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*In qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l'uomo impose nomi a tutto il [[animale|bestiame]], a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche. (''[[Genesi]]'')
*Ma io, noi cosa siamo? Dirai: che t'importa avere una parola. Importa. Perché avere un nome è avere un posto, una casa fatta di pensieri già pensati. Un luogo tiepido che porta traccia di migliaia, milioni di persone passate da lì prima di te. Ti fa sentire, nell'errore, al tuo posto. Un posto doloroso e illuminante, un posto difficile ma previsto nella storia del mondo. ([[Concita De Gregorio]])
*([[Mantova]]) Le strade intonacate coi colori delle uova di uccelli. Gentilezza degli abitanti. Loro nomi (sulla guida del telefono): Telemaco, Cleante, Quintilio, Aristodemo, Zaira, [[Tazio Nuvolari|Tazio]] (Nuvolari). Forse anche [[Virgilio]] era, ai suoi tempi, un nome fuor dal comune. ([[Aldo Buzzi]])
*''Mi cambierò nome | ora che i nomi non cambiano niente, | non funzionano più | da quando non funziona più la gente.'' ([[ministri (gruppo musicale)|Ministri]])
*Nessun nome. Nessun ricordo oggi del nome di ieri; del nome d'oggi, domani. Se il nome è la cosa; se un nome è in noi il concetto d'ogni cosa posta fuori di noi; e senza nome non si ha il concetto, e la cosa resta in noi come cieca, non distinta e non definita; ebbene, questo che portai tra gli uomini ciascuno lo incida, epigrafe funeraria, sulla fronte di quella immagine con cui gli apparvi, e la lasci in pace non ne parli piú. Non è altro che questo, epigrafe funeraria, un nome. Conviene ai morti. ([[Luigi Pirandello]])
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