Differenze tra le versioni di "Giuseppe Mazzini"

(→‎Citazioni su Giuseppe Mazzini: Raffaello Giovagnoli)
*In qualche provincia tuttavia questi scritti erano talvolta messi da lato; davasi di piglio invece alle opere di Mazzini, le quali se, a dir vero, ridestavano principî nazionali, e miravano alla unità ed indipendenza, insinuavano dall'altro un sentimentalismo, un misticismo, un non so che di religioso, che faceva andare le menti fra le nubi, e tra le incertezze delle religioni, di cui Mazzini afferma la necessità pel governo degli uomini, e non sa formularne alcuna. ([[Felice Orsini]])
*Ingegno fervido e potente, {{sic|nudrito}} di molteplici e seri studî, ardente spiritualista, suffuso di una nube di misticismo – che si palesa anche nel suo stile, caldo, robusto, entusiasta, talora un po' retorico, qua e là un po' turgido, un po' asmatico –, Giuseppe Mazzini ebbe un unico intendimento, una sola idealità, all'attuazione della quale consacrò tutto sé stesso dal 1831 in poi: porre a fondamento dell'ordinamento sociale due concetti, espressi, nella sua famosa formula: ''Dio e Popolo''; concetti che egli armonizzava sopra un cardine morale, il ''dovere'', dal quale soltanto scaturisce il ''diritto''. Quindi, per l'Italia, l'unità nazionale da conseguirsi con la democrazia e per la democrazia, con due mezzi: ''pensiero'' ed ''azione'', val quanto dire con la educazione dei giovani per prepararli alla lotta delle armi e al sacrificio di sé stessi. ([[Raffaello Giovagnoli]])
*La retorica della Terza Roma, era la fantasia perversa di uno che si chiamava Mazzini, che ha teorizzato la Terza Roma, non più la Roma imperiale, non più la Roma cristiana, ma la Terza Roma che doveva portare la luce a tutto il mondo, che era la luce massonica, senza pensare, poverino, che quelli che l'avevano fatta erano semplicemente dei pagliaccetti mossi da altri masssoni. ([[Angela Pellicciari]])
*Mazzini era [[Vegetarianismo|vegetariano]] certo, sempre pallido, però suonava la chitarra. ([[Roberto Gervaso]])
*Mazzini, il grande sacrificato; l'ostia vivente d'Italia, mantiene fedelmente il voto compito trent'anni or sono quando l'imangine d'un Italia una, virtuosa, libera, apparendo come una celeste fidanzata in mezzo alle artistiche ispirazioni ed alle poetiche larve della sua giovinezza, le disse: «Tu rinuncierai per me ogni cosa diletta più caramente, mangerai il pane dell'esilio, berrai la cicuta della calunnia, e fin anco le divine consolazioni delle-Grazie e delle Muse tu ricuserai, perocché il mio amore non tolleri rivali e solamente colui che molto offre e combatte sia degno d'avermi.» ([[Giuseppe Guerzoni]])
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