Differenze tra le versioni di "Benazir Bhutto"

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*Gli islamisti uccisero Benazir Bhutto così come uccisero suo padre. Ma non gli si dovrebbe permettere di uccidere le speranze del Pakistan per la democrazia. ([[Amir Taheri]])
*I due governi di Benazir furono autocratici e corrotti. Avrei continuato a dirglielo, se fosse ancora viva. Ma è morta e la sua fine rappresenta una tragedia, una catastrofe per noi, la sua famiglia, e per il Paese intero. ([[Fatima Bhutto]])
*In Pakistan succede una cosa strana: alcune donne, come la defunta Benazir Bhutto, figlia di Zulfiqar Ali Bhutto, e Maryam Nawaz Sharif, figlia del tre volte primo ministro Nawaz Sharif, sono celebrate da uomini patriarcali, ma queste donne appartengono alla classe d'élite. Sono ammirate dalla gente comune, celebrate da uomini di alto lignaggio e uomini normali. Questi uomini si uniscono ai partiti politici di queste grandi donne e le rispettano, ma non credono alle proprie figlie, ragazze di umili origini che vivono in stanze senza domestici e vengono deposte in culle di seconda mano. Questi uomini perdono fiducia nella loro stessa stirpe. In Pakistan è un atto una lotta di classe così come una lotta per l'uguaglianza. Chiedo a questi uomini: «Se accettate Benazir Bhutto come Benazir Bhutto, perché non riuscite ad accettare ragazze normali come Lubna, Kalsum e Saba? Perché non riuscite a sognare per ragazze normali nella vostra stessa casa? Avete queste grandi donne accanto a voi, sedute al vostro focolare». ([[Ziauddin Yousafzai]])
*L'amministrazione Bush puntava su Benazir Bhutto per ricondurre il paese a una decente democrazia, dopo lo strappo autoritario di [[Pervez Musharraf]]. L'ideale sarebbe stata un'intesa, un compromesso tra i due. Il compromesso, che avrebbe meritato l'aggettivo di storico, è stato cancellato dal kamikaze. Ora i sostenitori della Bhutto vedono in Musharraf l'istigatore dell'assassinio. Non sarà facile disinnescare le passioni. ([[Bernardo Valli]])
*La sola arma che ha usato è stata quella del dialogo e del confronto politico. ([[Romano Prodi]])
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