Differenze tra le versioni di "Cartesio"

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→‎Citazioni: la citazione costituiva in origine una sezione con questo titolo illustrativo; lo reinserisco come NDR
(→‎Citazioni: accorcio: chi l'aveva inserita l'aveva concepita così e pare meglio anche a me https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Cartesio&diff=350210&oldid=326267)
m (→‎Citazioni: la citazione costituiva in origine una sezione con questo titolo illustrativo; lo reinserisco come NDR)
*[...] non v'è proprio niente in questa proposizione: ''io penso, dunque io sono'', che m'assicuri che io dico la verità, se non che veggo molto chiaramente che, per pensare, bisogna essere [...]. (IV; 1937, p. 57)
*Anche quella che ho assunto poc'anzi come regola, cioè che le cose che concepiamo molto chiaramente e distintamente sono tutte vere, non è certa se non perché Dio è o esiste, perché è un essere perfetto e perché da Lui riceviamo tutto quello che è in noi. (IV; 1996)
*{{NDR|Il criterio per distinguere una macchina da un essere umano}} Qui in particolare mi ero fermato per far vedere che se ci fossero macchine con organi e forma di scimmia o di qualche altro animale privo di ragione, non avremmo nessun mezzo per accorgerci che non sono in tutto uguali a questi animali; mentre se ce ne fossero di somiglianti ai nostri corpi e capaci di imitare le nostre azioni per quanto è di fatto possibile, ci resterebbero sempre due mezzi sicurissimi per riconoscere che, non per questo, sono uomini veri. In primo luogo, non potrebbero mai usare parole o altri segni combinandoli come facciamo noi per comunicare agli altri i nostri pensieri. Perché si può ben concepire che una macchina sia fatta in modo tale da proferire parole, e ne proferisca anzi in relazione a movimenti corporei che provochino qualche cambiamento nei suoi organi; che chieda, ad esempio, che cosa si vuole da lei se la si tocca in qualche punto, o se si tocca in un altro gridi che le si fa male e così via; ma non si può immaginare che possa combinarle in modi diversi per rispondere al senso di tutto quel che si dice in sua presenza, come possono fare gli uomini, anche i più ottusi. L'altro criterio è che quando pure facessero molte cose altrettanto bene o forse meglio di qualcuno di noi, fallirebbero inevitabilmente in altre, e si scoprirebbe cosí che agiscono non in quanto conoscono, ma soltanto per la disposizione degli organi. (V; 1996)
*[...] per quello che riguarda i costumi, ciascuno esagera tanto nella propria opinione, che si potrebbero trovare tanti riformatori quante teste [...]. (VI; 1937, p. 93)
*[...] non vale niente chi non è utile ad alcuno [...]. (VI; 1937, p. 98)