Differenze tra le versioni di "Ovidio"

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*La [[crudeltà]] nei confronti degli [[animale|animali]] induce alla crudeltà anche verso gli uomini.<ref>Citato in [[Stefano Rodotà]] (a cura di), ''Trattato di biodiritto: ambito e fonti del biodiritto'', Giuffrè, Milano, 2010, [http://books.google.it/books?id=IWCG6FPQK7gC&pg=PA20 p. 20]. ISBN 88-14-15909-2</ref>
:''Saevitia in bruta est tirocinium crudelitatis in homines.''
*Non sai che i re hanno le mani lunghe? (da ''Heroides'', ep. XVII, Helena Paridi, v. 166)
:''An nescis longas regibus esse manus?''
*Ripara in principio; troppo tardi si appresta la medicina quando i lunghi indugi hanno dato vigore al male. (da ''Remedia amoris'', 91-92)
:''Principiis obsta: sero medicina paratur | Quum mala per longas convaluere moras''.
*Sarai triste se sarai solo. (da ''Remedia amoris'', 583)
:''Tristis eris si solus eris''.
*Questa lettera che leggi ti giunge da Briseide, la donna a te rapita: l'ho scritta stentatamente in greco con la mia mano di straniera. Tutte le cancellature che vedrai, sono state le lacrime a farle; ma, nondimeno, anche le lacrime hanno il peso della parola. (Briseide ad Achille: ''Heroides'' III)
*Enea resta sempre impresso nei miei occhi insonni, Enea ho nella mente, notte e giorno. Ma lui è ingrato e sordo alle mie offerte generose e, se non fossi insensata, vorrei fare a meno di lui. Tuttavia non odio Enea, benché mediti il mio male, ma lamento la sua slealtà e, pur lamentandomi, lo amo di più. (Didone a Enea: ''Heroides'' VII)
*Il fine giustifica i mezzi. (da ''Heroides'', II, 85)
:''Exitus acta probat''.
 
==''Amores''==
*Il punto è che le ''Metamorfosi'' sono, sotto i panni della poesia epica, la prima opera narrativa di grande respiro della letteratura occidentale. ([[Piero Bernardini Marzolla]])
*Il «divertirsi» di Ovidio, anche coni mezzi stilistici, non è leggerezza ma una forma di umanità. Le Metamorfosi sono in fondo un poema pervaso da una profonda tristezza; l'affermazione può apparire sorprendente a chi si lasci trasportare, peraltro giustamente, dalla vivacità dei toni e dei colori, dalla piacevolezza del racconto, ma lacrime copiose rigano dappertutto i volti dei personaggi e ogni trasformazione è un dramma piú doloroso della morte vera, per la sua ambiguità, cioè perché, come dice Mirra (X 487), non è né vita né morte. Alla rappresentazione ora piú ora meno fredda, ma sempre partecipe, della sofferenza di chi perde la propria identità, il gioco condotto da Ovidio al livello degli slanci della fantasia e insieme del potere autonomo di suggestione dei mezzi stilistici, compreso quel mezzo che è la fluente sonorità, si affianca come gusto della vita ma anche, mettendo a nudo la «meccanicità» dei sentimenti e delle azioni, come un discreto sorridere sulle curiose e fantastiche cose che accadono al mondo, come una forma di saggezza. ([[Piero Bernardini Marzolla]])
 
==''Heroides''==
*Non sai che i re hanno le mani lunghe? (da ''Heroides'', ep. XVII, Helena Paridi, v. 166)
:''An nescis longas regibus esse manus?''
*Questa lettera che leggi ti giunge da Briseide, la donna a te rapita: l'ho scritta stentatamente in greco con la mia mano di straniera. Tutte le cancellature che vedrai, sono state le lacrime a farle; ma, nondimeno, anche le lacrime hanno il peso della parola. (Briseide ad Achille: ''Heroides'', III)
*Enea resta sempre impresso nei miei occhi insonni, Enea ho nella mente, notte e giorno. Ma lui è ingrato e sordo alle mie offerte generose e, se non fossi insensata, vorrei fare a meno di lui. Tuttavia non odio Enea, benché mediti il mio male, ma lamento la sua slealtà e, pur lamentandomi, lo amo di più. (Didone a Enea: ''Heroides'', VII)
*Il fine giustifica i mezzi. (da ''Heroides'', II, 85)
:''Exitus acta probat''.
 
