Differenze tra le versioni di "Lionel Robbins"

→‎Le cause economiche della guerra: interessi della classe dei capitalisti e la guerra
(→‎Le cause economiche della guerra: guerre senza guadagno economico)
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*La storia dei nostri tempi mostra molti esempi in cui interi popoli sono stati evidentemente volenterosi e talvolta addirittura ansiosi di entrare in guerra in casi in cui non poteva esserci guadagno, nel senso economico, per nessuno fuorché per una esigua minoranza. Le guerre italiane per Tripoli e per l'Abissinia ne sono ovvi esempi. L'impulso alla distruzione che sembra essere così profondamente radicato come elemento costitutivo della psiche incosciente è razionalizzato in termini infantili e atavistici. (cap. IV, p. 69)
 
*I marxisti avevano ragione nel sospettare che, nel causare le principali guerre, egoistici interessi fossero in azione in qualche modo. Ma sbagliarono la natura degli interessi. Non sono gli interessi dei capitalisti come classe, ma gli interessi di gruppi sezionali (che possono essere gruppi di capitalisti o gruppi di operai o temporanea alleanza di ambedue) che danno origine alle pratiche del restrizionismo, e così sono indirettamente responsabili della guerra. (cap. V, pp. 90-91)
 
*Dire che un avvenimento è dovuto ad un altro è sempre una proposizione molto azzardata. Poiché strettamente parlando, è possibile sostenere che qualsiasi cosa accada in qualsiasi luogo e tempo è una risultante di ciò che è accaduto ovunque in ogni momento precedente. Spiegare in modo esauriente la storia di qualsiasi cosa implica rifare in modo esauriente la storia di ogni cosa. Una [[Causa (filosofia)|causa]] isolata non esiste. (Appendice, p. 107)
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