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===Citazioni===
*[...] su questo liberale {{NDR|[[Vittorio Emanuele Orlando]]}}, che saprà trovare tanta fermezza nell'opporsi al fascismo, ricade una delle principali responsabilità che si possano imputare al liberalismo per il trionfo del fascismo stesso; infatti egli non solo sarà uno dei più autorevoli fiancheggiatori (questo è un destino al quale non si è sottratta nessuna delle correnti, nessuno degli esponenti del liberalismo, fosse conservatore o democratico) ma sarà addirittura vice presidente della commissione incaricata di studiare la riforma Acerbo<ref>Riferimento alla riforma elettorale maggioritaria che assegnava 2/3 dei seggi al partito più votato, qualora questo avesse superato il quorum del 25%.</ref>, contribuendo col suo prestigio di costituzionalista a farla passare. (p. 340)
 
*{{NDR|Alla notizia dell'attacco dei bombardieri inglesi in Campania}} Sono lieto che Napoli abbia delle notti così severe. La razza diventerà più dura. La guerra farà dei napoletani un popolo nordico. (p. 349)
 
*La pubblicistica nazional-fascista ha voluto far passare [[Antonio Salandra]] per un grand'uomo. Ma un grand'uomo Salandra non era. Egli per primo – bisogna riconoscerlo – ne ebbe coscienza. Non solo ammise più di una volta di essere quasi completamente privo di ogni dote di comunicativa, ma, parlando della mancata integrale solidarietà del paese in guerra, scrisse che «mancò forse l'uomo che fosse in grado di operare a un tratto il miracolo e di padroneggiare gli spiriti e le forze. Non ostante che, conscio dell'enorme compito, io vi avessi spesa tutta l'intelligenza, tutta la volontà e tutto il sentimento di cui disponevo, io non fui da tanto»<ref>Antonio Salandra, ''La neutralità italiana (1914). Ricordi e pensieri'', Milano, Mondadori, 1928, p. 241. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. (p. 381)
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