Thomas Hardy: differenze tra le versioni

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(+incipit, ordine alfab.)
* La giovane evitava in particolare i faggi e i frassini, che gocciolavano più insidiosamente di tutte le altre piante. Così facendo dimostrava quanto le [[maschio e femmina|donne]] comprendano bene gli umori e le caratteristiche della [[natura]]: un [[maschio e femmina|uomo]] che avesse attraversato quei campi non si sarebbe nemmeno accorto che dagli [[alberi]] scendeva acqua.<ref>Da ''Il Barone von Xanten'', in ''Intrusi nella notte ed altri racconti'', a cura di Laura Serra, Mondadori, Milano, 1997, p. 175. ISBN 978-88-04-40735-5</ref>
 
==''TessIntrusi deinella d'Urbervillenotte''==
[[Immagine:wessex.png|thumb|Il Wessex di Thomas Hardy]]
===[[Incipit]]===
La strada che da Casterbridge conduce a nord è deserta e monotona, specie d'inverno. Lungo una parte del percorso si collega a Long-Ash Lane, una tediosa via priva per molte miglia di villaggi o borghi, e con pochissime svolte. Gli ignari viandanti che sono troppo vecchi, troppo giovani o per altri motivi troppo deboli per affrontare una distanza così lunga, ma che nondimeno sono costretti a percorrerla, esclamano, guardando ansiosamente avanti; «Una volta in cima a quella collina vedrò sicuramente la fine di Long-Ash Lane!». Ma una volta raggiunta la vetta, vedono la strada allungarsi davanti a loro con la stessa inesorabile piattezza di prima.
 
===Citazioni===
* Se il vero valore di un atto è commisurato allo spazio che questo occupa nel cuore di colui che lo compie, l'ufficio cui si accingeva quella sera l'allevatore Charles Darton si sarebbe potuto equiparare a quello di un re. (I; pp. 61-62)
* Presso un camino in stile Tudor il cui arco a sesto acuto era quasi nascosto dal panno decorato usato come soffietto, erano sedute due donne, madre e figlia: la signora Hall e Sarah, detta Sally, perché in quella parte di mondo tale diminutivo non era ancora stato ritenuto volgare e quindi eliminato dal progresso intellettuale. (II; p. 67)
 
==''La brughiera''==
===[[Incipit]]===
In un sabato pomeriggio di novembre stava calando il crepuscolo, e l'ampia distesa di terreno aperto e selvaggio nota col nome di brughiera di Egdon si veniva facendo ogni momento più scura. In alto, il curvo strato di nubi biancastre che nascondeva il cielo era come una tenda che avesse per pavimento tutta la brughiera.
 
===Citazioni===
*Quando fu più vicino, vide che si trattava d'un carrozzone di forma comunissima, ma d'un [[colore]] [[rosso]] cupo piuttosto singolare. Il conducente gli camminava accanto; ed era, come il suo carro, rosso dalla testa ai piedi. (I; p. 12)
*Emanava da lei come un senso d'isolamento, di estraneità; la [[solitudine]] della brughiera era concentrata in quel [[volto]] che dalla [[solitudine]] era nato. (I; p. 37)
*Il viandante che, percorrendo la zona, avesse osservato questi suoi visitatori come li vedeva ora Venn, si sarebbe sentito in diretta comunicazione con regioni ignote all'uomo. Ecco, proprio dinanzi a lui, un'anatra selvatica, appena giunta dalla patria dei venti settentrionali, ricca di un'immensa conoscenza del nord. Catastrofi glaciali, episodi legati a tempeste di neve, luminosi effetti aurorali, la [[Stella]] Polare allo zenit, i relitti della spedizione Franklin al di sotto: tutta una meravigliosa serie di fenomeni per lei assolutamente normali. Ma, vedendo come l'[[uccello]] fissava l'[[uomo]], si sarebbe detto che, a somiglianza di molti altri [[filosofi]], considerasse quel momento di benessere più importante di interi decenni di ricordi. (I; pp. 96-97)
 
==''Tess dei d'Urberville''==
===[[Incipit]]===
Una sera di fine maggio un uomo di mezza età stava ritornando da Shaston al villaggio di Marlott, nella vicina Valle di Blakemore o Blackmoor. Avanzava su gambette rachitiche e v'era un certo che di incerto nella sua andatura che lo portava a deviare sulla sinistra. Ogni tanto scuoteva di scatto il capo, come se assentisse a qualche pensiero, benché in realtà non stesse pensando a nulla in particolare. Un paniere per uova gli pendeva vuoto dal braccio e il pelo del suo copricapo, sciupato, era consunto sulla falda nel punto in cui lo prendeva per toglierselo. Ben presto s'imbatté in un uomo di chiesa attempato che, in groppa a una giumenta grigia, cavalcava canticchiando.
 
