Differenze tra le versioni di "Carlo Dossi"

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*Così, [[Giuseppe Rovani|Rovani]], artista-scienziato, si appresta a [[Paolo Gorini|Gorini]], scienziato-artista; Rovani, dall'ingegno settèsemplice, rossiniano, che, dopo di averci, con uno stile veramente umòristico, narrato ''cento'' degli ultimi ''anni'' della vita del mondo – torna a crearsi – e con un periodare togato, dissolvendo la Roma convenzionale delle platee e dei panchi che spiega capponi non àquile, soffia potente in una Roma ''vera'', messa già nell'antiquaria pazienza, completa forse, ma rimasta cadàvere; Gorini, altìssimo genio, che sa forzar la materia a narrar le antiche vicende e a predir le venture, e che nel sublime racconto ritrova i fili d'insospettate scoperte, nè, pago di èsser profeta di splèndidi veri, splendidamente – nuovo [[Galileo]] – li annuncia. (p. 82)
*Poi – una volta – ei si svegliò atterrito fra abbracci che lo strozzàvano quasi, baci furiosi, morsicature e graffiate; da quella volta non vide la pallìdissima donna che da lontano e rado, quando scendeva in giardino. Un [[giardino all'italiana|giardino]], notate, alla italiana, cioè, tutto geometrìa salvo il buon senso, a soli pini e mortella, perciò sempre di un verde senza speranza. Quanto ai viali... ghiaja; i fiori, portulàca ed ortiche... Già, per fomento, non ci avea sotterra che frate. (p. 89)
*E poi! quante làgrime gli èran gocciate alla partenza di nonna? Nessuna. [...] E il bello è, che invece avea pianto a salatìssime goccie la stiratora. Bene, che signìfica ciò? Che noi ci lasciamo pigliare, spesso dall'apparenza, rado dalla sostanza; che un brodo in tazza di porcellana ci par migliore di uno in iscudella di terra. (p. 110)
 
==[[Incipit]] di alcune opere==
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