Differenze tra le versioni di "Nikita Sergeevič Chruščёv"

*Pur essendo comunista, Nagy non parlava più a nome del Partito comunista ungherese. Parlava solo a nome di se stesso e di una piccola cerchia di emigrati che erano tornati in Ungheria per sostenere la controrivoluzione. (p. 446)
*Era un momento storico. Dinanzi a noi stava una scelta cruciale: dovevamo far rientrare le nostre truppe nella capitale e schiacciare la rivolta, o dovevamo stare a vedere se le forze progressiste ungheresi sarebbero riuscite a liberarsi da sole sventando la controrivoluzione? Se decidevamo per quest'ultima linea di condotta, c'era il pericolo di un temporaneo prevalere della controrivoluzione, il che avrebbe provocato lo spargimento di molto sangue proletario. Inoltre, se la controrivoluzione avesse vinto e la NATO avesse messo radici nel cuore del campo socialista, una seria minaccia si sarebbe profilata per la Cecoslovacchia, la Jugoslavia e la Romania, per non parlare dell'Unione Sovietica. (pp. 446-447)
*Noi, l'Unione Sovietica, appoggiamo le forze rivoluzionarie di tutto il mondo. Lo facciamo in virtù del nostro impegno internazionalista. Partecipiamo di tutto cuore alla lotta condotta dalle classi lavoratrici all'insegna della bandiera rossa sulla quale è iscritto il motto: «Proletari di tutto il mondo, unitevi!» Siamo contrari all'esportazione della rivoluzione, ma siamo anche contrari all'esportazione della controrivoluzione. Per questo sarebbe impensabile e imperdonabile che noi rifiutassimo il nostro aiuto alla classe operaia di un qualunque paese in lotta contro le forze del capitalismo. (p. 458)
*Aiutando il popolo ungherese a schiacciare l'insurrezione controrivoluzionaria impedimmo al nemico di incrinare l'unità dell'intero campo socialista, messa a dura prova durante gli avvenimenti d'Ungheria. Sapevamo che aiutando l'Ungheria a reprimere l'insurrezione e a liquidare il più rapidamente possibile le sue conseguenze aiutavamo anche tutti gli altri paesi del campo socialista. L'aiuto che prestammo al popolo ungherese per soffocare la controrivoluzione fu unanimamente approvato dai lavoratori dei paesi socialisti e dai progressisti di tutto il mondo. (p. 458)
*La politica è un giuoco, e [[Mao Zedong|Mao Tse-tung]] ha giocato nel far politica con asiatica astuzia, ricorrendo volta a volta all'adulazione, al tradimento, alla vendetta selvaggia ed all'inganno. Ci ha preso in giro per molti anni prima che scoprissimo i suoi trucchi. Talleyrand disse, una volta, che ad un diplomatico è data la parola per nascondere i pensieri. Lo stesso vale per un politico, e Mao Tse-tung è sempre stato un maestro nel dissimulare i suoi veri pensieri ed intenzioni. (p. 494)
*Trovai del tutto incredibile che Mao potesse liquidare l'imperialismo americano come una tigre di carta quando, in effetti, esso è un pericoloso animale predatore. (p. 500)
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