Differenze tra le versioni di "Cormac McCarthy"

(ortografia)
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*BIANCO E comunque, chi è sempre pronto a occuparsi dei perfetti sconosciuti molto spesso non si occupa delle persone di cui dovrebbe occuparsi. Per come la vedo io. Se uno si limita a fare ciò che dovrebbe, non diventa un eroe. (p. 4)
*BIANCO Chi lo sa. Magari i compleanni sono pericolosi. Come il Natale. Decorazioni sugli alberi, ghirlande sulle porte, e cadaveri che penzolano dai soffitti di tutta l'America. (p. 6)
*BIANCO Ma è una questione personale. È proprio questo l'effetto dell'istruzione. Rende il mondo intero qualcosa di personale. <BR />NERO Hm <BR />BIANCO Cosa, hm? <BR>NERO Niente, stavo solo pensando che sono parole belle forti. Non mi viene in mente nessuna risposta, e magari la risposta non c'è per niente. Ma comunque devo proprio chiedertelo: a che servono idee del genere se poi non riescono a farti tenere i piedi incollati per terra quando arriva il Sunset Limited a centotrenta all'ora? (p. 22)
*BIANCO Le cose in cui credevo non esistono più. Sarebbe stupido far finta del contrario. La civiltà occidentale è andata definitivamente in fumo nelle ciminiere di Dachau, ma io ero troppo infatuato per accorgermene. Me ne accorgo adesso. (p. 23)
*NERO Non penso che la tua è una giornata no, professore. Penso che è una vita no. (p. 36)
*NERO Il punto, professore, è che se nella tua vita non ci fosse la sofferenza, come faresti a capire quando invece sei felice? Felice rispetto a cosa? (p. 46)
*NERO ... Ma il punto, ovviamente, è che la paura più grossa dell'[[ubriachezza|ubriacone]] non è quella di morire per colpa dell'[[Bevanda alcolica|alcol]], cosa che tanto gli capiterà. È restare a corto di alcol prima che gli succede. (p. 48)
*NERO Vuole quello che vogliono tutti. <BR />BIANCO E cioè? <BR />NERO Essere amato da Dio. (pag. 49)
*BIANCO Mi faccia finire. Io non considero il mio stato mentale una visione pessimistica del mondo. Io lo considero equivalente al mondo così com'è. L'evoluzione non potrà non condurre la vita intelligente alla consapevolezza di una certa cosa sopra tutte le altre, e questa cosa è la futilità. (p. 113)
*BIANCO... La comunanza di cui lei parla è basata solo e soltanto sul dolore. E se quel dolore fosse veramente collettivo invece che soltanto ripetitivo, il suo peso basterebbe a staccare il mondo dalle pareti dell'universo e a farlo precipitare in fiamme in mezzo a quel po' di notte che saprebbe ancora generare prima di ridursi a un nulla che non è neppure cenere. (p. 114)
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