Giulio Cesare Graziani: differenze tra le versioni

*Al caffè mi arriva una telefonata del tenente Graziani. «Giovanotto, ti sei già dimenticato di noi e ti dai agli alti comandi; guarda che il capo vuole vederti; vieni giù appena possibile; congratulazioni per la brillante azione, arrivederci.» Raccolgo l'equipaggio che sta scialando in uno dei più noti ristoranti della città. Graziani ci aspetta davanti alla baracca del comando di gruppo. «E così neanche i pesci vi hanno voluto?» «Siamo troppo magri, comandante; deve migliorare le nostre mense.» Graziani stringe le mani a tutti, congratulandosi per lo scampato pericolo. «Tu Aichner, va' dal comandante che ti sta aspettando, voi invece venite con me.»
*Come [[Carlo Emanuele Buscaglia|Buscaglia]] e [[Carlo Faggioni|Faggioni]], Graziani manifesta sempre un'estrema sicurezza di riuscire a farcela: per loro sembra non aver valore quel calcolo statistico compilato da qualcuno che rivela che la media delle azioni dalle quali si può tornare vivi è di tre o quattro al massimo; questa media si rivelerà purtroppo esatta per il nostro reparto, che alla fine del ciclo operativo si ritroverà con otto equipaggi superstiti dei venti con i quali era partito.
*Con questa dichiarazione del nostro ministro della Difesa, "concordemente" condivisa dagli organi della difesa britannica, avevo finalmente ottenuto il riconoscimento della verità che non riguardava soltanto una mia personale ambizione, ma spettava a tutto il valoroso equipaggio, al mio glorioso reparto e in definitiva a tutta l'aeronautica militare italiana. Il mio comandante di squadriglia, che nel frattempo era salito ai più alti gradi della gerarchia dell'aeronautica militare, il generale Giulio Cesare Graziani (che fu, tra l'altro, il pilota più decorato d'Italia nel [[Seconda guerra mondiale|secondo conflitto mondiale]]), appena conosciuta la notizia, con la generosità che lo distingue, compilò subito (dicembre 1966) una proposta di commutazione della ricompensa al Valor Militare da medaglia d'argento a medaglia d'oro...
*La sera Graziani mi prende sotto braccio: «[[Carlo Faggioni|Faggioni]] mi ha raccontato tutto; premetto che non ti faccio rapporto perché è la prima volta che ho l'occasione di parlare con te di problemi di lavoro e perché [[Carlo Emanuele Buscaglia|Buscaglia]] se la prenderebbe anche con Faggioni che ha avuto la debolezza di volerti insegnare cose che non servono a fare la guerra.» Posso spiegargli tutto con calma e incontro la sua piena fiducia. «Meglio così, però ricordati che questi "esperimenti" non servono a fare la guerra. Nei prossimi giorni allenati con il tuo equipaggio, vedi di amalgamarlo e di conquistarne la fiducia: soltanto allora potrai prender parte ad azioni di guerra con possibilità di successo e anche di riportare a casa la pelle.»
 
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