{{NDR|Thomas Hardy, ''Tess dei d'Urberville'', traduzione di Giuliana Aldi Pompili, Rizzoli, 2010.}}
 
===Citazioni===
===[[Explicit]]===
"Giustizia" era fatta e il Presidente degli Immortali, per dirla con una frase di [[Eschilo]], aveva finito di divertirsi con Tess, mentre i cavalieri e le dame dei d'Urberville dormivano nelle loro tombe, inconsapevoli. I due muti osservatori si chinarono a terra come in preghiera; e rimasero così per molto tempo, assolutamente immobili: la bandiera continuava silenziosamente a sventolare. Appena ne ebbero la forza, si levarono, si presero di nuovo per mano e continuarono il cammino.
 
{{NDR|Thomas Hardy, ''Tess dei d'Urberville'', traduzione di Giuliana Aldi Pompili, Rizzoli, 2010.}}
 
===Citazioni sul libro===
*Se proviamo a rileggere le ''[[Honoré de Balzac#Le illusioni perdute|Illusions perdues]]'' e ''[[Guerra e pace]]'' o ''Tess'', nasce in noi un'impressione che i lettori di allora dovevano probabilmente condividere: la realtà pareva densa, folta, resistente, immodificabile come il granito. Qualsiasi tentativo gli uomini facessero per cambiarla, si spezzava contro di lei. Oggi, la nostra impressione è capovolta. ([[Pietro Citati]])
 
==[[Incipit]] di ''IntrusiVia dalla nellapazza nottefolla''==
Quando il fittavolo Oak sorrideva, gli angoli della bocca gli si slargavano fino a trovarsi a esigua distanza dagli orecchi; gli occhi gli si riducevano a due fessure; e apparivano loro intorno certe grinze divergenti che si stendevano sulla sua fisionomia come i raggi di un rudimentale abbozzo di sole nascente.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
[[Immagine:wessex.png|thumb|Il Wessex di Thomas Hardy]]
===[[Incipit]]===
La strada che da Casterbridge conduce a nord è deserta e monotona, specie d'inverno. Lungo una parte del percorso si collega a Long-Ash Lane, una tediosa via priva per molte miglia di villaggi o borghi, e con pochissime svolte. Gli ignari viandanti che sono troppo vecchi, troppo giovani o per altri motivi troppo deboli per affrontare una distanza così lunga, ma che nondimeno sono costretti a percorrerla, esclamano, guardando ansiosamente avanti; «Una volta in cima a quella collina vedrò sicuramente la fine di Long-Ash Lane!». Ma una volta raggiunta la vetta, vedono la strada allungarsi davanti a loro con la stessa inesorabile piattezza di prima.
 
===Citazioni===
* Se il vero valore di un atto è commisurato allo spazio che questo occupa nel cuore di colui che lo compie, l'ufficio cui si accingeva quella sera l'allevatore Charles Darton si sarebbe potuto equiparare a quello di un re. (I; pp. 61-62)
* Presso un camino in stile Tudor il cui arco a sesto acuto era quasi nascosto dal panno decorato usato come soffietto, erano sedute due donne, madre e figlia: la signora Hall e Sarah, detta Sally, perché in quella parte di mondo tale diminutivo non era ancora stato ritenuto volgare e quindi eliminato dal progresso intellettuale. (II; p. 67)
 
==''La brughiera''==
===[[Incipit]]===
In un sabato pomeriggio di novembre stava calando il crepuscolo, e l'ampia distesa di terreno aperto e selvaggio nota col nome di brughiera di Egdon si veniva facendo ogni momento più scura. In alto, il curvo strato di nubi biancastre che nascondeva il cielo era come una tenda che avesse per pavimento tutta la brughiera.
 
===Citazioni===
*Quando fu più vicino, vide che si trattava d'un carrozzone di forma comunissima, ma d'un [[colore]] [[rosso]] cupo piuttosto singolare. Il conducente gli camminava accanto; ed era, come il suo carro, rosso dalla testa ai piedi. (I; p. 12)
*Emanava da lei come un senso d'isolamento, di estraneità; la [[solitudine]] della brughiera era concentrata in quel [[volto]] che dalla [[solitudine]] era nato. (I; p. 37)
*Il viandante che, percorrendo la zona, avesse osservato questi suoi visitatori come li vedeva ora Venn, si sarebbe sentito in diretta comunicazione con regioni ignote all'uomo. Ecco, proprio dinanzi a lui, un'anatra selvatica, appena giunta dalla patria dei venti settentrionali, ricca di un'immensa conoscenza del nord. Catastrofi glaciali, episodi legati a tempeste di neve, luminosi effetti aurorali, la [[Stella]] Polare allo zenit, i relitti della spedizione Franklin al di sotto: tutta una meravigliosa serie di fenomeni per lei assolutamente normali. Ma, vedendo come l'[[uccello]] fissava l'[[uomo]], si sarebbe detto che, a somiglianza di molti altri [[filosofi]], considerasse quel momento di benessere più importante di interi decenni di ricordi. (I; pp. 96-97)
 
==Citazioni su Thomas Hardy==
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