Differenze tra le versioni di "Michail Gorbačëv"

*È vero che gli sforzi dell'[[Organizzazione delle Nazioni Unite|ONU]] non sempre hanno avuto successo. Ma secondo il mio punto di vista questa organizzazione è la tribuna più appropriata per cercare un equilibrio negli interessi degli stati, che è indispendabile per la stabilità del mondo. (p. 184)
*La funzione politica della guerra è sempre stata una giustificazione della guerra stessa, una spiegazione «razionale». La guerra nucleare è insensata, è irrazionale. Non vi sarebbero né vincitori né vinti in un conflitto nucleare globale: la civiltà mondiale perirebbe inevitabilmente. Sarebbe un suicidio anziché una guerra nel senso convenzionale del termine. (p. 185)
*I tentativi di conseguire una supremazia militare sono assurdi. Oggi tali tentativi vengono compiuti nello spazio. È un anacronismo sorprendente, che persiste a causa del ruolo eccessivo dei militaristi in campo politico. Dal punto di vista della sicurezza la corsa agli armamenti è diventata un'assurdità perché la stessa logica porta alla destabilizzazione delle relazioni delle relazioni internazionali e in ultima analisi a un conflitto nucleare. (p. 186)
*Le divergenze ideologiche non devono essere trasposte nella sfera delle relazioni tra gli stati, e la politica estera non deve venire subordinata a esse, perché le ideologie possono essere contrapposte mentre gli interessi della sopravvivenza e della prevenzione della guerra sono universali e supremi. (p. 188)
*La logica stessa della [[distensione]] era suggerita dalla crescente constatazione che non si può vincere una guerra nucleare. Partendo da questo principio, cinque anni fa proclamammo al mondo interno che non useremo mai per primi le armi nucleari. (p. 190)
*Noi umani siamo tutti nella stessa barca, e affonderemo o nuoteremo tutti insieme. Ecco perché i discorsi sul disarmo non sono un gioco che può essere vinto da una delle parti in causa. Devono vincere tutti, altrimenti tutti rischieranno di perdere. (p. 192)
*Durante la [[seconda guerra mondiale]], paesi di sistemi diversi combatterono in una coalizione contro il fascismo e alla fine lo schiacciarono. L'interesse comune di tutti i popoli e di tutti gli stati di fronte alla minaccia fascista controbilanciava le differenze sociopolitiche e forniva la base per un'alleanza antifascista al di sopra dei sistemi. Ciò significa che anche oggi, di fronte a un pericolo ancora più grave, gli stati appartenenti a sistemi sociali diversi possono e devono collaborare in nome della pace. (pp. 193-194)
*Noi vediamo quanto siano forti le posizioni della parte aggressiva e militarista della classe dirigente nei più importanti paesi capitalistici. Il loro sostegno principale proviene dall'apparato militare-industriale, i cui interessi hanno le radici nella natura stessa del sistema capitalistico e che traggono profitti enormi dalla produzione delle armi a spese dei contribuenti. E per convincere la gente che non è denaro speso invano, devono convincerla dell'esistenza di un «nemico esterno» che minaccia il suo benessere e gli interessi interessi nazionali in generale. Ecco la causa di un'avventata, irresponsabile politica del potere. Com'è possibile, nella nostra era nucleare, questa fede assoluta nella forza, quando le scorte di armi già esistenti sono così enormi che già una minima parte potrebbe annientare tutta l'umanità? (p. 196)
*[[Nikita Sergeevič Chruščёv|Kruscev]] era un emotivo, e se la prendeva perché i suoi sforzi sinceri e le sue proposte specifiche per il miglioramento della situazione internazionale urtavano contro un muro d'incomprensione e di resistenza. (p. 198)
*Secondo la teoria [[Marxismo|marxista]], il futuro appartiene a una società in cui non esistono lo sfruttamento dell'uomo ai danni dell'uomo, né oppressioni nazionali e razziali. Il futuro appartiene a una società governata da principii di giustizia sociale, libertà e sviluppo armonioso dell'individuo. Ma ogni nazione ha il diritto di decidere se tali principii le sembrano validi e se vuole adottarli per ristrutturare la propria vita. Se è così, non deve far altro che decidere con quanta rapidità e in quale forma intende procedere. (p. 199)
 
==''La casa comune europea''==
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