dell'afflizione è tale da indurre parecchi finlandesi a vedere nella morte l'unico sollievo. La malinconia è un avversario più spietato dell'Unione Sovietica.<br>Ma i finlandesi sono al tempo stesso un popolo combattivo. Non cedono mai. Si ribellano a ogni occasione contro il tiranno.<br>San Giovanni, la festa della luce e della spensieratezza nel solstizio d'estate, rappresenta per i finlandesi l'occasione di una lotta titanica in cui tentare, unendo le forze, di sconfiggere la malinconia che li rode.
 
==BibliografiaNote==
<references />
 
==Bibliografia==
*Arto Paasilinna, ''Prigionieri del Paradiso'' (1974), traduzione di Marcello Ganassini, Iperborea, 2009. ISBN 9788870911770
*Arto Paasilinna, ''Il mugnaio urlante'' (1981), traduzione di Ernesto Boella, Iperborea, 1997. ISBN 8870910660
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