Differenze tra le versioni di "Bernardo Valli"

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*La sconfitta sovietica fu attribuita all'aiuto di Dio, ma i missili Stinger forniti dagli Stati Uniti furono decisivi, perché privarono i russi del decisivo appoggio di aerei ed elicotteri. Il ritiro dell'[[Armata rossa]] dall'Afghanistan precedette di poco l'implosione dell'Urss, e questo convinse Al Qaeda di avere provocato il crollo di uno dei grandi imperi della storia. Perché non sconfiggere anche quello americano, di cui erano stati lo strumento contro i russi?
*Neppure agli israeliani passò per la testa di favorire il consolidamento del loro futuro tenace avversario, quando agevolarono l'espansione di Hamas, nella Striscia di Gaza. Il loro obiettivo era allora di contrastare, attraverso gli islamisti, l'azione del Fronte popolare di Georges Habache. Un nazionalista marxista, come si definiva.
 
{{Int|1=Dall'intervista di Giulia Belardelli|2=[https://www.huffingtonpost.it/2014/08/26/bernardo-valli_n_5715065.html ''Bernardo Valli, intervista. "Web, cavalli, guerre e imbecilli". La verità (mai assoluta) dello storico inviato di Repubblica''], ''Huffingtonpost.it'', 26 agosto 2014}}
*La società vietnamita, l’umanità di questo popolo e la sua capacità di affrontare le sofferenze mi sono entrate nel cuore. Lo stesso discorso vale per l’Algeria, un paese completamente diverso, più duro e meno espansivo, in cui ho vissuto l’epoca della decolonizzazione, la più importante della mia vita. L’Algeria ha conquistato la propria indipendenza a un prezzo molto alto, e questo ha suscitato in me un forte senso di ammirazione e una profonda stima. I giovani non hanno memoria quando dicono che il mondo di oggi è peggiore rispetto al passato.
*In Siria e Iraq sta crollano il mondo che era stato disegnato dopo la prima guerra mondiale dalle due grandi potenze coloniali di allora, Francia e Inghilterra. Si tratta di paesi artificiali, i cui confini sono stati disegnati a tavolino. Il nazionalismo arabo, fallito con Nasser, è stato sostituito come capita spesso nella storia dell’Islam da fermenti religiosi molto forti.
*L’Italia è un paese curioso, ha più italiani all’estero che sul suo territorio. Nei secoli ha esportato viaggiatori straordinari, tra i grandi studiosi del Medio Oriente ci sono dei nomi italiani formidabili. Il problema dell’Italia è che, essendo uno Stato giovane, non ha saputo tradurre in termini politici quella enorme sciagura e ricchezza che è stata l’immigrazione. Prendiamo l’esempio dell’America Latina: San Paolo è mezza italiana, così come Rio, per non parlare dell’Argentina. Eppure, non c’è un solo corrispondente di un giornale italiano. L’Italia post-unitaria era un paese rurale, povero, che a dispetto della retorica sull’eredità gloriosa di Roma ha dovuto espellere milioni di italiani verso altri continenti. La storia dell’emigrazione italiana non è stata raccontata abbastanza, è come se ce ne fossimo vergognati. Eppure sono state le ricchezze degli immigrati italiani, le loro rimesse, a far nascere l’industria in Italia.
*L’Italia di Berlusconi è stata terribile, non solo vista dalla Francia, ma da ogni parte del mondo.
*I giovani giornalisti di solito sono sempre per i ribelli, ma dovrebbero anche pensare a cosa diventeranno i ribelli quando saranno al governo. Io l’ho imparato sulla mia pelle in Cambogia con uno degli episodi politici più crudeli del secolo. Abbiamo appoggiato dei ribelli contro un regime corrotto, che però poi sono diventati dei tiranni sanguinari...
 
{{Int|1=Da [https://www.repubblica.it/venerdi/articoli/2016/01/13/news/giap_il_piccolo_uomo_che_diede_corpo_all_utopia_del_900-131603178/?ref=search ''Giap, l'uomo che diede corpo all'utopia del Novecento'']|2=''la Repubblica'', 11 gennaio 2016}}
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