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[[File:Sambucus nigra 004.jpg|thumb|Sambuco in fiore</br>(''Sambucus nigra'')]]
 
*A Bruxelles avevo adocchiato una piccola finestra (tra cespugli di [[lillà]] e sambuco, sull'orlo di un burrone, dava su una vecchia chiesa) – dove sarei stata ''felice''. Sola, senza nessuno, senza amici, sola col sambuco appena sbocciato. ([[Marina Ivanovna Cvetaeva]])
*Andammo dunque {{NDR|con [[Eugenio Montale]]}} al Ponte del Gatto, sulla sponda opposta del Po dove sorgeva la vecchia Fiat Lingotto. [...] Capitò che la chioma lussureggiante di una fila di sambuchi si riversasse sulla strada da un muro sbrecciato. Il fiore di sambuco è da sempre una delle mie passioni con il mughetto e il [[lillà]]: a guardarlo con attenzione vi si può scorgere lo stellato notturno, con piccolissimi bocci a raggiera, un incanto. E forse per questo, fra le poesie di Montale che da sempre sapevo a memoria, privilegiavo un endecasillabo di straordinario accento: "Alte tremano guglie di sambuchi"<ref>Dalla poesia ''Flussi'', 7° verso; in Eugenio Montale, ''Ossi di seppia'' <small>1920-1927</small>, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1987, p. 109.</ref>. Montale si accorge della bellezza di quella visione e si ferma di botto: "Che bel fiore, che cos'è?". Io do un urlo di belva ferita: "Come sarebbe a dire che cos'è? Eugenio, stai scherzando? Quelli sono sambuchi!" Lui mi guarda stupito per la mia reazione e dice: "E con questo?" Non potevo crederci: ne aveva fatto una splendida immagine in poesia eppure non era in grado di riconoscere un sambuco in natura." ([[Maria Luisa Spaziani]])
*''Colmo di frutti il sambuco; tranquilla era l'infanzia | nella grotta celeste. Su percorsi sentieri, | dove rossiccia stride ora l'erba selvatica, | medita il calmo intrico di rami; un frusciare di foglie. || Simile quando suona l'acqua azzurra sul sasso.'' ([[Georg Trakl]])
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