Differenze tra le versioni di "Stanley Karnow"

*I francesi, sebbene fossero armati molto meglio del Vietminh, non disponevano di uno strumento di importanza essenziale: l'aviazione. I vietminh, sebbene fossero una forza di guerriglia, gradualmente divennero grandi unità militari, capace di affrontare i francesi in scontri sempre più vasti, soprattutto nelle fitte giungle del Vietnam settentrionale. (p. 83)
*Una cultura nazionalistica spinta quasi al limite della xenofobia ispirava agli attivisti del Vietminh l'idea di una guerra santa contro gli invasori stranieri e i loro clienti locali. Questo fervore difficilmente pervadeva le grandi masse vietnamite, che stavano a guardare e ad aspettare secondo il tradizionale stile asiatico, piegandosi come canne di bambù alla forza del vento. Eppure, dava forza al Vietminh poiché i suoi militanti erano disposti a sostenere pesanti costi per la loro causa, suscitando stupore nella popolazione con la loro capacità di resistere a un nemico di forza superiore. (p. 84)
*Ad eccezione di [[John Foster Dulles|Dulles]], che prese alloggio in albergo e si fermò soltanto una settimana, a [[[[Conferenza di Ginevra (1954)|Ginevra]] i principali delegati affittarono degli appartamenti, come se intendessero fermarsi per sempre. (p. 101)
*Alla fine, la [[Conferenza di Ginevra (1954)|conferenza di Ginevra]] non produsse una soluzione durevole al conflitto indocinese ma solo una tregua militare in attesa di una soluzione politica che non ci fu mai. La conferenza quindi non fu che un breve interludio fra due guerre; anzi, fu un momento di tregua nel corso della stessa guerra. (p. 102)
*{{NDR|Su [[Zhou Enlai]]}} Educato, sottile, intransigente e deciso, era una singolare mescolanza di mandarino cinese e commissario comunista; inoltre aveva una particolare affinità con i francesi, avendo trascorso la sua giovinezza a Parigi. I cinesi avevano appena subito un milione di perdite in Corea e il conflitto aveva quasi valicato il loro confine. A Ginevra, lo scopo principale di Chu En-lai era quello di trovare un accordo che togliesse agli Stati Uniti ogni pretesto di intervenire in Indocina e di minacciare nuovamente la Cina. Quindi, cercò una soluzione che tenesse i francesi nei loro possedimenti coloniali escludendo gli americani. Questa soluzione inevitabilmente comportava il sacrificio degli obiettivi vietminh. (p. 103)
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