Differenze tra le versioni di "Lionel Robbins"

→‎Le cause economiche della guerra: guerre senza guadagno economico
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*È dubbio se perfino [[Cecil Rhodes|Rhodes]], malgrado tutti i suoi interessi finanziari, debba essere considerato come mosso in modo predominante da motivi di guadagno; come molti che han fatto grandi fortune rapidamente da giovani, egli era posseduto in età più avanzata da grandiose visioni di natura quasi religiosa, che era disposto a realizzare con mezzi duri e senza scrupoli; ed è probabile che in questo caso, come in altri, questi fossero i suoi incentivi principali. (cap. III, p. 41)
 
*La storia dei nostri tempi mostra molti esempi in cui interi popoli sono stati evidentemente volenterosi e talvolta addirittura ansiosi di entrare in guerra in casi in cui non poteva esserci guadagno, nel senso economico, per nessuno fuorché per una esigua minoranza. Le guerre italiane per Tripoli e per l'Abissinia ne sono ovvi esempi. L'impulso alla distruzione che sembra essere così profondamente radicato come elemento costitutivo della psiche incosciente è razionalizzato in termini infantili e atavistici. (cap. IV, p. 69)
 
*Dire che un avvenimento è dovuto ad un altro è sempre una proposizione molto azzardata. Poiché strettamente parlando, è possibile sostenere che qualsiasi cosa accada in qualsiasi luogo e tempo è una risultante di ciò che è accaduto ovunque in ogni momento precedente. Spiegare in modo esauriente la storia di qualsiasi cosa implica rifare in modo esauriente la storia di ogni cosa. Una [[Causa (filosofia)|causa]] isolata non esiste. (Appendice, p. 107)
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