Differenze tra le versioni di "Jean-Jacques Rousseau"

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===Citazioni su ''Le confessioni''===
*Arrivando alla fine delle ''Confessioni'' di Rousseau, si ha la netta impressione di aver conosciuto un uomo alla ricerca di un abbraccio empatico oceanico, nonostante molti aspetti della sua vita fossero di tutt'altra natura. ([[Jeremy Rifkin]])
 
==''Le passeggiate solitarie''==
===[[Incipit]]===
E ora eccomi solo sulla terra, non avendo altro fratello, prossimo, amico, che me stesso. Socievolissimo e amorevolissimo tra gli uomini, io ne fui proscritto per unanime accordo; nella raffinatezza dell'odio, essi hanno cercato quale tormento potesse meglio incrudelire sulla mia sensibile anima, e hanno violentemente spezzato tutt'i legami che a loro mi tenevano. Li avrei amati a dispetto di loro stessi, gli uomini; non hanno potuto sottrarsi al mio affetto che rinunciando a esserlo. Ed eccoli stranieri, sconosciuti, nulli insomma per me; e per averlo voluto. Ma io, distaccato da loro e da tutto, io stesso che cosa sono? Ecco quello che mi resta da indagare. Sfortunatamente, questa ricerca dev'essere preceduta da uno sguardo sulla mia posizione: traverso quest'idea bisogna per forza che io passi, per giungere da loro sino a me.
 
===Citazioni===
*[...] sentendo inutili tutt'i miei sforzi e tormentandomi in pura perdita, ho preso il solo partito che mi restava da prendere, ossia quello di sottomettermi alla mia sorte, senza recalcitrare oltre contro il destino. In questa rassegnazione ho trovato compenso a tutt'i miei mali, per la calma che mi procura, e che non potrebbe conciliarsi col travaglio continuo d'una resistenza penosa quanto sterile. (I; 1972, p. 1322)
*{{NDR|I miei persecutori}} hanno esaurito in anticipo tutte le loro risorse; non lasciandomi nulla, si sono tolti tutto da se stessi. (I; 1972, p. 1322)
*I veri mali hanno poca presa su di me; di quelli che provo, mi rassegno agevolmente, ma non di quelli che temo. La mia immaginazione scatenata li combina, li rivolge, li estende, li accresce. Attenderli, mi tormenta cento volte peggio che averli attuati; la minaccia mi riesce temibile peggio che il colpo. Non appena essi arrivano, il fatto, togliendogli tutto quanto avevano d'immaginario, li riduce alla loro giusta misura. Allora li trovo molto minori di quanto me li ero raffigurati, e persino nel mezzo della sofferenza non manco di sentirmi sollevato. (I; 1972, p. 1322)
*I privati periscono, ma i gruppi collettivi non muoiono; le medesime passioni vi si perpetuano, e il loro odio ardente, immortale come il demone che lo ispira, ha sempre la medesima virulenza. (I; 1972, p. 1323)
*Abbandoniamoci interamente alla dolcezza di conversare con la mia anima, la sola che gli uomini non possono sottrarmi. (I; 1972, p. 1323)
*Non potendo fare nessun bene che non si ritorca in male, non potendo agire senza nuocere ad altri o a me stesso, astenermi divenne il mio unico dovere [...]. (I; 1972, p. 1324)
*[...] in questa disoccupazione del corpo, la mia anima agisce ancora, genera sentimenti, pensieri, e la sua vita intima e morale sembra essersi ancora accresciuta, a causa della morte d'ogni interesse terreno e precario. (I; 1972, p. 1324)
*Io compio la stessa impresa di [[Montaigne]], ma con uno scopo affatto contrario al suo: egli non scriveva i suoi ''Saggi'' che per il pubblico, e io non scrivo le mie fantasie che per me stesso. Se nei miei tardissimi giorni, all'avvicinarsi del trapasso, resterò, come spero, nella stessa situazione in cui sono, nel leggerle mi sovverranno le dolcezze che provo a scriverle; e in questo modo, facendo rinascere per me il tempo passato, la mia esistenza, direi quasi, ha da {{Sic|resultarne}} come raddoppiata. A dispetto degli uomini saprò provare ancora l'incanto della compagnia, vivendo decrepito con un me stesso diverso, come se vivessi con un amico meno vecchio. (I; 1972, p. 1324)
 
==Citazioni su Jean Jacques Rousseau==