Differenze tra le versioni di "Vincent van Gogh"

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*Siamo tanto attaccati a questa vecchia vita perché accanto ai momenti di tristezza, abbiamo anche momenti di gioia in cui anima e cuore esultano – come l'[[allodola]] che non può fare a meno di cantare al mattino, anche se l'anima talvolta trema in noi, piena di timori.<ref>Da una lettera al fratello Theo, 30 maggio 1877.</ref>
*Una cosa resta – la fede – si sente istintivamente, ché moltissimo si cambia e che tutto si cambierà: siamo nell'ultimo quarto di un secolo che nuovamente finirà con una grandiosa rivoluzione. Ma anche supponendo che alla fine della nostra vita noi ne vedremo l'inizio, sicuramente non vedremo i tempi migliori dell'aria pura e del rinnovamento di tutta la società dopo questa grande tempesta.<ref name="Fischer" />
*Non aspiro a diventare qualcuno di «straordinario»; mi basta essere «ordinario» nel senso che il mio lavoro sia ragionevolmente buono, che abbia il diritto di esistere e che possa servire ad uno scopo. <ref> Da ''Lettere a Theo'' (Etten, 9 luglio 1881) - Guanda, 2016. ISBN 9788823516908 </ref>
*Sai, disegnare a parole è anch’essa un’arte, che a volte tradisce una forza nascosta e dormiente, come piccoli fili di fumo grigio o blu svelano l’esistenza di un fuoco nel focolare. <ref> Da ''Lettere a Theo'' (L’ Aia, 6 luglio 1882) - Guanda, 2016. </ref>
*Vedi, l’uomo non ha amico più fedele del suo dovere e benché a volte possa essere un rude e severo docente, finché si lavora a servizio del dovere non si diventa facilmente dei falliti. <ref> ''Da Lettere a Theo'' (L’ Aia, giugno 1883) - Guanda, 2016.</ref>
*È veramente un fenomeno strano che tutti gli artisti, poeti, musicisti, pittori, siano materialmente degli infelici – anche quelli felici – e ciò che dicevi ultimamente di Guy de Maupassant ne è una prova ulteriore. Ciò riporta a galla l'eterno problema: la vita è tutta visibile da noi, oppure ne conosciamo prima della morte solo un emisfero? I pittori – per non parlare che di loro – quando sono morti e sepolti parlano con le loro opere a una generazione successiva o a diverse generazioni successive. È questo il punto o c'è ancora dell'altro? Nella vita di un pittore la morte non è forse quello che c'è di più difficile. Dichiaro di non saperne assolutamente nulla, ma la vista delle stelle mi fa sempre sognare, come pure mi fanno pensare i puntini neri che rappresentano sulle carte geografiche città e villaggi. Perché, mi dico, i puntini luminosi del firmamento ci dovrebbero essere meno accessibili dei punti neri della carta di Francia? Se prendiamo il treno per andare a Tarascon oppure a Rouen, possiamo prendere la morte per andare in una stella.<ref> ''Da Lettere a Theo'' (Arles, seconda metà di luglio 1888) - Guanda, 2016.</ref>
*[...] quando si sta bene si deve poter vivere di un pezzo di pane, pur lavorando tutto il giorno, e avendo ancora la forza di fumare e di bere il proprio goccio. E allo stesso tempo sentire in modo chiaro che esistono le stelle e l'infinito. Allora la vita diventa quasi incantata.<ref> Da ''Lettere a Theo'' (Arles, 6 agosto 1888) - Guanda, 2016.</ref>
 
==Citazioni su Vincent Van Gogh==
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