Differenze tra le versioni di "Benito Mussolini"

(→‎Citazioni di Benito Mussolini: Cesare Maria De Vecchi)
*Governare gli [[italiani]] non è difficile, è inutile.<ref>Si tratta di un aforisma presente in [[Giulio Andreotti]], ''Governare con la crisi'', Rizzoli, 1991, e [[Indro Montanelli]], ''La mia eredità sono io. Pagine da un secolo'', Rizzoli, 2008, desunto dalla pubblicazione di [[Emil Ludwig]], ''Colloqui con Mussolini'', Mondadori, 1932, in cui l'autore, durante la sua intervista con Mussolini, gli chiese: "Ma deve essere ben difficile governare gente così individualista ed anarchica come gli italiani!", a cui Mussolini rispose: "Difficile?" Ma per nulla. È semplicemente inutile!". La frase è stata attribuita anche a [[Giovanni Giolitti]].</ref>
*I vecchi governi hanno inventato, allo scopo di non risolverla mai, la [[questione meridionale]]. Non esistono questioni settentrionali o meridionali. Esistono questioni nazionali. (da un discorso del 31 marzo 1939; citato in Indro Montanelli e Mario Cervi, ''L'Italia dell'Asse'', Milano, Rizzoli, 1980)
*{{NDR|Parlando con Galeazzo Ciano}} Il [[Cesare Maria De Vecchi|De Vecchi]] ha sempre creato una massa di guai dovunque io lo abbia messo. Non ha mai saputo far niente. Ora a Rodi, va malissimo. Ma non importa. Anzi, bisogna incoraggiarlo perché vada sempre peggio. Dargli la sensazione di approvare il suo operato, insaponargli la via e attendere che prenda uno scivolone così grosso, così definitivo da sentirsi liquidato ancor prima che davanti agli altri, davanti a sé stesso. E allora me lo sarò levato dai piedi per sempre. (citato in Galeazzo Ciano, ''DiariiDiario 1937-1943'', liberliber.it, prima edizione elettronica del 13 gennaio 2015, [https://archive.org/details/tntvillage_434812/page/n301 10 ottobre 1938, pp. 302-303])
*Il fascismo è un metodo, non un fine; se volete è una autocrazia sulla via della democrazia.<ref>Da ''Dall'attentato Zaniboni al discorso dell'ascensione (5 novembre 1925-26 maggio 1927)'', La Fenice, 1957, p. 287.</ref>
*Il fascismo è una grande mobilitazione di forze materiali e morali. Che cosa si propone? Lo diciamo senza false modestie: governare la Nazione. Con quale programma? Col programma necessario ad assicurare la grandezza morale e materiale del popolo italiano. Parliamo schietto. Non importa se il nostro programma concreto, com'è stato notato giorni sono da un redattore del ''Resto del Carlino'', non è antitetico ed è piuttosto convergente con quello dei socialisti, per tutto ciò che riguarda la riorganizzazione tecnica, amministrativa e politica del nostro Paese. Noi agitiamo dei valori morali e tradizionali che il socialismo trascura o disprezza; ma soprattutto lo spirito fascista rifugge da tutto ciò che è ipoteca arbitraria sul misterioso futuro. (da ''Dopo due anni'', ''Il Popolo d'Italia'', 23 marzo 1921)
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