Differenze tra le versioni di "San Girolamo"

==Citazioni di San Girolamo==
*A caval donato non si guarda in bocca.
:''Noli equi dentes inspicere donati''. (da<ref>Da ''Commentariorum In Epistolam Beati Pauli Ad Ephesios'').</ref>
 
*[[Davide]] è il nostro [[Simonide]], il nostro [[Pindaro]], il nostro [[Alceo]], il nostro [[Gaio Valerio Flacco|Flacco]], il nostro [[Catullo]].<br />È la lira che canta Cristo! (da ''Epistula LIII ad Paulinum'')<ref>Citato in [[Gianfranco Ravasi]], ''L'incontro: ritrovarsi nella preghiera'', Oscar Mondadori, Milano, 2014, p. 13. ISBN 978-88-04-63591-8</ref>
 
*{{NDR|Su [[Ilarione di Gaza]]}} E mangiando una volta al giorno dopo il tramonto del sole, prendeva come cibo quindici fichi secchi e beveva dell'acqua. (da ''Vita di Ilarione'')<ref name="dieta">Citato in Aa. Vv., ''La dieta vegetariana nel Cristianesimo'', Edizioni Il Sentiero, Milano, 2011, p. 47. ISBN 978-88-86604-12-3</ref>
 
*Fai di necessità virtù.
:''Facis de necessitate virtutem''. (da<ref>Da ''Apologia adversus Libros Rufini'').</ref>
*I [[Privilegio|privilegi]] di pochi non costituiscono legge. (da<ref>Da ''Commenti biblici'').</ref>
 
:''Privilegia paucorum non faciunt legem''.<ref>Da (''Jonam'').</ref>
*I [[Privilegio|privilegi]] di pochi non costituiscono legge. (da ''Commenti biblici'')
*L'amore non conosce regole.<ref>Da ''Lettere'', VII, 6. Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 14603-X</ref>
:''Privilegia paucorum non faciunt legem''. (''Jonam'')
 
*Non [[Applauso|plausi]] ma lacrime e sospiri.<ref>Citato in [[Guglielmo Audisio]], ''Lezioni di eloquenza sacra'', Giacinto Marietti, Torino, 1870.</ref>
:''Non plausus sed lacrymas et suspiria''
 
*Ogni giorno lacrime, ogni giorno gemiti, condannato in compagnia solo di scorpioni e di belve.<ref>Citato in ''Corriere della Sera'', 25 ottobre 2008.</ref>
*{{NDR|Su [[Paolo di Tebe]]}} Piacendogli tale luogo [l'Egitto] e ritenendolo adatto... Paolo vi rimase e vi stette per tutto il tempo della sua vita in continua orazione e contemplazione di Dio, prendendo per cibo il frutto di quella palma e vestendosi delle sue fronde...<br />Videro volare un corvo... venne a porre un pane in mezzo a loro e si allontanò... Paolo disse: «Veramente benigno e cortese il nostro Signore il quale, già da sessant'anni, ogni giorno mi ha mandato mezzo pane in questo modo». (da<ref>Da ''Vita di Paolo'').</ref><ref name="dieta" />
 
*{{NDR|Su [[Paolo di Tebe]]}} Piacendogli tale luogo [l'Egitto] e ritenendolo adatto... Paolo vi rimase e vi stette per tutto il tempo della sua vita in continua orazione e contemplazione di Dio, prendendo per cibo il frutto di quella palma e vestendosi delle sue fronde...<br />Videro volare un corvo... venne a porre un pane in mezzo a loro e si allontanò... Paolo disse: «Veramente benigno e cortese il nostro Signore il quale, già da sessant'anni, ogni giorno mi ha mandato mezzo pane in questo modo». (da ''Vita di Paolo'')<ref name="dieta" />
 
*{{NDR|Sul [[Libro di Zaccaria]]}} Oscurissimo.<ref>Citato in [[Giuseppe Ricciotti]], introduzione a ''Zaccaria'', in ''La sacra Bibbia'', Salani Editore, Firenze, 1954, p. 1297.</ref>
 
*Vorrei proprio che mi capitasse quello che [[Tito Livio]] dice di [[Marco Porcio Catone|Catone]]: "Alla sua gloria nessuno portò giovamento con le sue lodi, né nocumento con le sue accuse, anche se l'uno e l'altro atteggiamento ebbero ad assumere uomini forniti di altissimo ingegno." Vuole riferirsi a Marco Cicerone e a Gaio Cesare: il primo di loro scrisse le lodi, il secondo le accuse del personaggio appena citato.<ref>Citato in Gian Domenico Mazzocato, ''Frammenti'', in Tito Livio, ''Storia di Roma dalla fondazione'', vol. 6, Newton & Compton, Roma, 1997, p. 489. ISBN 978-88-8183-773-1</ref>
:''Optarem illud mihi contingere, quod T. Livius scribit de Catone: "Cuius gloriae neque profuit quisquam laudando nec vituperando nocuit, cum utrumque summis praediti fecerint ingeniis." Significat autem M. Ciceronem et C. Caesarem, quorum alter laudes, alter vituperationes supra dicti scripsit viri.'' (da<ref>Da ''Commentarium in Oseam'', prefazione, III).</ref>
 
==''Adversus Iovinianum''==
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