==''Rimedi d'amore''==
*Ripara in principio; troppo tardi si appresta la medicina quando i lunghi indugi hanno dato vigore al male. (da ''Remedia amoris'', 91-92)
:''Principiis obsta: sero medicina paratur | Quum mala per longas convaluere moras''.
*L'amore cede di fronte agli affari. Se vuoi uscire | dall'amore, mettiti negli affari: sarai al sicuro. (143-4)
:''Qui finem quaeris amoris | cedit amor rebus; res age, tutus eris''.
*Sarai triste se sarai solo. (da ''Remedia amoris'', 583)
:''Tristis eris si solus eris''.
 
==''Tristia''==
*Una causa non buona diventa peggiore quando si vuole difenderla. (I, 1, 26)
:''Causa patrocinio non bona peior est.''
 
*Finché sarai felice, conterai molti [[amicizia|amici]], ma se i tempi si fanno più grigi, sarai solo.<ref>Citato in Mastellaro, p. 19.</ref> (I, 1, vv. 39-40)
:''Donec eris felix, multos numerabis amicos, tempora si fuerint nubila, solus eris''.
::*Finché sarai felice, conterai molti amici; ma se il tempo si rannuvolerà, resterai solo. (lib. I, el. IX, v. 5-6)
 
*Come il biondo oro si mette alla prova del fuoco, così la [[fedeltà]] va esaminata nei momenti difficili.<ref>Citato in Mastellaro, p. 18.</ref> (I, 5, vv. 25-26)
:''Scilicet ut fulvum spectatur in ignibus aurum, tempore sic duro est inspicienda fides''.
 
*Quel santo e venerabile nome dell'amicizia. (lib. I, el. VIII, v. 15)
:''Illud amicitiae sanctum ac venerabile nomen''.
 
*Riposino dolcemente le ossa. (III, III, 76).
:''Molliter ossa cubent''.
 
*Bene visse chi seppe vivere nell'oscurità. (III, 4, 25)
:''Bene qui latuit, bene vixit''.
 
*E speriamo che le nostre anime muoiano col corpo e che nessuna mia parte sfugga all'avido rogo, perché se lo spirito, immune da morte, se ne vola via in alto negli aerei spazi e le parole del vecchio di Samo [Pitagora] risultano vere, la mia ombra romana vagolerà fra le ombre dei Sàrmati e sarà sempre straniera fra selvaggi mani. (III, 359; citato in ''Metamorfosi'', 1994, p. LII)
 
*V'è un piacere nel [[piangere]]. (IV, 3, 27)<ref>[[Giuseppe Fumagalli]] (cfr. opera in bibliografia, p. 430) traduce questa frase in "Anche il pianto ha una certa voluttà", e ne individua la fonte in lib. IV, el. 3, v. 32.</ref>
:''Est quaedam flere voluptas''.
 
*Non vede né le fronde nei boschi né l'acqua in un fiume in piena. (5, 4, 9)
 
*Noi pure fiorimmo un giorno, ma quel fiore presto appassì, e la nostra fu fiamma di stoppa, fuoco passeggero. (V, VIII, 19-20)
:''Nosquoque floruimus, sed flos erat ille caducus, | Flammaque de stipula nostra brevisque fuit''.
 
*Io qui sono come barbaro, perché nessuno m'intende. (V, 10, 37)
:''Barbarus hic ego sum, quia non intellegor ulli''.
 
*Sopporta e persevera; cose molto più gravi sopportasti. (V, XI, 7)
:''Perfer et obdura: multo graviora tulisti''.
 
*Piango i miei mali: nel pianto v'è una certa voluttà, ed il dolore che si scioglie in lagrime trova un sollievo.
 
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