Leonardo Fioravanti (medico): differenze tra le versioni

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*ho caminato in varie e diverse provincie, sempre essercitando l'arte dove mi son trovato, né mai mi son stancato di studiare e andar cercando bellissimi esperimenti, così di dottissimi medici come ancora di simplici empirici e d'ogni altra sorte di gente, come villani, pastori, soldati, religiosi, donnicciole e d'ogni altra qualità; e la medicina e cirugia, quale era divisa infra tante sorti di persone, io con molti stenti e fatiche la sono andata raccogliendo insieme e, raccolta, ho voluto metterla in teorica con mille belle ragioni, e questo acciò che il mondo ne possi godere.<ref>Citato in Piero Camporesi, ''Camminare il mondo <small>Vita e avventure di Leonardo Fioravanti medico del Cinquecento</small>'', Garzanti, Milano, 1997, p. 9. ISBN 88-11-69274-1</ref>
*Il divino messer [[Ulisse Aldrovandi|Ulisse Aldrovando]] bolognese dottor eccellentissimo di filosofia e medicina... è uomo ch'a questa nostra età ha superato tutti gli altri di tal professione. Lui è il vero possessore di tutte tre le parti della medicina, cioè di quella che consiste ne' vegetali, animali e minerali. E che ciò sia il vero, questo dottore eccellentissimo ha vera cognizione di più di quattro milia cose come di piante, animali e pietre, le quali possiede e ha nelle sue mani e ogn'uno che le vorrà vedere, da lui saranno mostrate con somma diligenza e cortesia percioché esso dottore è uomo molto piacevole e amator di virtuosi e molto desideroso d'insegnare le sue virtù a tutti.<ref>Citato in Piero Camporesi, ''Camminare il mondo <small>Vita e avventure di Leonardo Fioravanti medico del Cinquecento</small>'', Garzanti, Milano, 1997, p. 12. ISBN 88-11-69274-1</ref>
*L'anno 1555, alli 21 di febrario, mi partì dalla gloriosa città di Napoli del Reame per andar nella santa città di Roma, e così circa il mezo giorno mi imbarcai con grandissimo dispiacer de gli amici miei. E per riconsolarne alquanti vi lasciai il sapientissimo e prudentissimo giovane messer [[Giuseppe Moleti|Ioseffo Moleto]] Messinese... in quel tempo mio discepolo, acciò ne medicasse alcuni che erano vessati da diverse infermità. E così col nome di Dio e di san Domenico mio protettore e advocato, mi partì da Napoli e andai a Roma.<ref>Citato in Piero Camporesi, ''Camminare il mondo <small>Vita e avventure di Leonardo Fioravanti medico del Cinquecento</small>'', Garzanti, Milano, 1997, p. 127. ISBN 88-11-69274-1</ref>
*Volendo noi osservare questa regola, la prima cosa da fare dev'essere quello che ci insegnano i medici razionali che sono i cani, i gatti, e infiniti altri animali che hanno la medicina per dono della natura, che quando si sentono gravati di alcuna infermità, ricorrono al vomito e mangiano alcune sorte di erbe che li fanno vomitare ed ancor evacuare per secesso e con tal rimedio si sanano senza altro; e così noi ad imitazione di questi medici della natura dovessimo avere questo specchio davanti gli occhi ed osservare questa regola santa: cioè di far sempre vomitare gli amalati prima che li facessimo altro rimedio. Io per me osservo questo ordine e sempre veggio miracoli in tutte le infermità.<ref>Citato in Piero Camporesi, ''Camminare il mondo <small>Vita e avventure di Leonardo Fioravanti medico del Cinquecento</small>'', Garzanti, Milano, 1997, p. 27. ISBN 88-11-69274-1</ref>
 
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